\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Multa al semaforo rosso: il Photored senza lanterna è nullo

Un automobilista riceve una multa al semaforo rosso rilevata dal dispositivo automatico Photored. Il Comune deposita le foto dell’infrazione oltre il termine di dieci giorni prima dell’udienza. La Cassazione chiarisce che tale ritardo non annulla la prova, poiché il termine è solo ordinatorio. Tuttavia, accoglie il ricorso dell’automobilista per un altro motivo: il giudice di appello non ha esaminato la contestazione sulla mancanza della lanterna ripetitiva dopo l’incrocio. Questo elemento è obbligatorio per legge per l’uso dei rilevatori automatici. La Corte annulla la sentenza e rinvia la causa per verificare l’effettiva presenza del secondo semaforo.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 6988 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 12 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Multa al semaforo rosso: quando il photored è nullo

Prendere una multa al semaforo rosso è una delle situazioni più spiacevoli per un automobilista. Spesso queste infrazioni vengono rilevate in modo automatico da dispositivi tecnologici come il Photored. Tuttavia, la tecnologia deve rispettare regole precise per essere considerata valida. Se l’apparecchio non rispetta i requisiti di legge, il verbale può essere annullato. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato proprio questo tema, analizzando i requisiti di installazione dei dispositivi di rilevamento e i diritti di difesa dei cittadini.

Il ritardo nel deposito delle foto non cancella la multa al semaforo rosso

Il caso nasce dall’opposizione di un automobilista contro una sanzione per il passaggio con il semaforo rosso. Inizialmente, il conducente ha contestato il fatto che il Comune avesse depositato le prove fotografiche in ritardo. Secondo la tesi difensiva, il Comune doveva depositare le foto almeno dieci giorni prima dell’udienza. La Cassazione ha però chiarito un punto fondamentale a favore dell’amministrazione pubblica. Il termine di dieci giorni per il deposito dei documenti non è perentorio (cioè tassativo e insuperabile), ma è semplicemente ordinatorio (ovvero un termine indicativo che non comporta la perdita del diritto se superato). Di conseguenza, anche se il Comune presenta le immagini fotografiche oltre la scadenza, queste restano pienamente utilizzabili come prova dell’infrazione. La firma del verbale da parte degli agenti fa fede fino a querela di falso (un procedimento speciale per contestare la verità di un atto pubblico).

L’importanza della lanterna ripetitiva dopo l’incrocio

La vera svolta della decisione riguarda la presenza della lanterna ripetitiva. La legge prevede che, per utilizzare i dispositivi di rilevamento automatico come il Photored, sia necessaria la presenza di un secondo semaforo posizionato dopo l’incrocio. Questa lanterna ripetitiva garantisce che l’automobilista possa vedere chiaramente il colore della luce anche quando si trova già a ridosso o all’interno dell’intersezione. L’automobilista ha eccepito la nullità del verbale proprio per la mancanza di questo secondo semaforo. Si tratta di una condizione di installazione obbligatoria prevista dai decreti ministeriali che regolano l’omologazione di questi strumenti di controllo.

Le motivazioni della Cassazione sulla multa al semaforo rosso

Le motivazioni della Suprema Corte si concentrano su un grave errore commesso dal giudice di secondo grado. Il Tribunale ha infatti completamente ignorato la contestazione dell’automobilista riguardante la mancanza della lanterna ripetitiva. I giudici di appello hanno confermato la sanzione senza verificare se il semaforo ripetitore fosse effettivamente presente o meno. Questo comportamento configura un vizio di omissione di pronuncia (la mancata decisione su una domanda o eccezione sollevata dalle parti). La Cassazione ha ribadito che il giudice ha l’obbligo di rispondere a tutte le eccezioni decisive sollevate dalla difesa. Poiché la presenza della lanterna ripetitiva è un requisito di validità della rilevazione automatica, il giudice non poteva ignorare questo aspetto.

Le conclusioni sul caso della multa al semaforo rosso senza lanterna

In conclusione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’automobilista limitatamente alla questione del semaforo ripetitore. La sentenza impugnata è stata cassata (cioè annullata) e la causa è stata rinviata al Tribunale in composizione diversa. Ora, un nuovo giudice dovrà esaminare specificamente se l’incrocio stradale fosse dotato della lanterna ripetitiva richiesta dalla legge. Se verrà accertata la mancanza di questo dispositivo, la multa al semaforo rosso dovrà essere definitivamente annullata. Questa decisione conferma che l’efficacia delle sanzioni automatiche è sempre subordinata al rigoroso rispetto delle regole di installazione degli impianti di controllo.

Il ritardo del Comune nel depositare le foto del semaforo rosso annulla la multa?
No, il termine di dieci giorni prima dell’udienza per depositare i documenti è solo ordinatorio, quindi le foto tardive restano valide come prova dell’infrazione.

Cos’è la lanterna ripetitiva e perché è fondamentale per la multa?
Si tratta del secondo semaforo posto dopo l’incrocio. La sua presenza è una condizione obbligatoria per legge per poter usare i rilevatori automatici di infrazioni come il Photored.

Cosa succede se il giudice non risponde a una contestazione specifica sulla multa?
Si verifica un vizio di omissione di pronuncia. In questo caso, la Corte di Cassazione annulla la sentenza e impone un nuovo giudizio per esaminare il punto ignorato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati