Il Padre della proprietaria di un immobile viene fermato dalla polizia e rilascia spontaneamente informazioni su due piantagioni di marijuana nel cortile, consegnando anche della droga. Successivamente, l'uomo nega ogni coinvolgimento, sostenendo che le sue parole iniziali fossero inutilizzabili perché rese senza difensore. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la condanna. I giudici stabiliscono che le dichiarazioni spontanee utilizzabili sono pienamente valide nel rito abbreviato se rese liberamente e prima che emergessero indizi di reità a carico del soggetto. Inoltre, il comportamento contraddittorio dell'imputato, che prima collabora e poi accusa gli inquirenti, giustifica il diniego delle attenuanti generiche.
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