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D.P.R. n. 1420 del 1971, art. 12

10 provvedimenti

Massimale retributivo pensionabile: INPS blocca il ricalcolo
Un pensionato del settore dello spettacolo ha chiesto all'ente previdenziale la riliquidazione della quota B della sua pensione, pretendendo che non venisse applicato il limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'appello gli ha dato ragione, ritenendo tale limite abrogato. L'ente previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale retributivo pensionabile si applica anche alla quota B per i lavoratori iscritti prima del 1995, non essendo stato abrogato dalle riforme successive. Ha inoltre confermato che la decadenza triennale colpisce solo i singoli ratei pensionistici pregressi oltre i tre anni dalla domanda, e non l'intero diritto al ricalcolo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: INPS vince contro la pensionata
Una pensionata del settore dello spettacolo ha richiesto la riliquidazione della quota B dei propri supplementi di pensione ex ENPALS, sostenendo che non dovesse applicarsi il limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'appello ha accolto la domanda, ritenendo il limite implicitamente abrogato. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420 del 1971 è pienamente vigente anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1996. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio conforme a questo principio.
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Pensione spettacolo: il massimale pensionabile resta attivo
Un pensionato del settore dello spettacolo ha richiesto all'ente previdenziale la riliquidazione della propria pensione, sostenendo che il calcolo della quota B non dovesse subire il limite del massimale pensionabile giornaliero introdotto nel 1971. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del lavoratore, ritenendo tale limite implicitamente superato dalle riforme successive. L'ente previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dal D.P.R. n. 1420/1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione dei lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. Non vi è stata alcuna abrogazione tacita, poiché la norma risponde a esigenze di bilanciamento finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Massimale pensionabile: stop ai ricalcoli per lo spettacolo
Un lavoratore dello spettacolo chiedeva la riliquidazione della propria pensione ex ENPALS, sostenendo che il limite massimo alla retribuzione giornaliera non dovesse applicarsi al calcolo della quota B del trattamento. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ritenendo implicitamente abrogato tale limite. L'Ente Previdenziale proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge del 1971 rimane pienamente operativo anche per la quota B della pensione. La Corte ha chiarito che non vi è stata alcuna abrogazione, poiché il limite risponde a esigenze di equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per una nuova decisione.
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Massimale retributivo pensionabile: INPS vince in Cassazione
Una lavoratrice dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera per la quota successiva al 1992. La Corte d'appello le ha dato ragione, ritenendo il limite superato dalle riforme. L'Istituto Previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale retributivo pensionabile previsto dalla vecchia legge del 1971 non è stato abrogato e si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori iscritti prima del 1996. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Calcolo Pensione Spettacolo: Tetto Retributivo Vince su Ricalcolo
Una lavoratrice dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della sua pensione senza applicare il vecchio limite massimo sulla retribuzione giornaliera. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale, stabilendo un principio chiave sul calcolo pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha confermato che il vecchio tetto retributivo, fissato da una norma del 1971, resta valido anche per la cosiddetta 'quota B' della pensione, relativa ai contributi versati dopo il 1993. Questa decisione evita di creare un regime previdenziale troppo favorevole e squilibrato rispetto agli altri lavoratori. Di conseguenza, la precedente sentenza favorevole alla lavoratrice è stata annullata.
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Massimale Pensione Spettacolo: Tetto Valido, l’INPS Vince
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità del massimale pensione lavoratori spettacolo anche per la cosiddetta 'quota B'. Alcuni pensionati del settore avevano chiesto il ricalcolo della pensione senza applicare il vecchio tetto retributivo, ritenendolo superato dalle nuove leggi. La Corte ha dato ragione all'Ente Previdenziale, affermando che il limite è ancora in vigore. La decisione si fonda sulla necessità di garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale e sulla coerenza normativa. L'assenza di un'abrogazione esplicita del massimale ne conferma la piena applicabilità, bilanciando gli interessi dei lavoratori con la sostenibilità della spesa pubblica.
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Massimale pensionabile spettacolo: tetto confermato, vince l’INPS
Un lavoratore dello spettacolo aveva ottenuto il ricalcolo della pensione senza il limite sulla retribuzione giornaliera per i contributi versati dopo il 1993 (Quota B). L'Ente Previdenziale ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo che il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore e si applica anche alla Quota B. Secondo la Corte, le riforme successive non hanno cancellato questa regola, né implicitamente né esplicitamente. La decisione si fonda sulla necessità di garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale specifico del settore, che ha regole diverse e più favorevoli rispetto a quello generale.
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Pensione spettacolo: il massimale retributivo resta, vince l’INPS
Una lavoratrice del mondo dello spettacolo chiedeva il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che un vecchio limite di stipendio (massimale) non dovesse più applicarsi ai suoi contributi versati dopo il 1992. I giudici di primo e secondo grado le avevano dato ragione. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Ente Previdenziale. La Suprema Corte ha stabilito che il 'massimale retributivo pensione spettacolo', previsto da una legge del 1971, è ancora pienamente valido. Questa scelta serve a garantire la sostenibilità economica del fondo pensioni speciale per questa categoria, che gode già di condizioni di accesso più favorevoli. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale vince la causa e la pensione della lavoratrice dovrà essere calcolata applicando il tetto retributivo.
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Massimale Pensionabile Spettacolo: la Cassazione dà ragione all’Ente
Un lavoratore dello spettacolo aveva ottenuto il ricalcolo della sua pensione senza l'applicazione del tetto massimo di retribuzione (il cosiddetto massimale pensionabile) per i contributi versati dopo il 1992. L'Ente Previdenziale ha contestato questa decisione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: il vecchio limite, previsto da una legge del 1971, non è mai stato cancellato dalle riforme successive. Pertanto, il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla parte di pensione maturata dopo il 1992. La sentenza precedente è stata annullata.
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