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Quoad Vitam

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Locuzione latina che significa 'riguardo alla vita'. Nel contesto della sentenza, indica che la patologia del familiare, pur essendo grave, non ne metteva a rischio la vita.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Permesso di necessità negato: niente visita al suocero malato
Un detenuto ha richiesto un permesso di necessità per visitare il suocero gravemente malato. Il Tribunale di Sorveglianza ha negato la richiesta, non ritenendo provato un imminente pericolo di vita. L'uomo ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Corte lo ha dichiarato inammissibile a causa della genericità dei motivi. Il ricorso esprimeva un semplice dissenso, senza argomentare specifiche violazioni di legge. Di conseguenza, il detenuto è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa di 3.000 euro. La sentenza ribadisce che il permesso di necessità è una misura eccezionale, concessa solo in presenza di prove concrete di un'estrema gravità.
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Differimento pena: salute e detenzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di Differimento pena presentata da un detenuto ultraottantenne condannato all'ergastolo per gravi reati associativi. Nonostante il quadro multi-patologico e l'età avanzata, i giudici hanno ritenuto che le condizioni di salute fossero compatibili con la detenzione, poiché gestibili dal servizio sanitario penitenziario. La decisione ha valorizzato l'assenza di un pericolo di vita immediato e l'elevata pericolosità sociale del soggetto, legata al suo ruolo apicale in un'organizzazione criminale e a una lunga latitanza precedente. Il Differimento pena non è stato concesso poiché il trattamento carcerario non è stato considerato inumano o degradante.
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Comodato: quando l’erede può riavere l’immobile
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di rilascio di un immobile concesso in **comodato**, nonostante la pattuizione di una durata vitalizia. La controversia è sorta tra l'erede del proprietario originario e l'occupante. L'erede, madre nubile in stato di necessità abitativa, ha invocato l'art. 1809 c.c. per ottenere la restituzione del bene. La Corte ha stabilito che il bisogno urgente e imprevisto del proprietario prevale sulla stabilità del rapporto, anche se destinato a soddisfare esigenze abitative di lunga durata, purché la necessità sia seria, attuale e documentata.
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Detenzione domiciliare: no se il detenuto rifiuta cure
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva la detenzione domiciliare per motivi di salute. La Corte ha stabilito che la richiesta non può essere accolta se il detenuto stesso ha contribuito a creare la situazione di pretesa mancata assistenza, rifiutando il trasferimento in un istituto penitenziario dotato di un centro clinico adeguato.
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Detenzione domiciliare salute: no se il detenuto è pericoloso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto, considerato socialmente pericoloso e affiliato alla criminalità organizzata, che chiedeva la detenzione domiciliare per motivi di salute. La decisione si basa sul principio che il diritto alla salute del detenuto deve essere bilanciato con le esigenze di sicurezza pubblica. Poiché la sua patologia era gestibile in ambito penitenziario, anche con ricoveri esterni, e avendo egli stesso rifiutato un intervento, il rigetto della richiesta è stato confermato.
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Permesso di necessità per visita al fratello malato
La Corte di Cassazione ha confermato la concessione di un permesso di necessità a un detenuto per visitare il fratello affetto da grave disabilità motoria. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso del Procuratore, sottolineando che l'eccessiva difficoltà del viaggio per il familiare malato costituisce un 'grave evento famigliare' che giustifica il permesso, in linea con il principio di umanità della pena.
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Detenzione domiciliare: quando è negata per malattia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto che chiedeva la detenzione domiciliare per gravi motivi di salute. La decisione si basa sulla constatazione che le cure prestate in carcere erano adeguate, soprattutto a seguito del trasferimento del detenuto in una struttura carceraria dotata di Servizio di Assistenza Intensificata (SAI). Il ricorso è stato ritenuto un tentativo di riesaminare il merito dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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