LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.Lgs. n. 503 del 1992, art. 13

10 provvedimenti

Massimale pensionabile: INPS vince contro la pensionata
Una pensionata del settore dello spettacolo ha richiesto la riliquidazione della quota B dei propri supplementi di pensione ex ENPALS, sostenendo che non dovesse applicarsi il limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'appello ha accolto la domanda, ritenendo il limite implicitamente abrogato. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420 del 1971 è pienamente vigente anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1996. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio conforme a questo principio.
Continua »
Pensione spettacolo: il massimale pensionabile resta attivo
Un pensionato del settore dello spettacolo ha richiesto all'ente previdenziale la riliquidazione della propria pensione, sostenendo che il calcolo della quota B non dovesse subire il limite del massimale pensionabile giornaliero introdotto nel 1971. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del lavoratore, ritenendo tale limite implicitamente superato dalle riforme successive. L'ente previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420/1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. Non vi è stata alcuna abrogazione tacita, poiché la norma risponde a esigenze di bilanciamento finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
Continua »
Massimale pensionabile: stop ai ricalcoli per lo spettacolo
Un lavoratore dello spettacolo chiedeva la riliquidazione della propria pensione ex ENPALS, sostenendo che il limite massimo alla retribuzione giornaliera non dovesse applicarsi al calcolo della quota B del trattamento. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ritenendo implicitamente abrogato tale limite. L'Ente Previdenziale proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge del 1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione. La Corte ha chiarito che non vi è stata alcuna abrogazione, poiché il limite risponde a esigenze di equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per una nuova decisione.
Continua »
Massimale retributivo pensionabile: INPS vince in Cassazione
Una lavoratrice dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera per la quota successiva al 1992. La Corte d'appello le ha dato ragione, ritenendo il limite superato dalle riforme. L'Istituto Previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale retributivo pensionabile previsto dalla vecchia legge del 1971 non è stato abrogato e si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori iscritti prima del 1996. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
Continua »
Massimale Pensionabile Spettacolo: Tetto confermato dalla Cassazione
Un lavoratore del mondo dello spettacolo aveva chiesto il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il vecchio limite sulla retribuzione, il cosiddetto 'massimale pensionabile', non dovesse più essere applicato alla 'quota B' del suo assegno. I giudici di merito gli avevano dato ragione. L'Ente Previdenziale ha però fatto ricorso in Cassazione, che ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito un principio chiaro: il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore e pienamente operativo. Le riforme successive non lo hanno cancellato. Questa scelta serve a garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale vince e la pensione del lavoratore dovrà essere calcolata rispettando quel tetto massimo.
Continua »
Massimale retributivo pensione spettacolo: INPS vince, tetto valido
Una lavoratrice dello spettacolo chiedeva all'INPS di ricalcolare la sua pensione senza applicare il limite massimo sulla retribuzione giornaliera (massimale). Sosteneva che questo limite, valido per i contributi più vecchi, fosse stato superato dalle leggi successive per la parte di pensione maturata dopo il 1992. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'INPS, stabilendo che il massimale retributivo pensione spettacolo è ancora pienamente valido. Secondo i giudici, questo tetto non è mai stato cancellato e serve a garantire l'equilibrio finanziario del fondo pensioni speciale per gli artisti, bilanciando i diritti dei lavoratori con la sostenibilità del sistema. La richiesta della pensionata è stata quindi respinta.
Continua »
Pensione spettacolo: il massimale retributivo resta, vince l’INPS
Una lavoratrice del mondo dello spettacolo chiedeva il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che un vecchio limite di stipendio (massimale) non dovesse più applicarsi ai suoi contributi versati dopo il 1992. I giudici di primo e secondo grado le avevano dato ragione. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Ente Previdenziale. La Suprema Corte ha stabilito che il 'massimale retributivo pensione spettacolo', previsto da una legge del 1971, è ancora pienamente valido. Questa scelta serve a garantire la sostenibilità economica del fondo pensioni speciale per questa categoria, che gode già di condizioni di accesso più favorevoli. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale vince la causa e la pensione della lavoratrice dovrà essere calcolata applicando il tetto retributivo.
Continua »
Massimale Pensionabile Spettacolo: la Cassazione dà ragione all’Ente
Un lavoratore dello spettacolo aveva ottenuto il ricalcolo della sua pensione senza l'applicazione del tetto massimo di retribuzione (il cosiddetto massimale pensionabile) per i contributi versati dopo il 1992. L'Ente Previdenziale ha contestato questa decisione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: il vecchio limite, previsto da una legge del 1971, non è mai stato cancellato dalle riforme successive. Pertanto, il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla parte di pensione maturata dopo il 1992. La sentenza precedente è stata annullata.
Continua »
Rivalutazione amianto: il limite dei 40 anni
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un pensionato che chiedeva il ricalcolo del proprio assegno includendo integralmente la rivalutazione amianto oltre il limite dei 40 anni di contribuzione. Nonostante il riconoscimento giudiziale del beneficio per l'esposizione all'amianto, l'INPS aveva applicato il tetto massimo di 2080 settimane (40 anni) previsto per il sistema retributivo, riducendo proporzionalmente altri contributi. La Corte ha stabilito che la rivalutazione amianto ha la funzione di agevolare l'accesso alla pensione ma non può essere utilizzata per superare il limite massimo di anzianità contributiva utilmente valutabile, garantendo così l'uniformità del sistema previdenziale ed evitando disparità di trattamento tra lavoratori.
Continua »
Pensione anticipata invalidi: sì alle finestre mobili
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cosiddetta "finestra mobile", ovvero il periodo di attesa di un anno per l'accesso alla pensione, si applica anche alla pensione anticipata invalidi con disabilità superiore all'80%. L'ordinanza ribalta una precedente decisione della Corte d'Appello, accogliendo il ricorso dell'istituto di previdenza e affermando la portata generale della norma che introduce lo slittamento, senza eccezioni per questa categoria di lavoratori.
Continua »