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Quae Temporalia Ad Agendum, Perpetua Ad Excipiendum

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio giuridico latino che significa 'le azioni che sono temporanee per agire, sono perpetue per eccepire'. In pratica, anche se è scaduto il termine per avviare un'azione legale, la stessa argomentazione può essere sempre usata come difesa (eccezione) in un processo avviato da altri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso IVA: pagare la sentenza non blocca il ricorso del Fisco
Il Contribuente richiedeva nel 2021 il rimborso IVA relativo a un credito dichiarato nel 2013 a seguito di cessazione di attività. L'Amministrazione Finanziaria rifiutava il rimborso per mancanza di prove e tardività. I giudici di merito accoglievano la domanda del Contribuente, ritenendo che il pagamento parziale effettuato dall'ufficio costituisse un riconoscimento del debito. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'erogazione del rimborso in pendenza di giudizio non costituisce acquiescenza, in quanto atto dovuto per l'immediata esecutività della sentenza di primo grado. Inoltre, spetta sempre al Contribuente l'onere di provare l'esistenza del credito, anche se l'ufficio non ha contestato tempestivamente la dichiarazione originaria. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Rimborso parziale d’imposta: se non impugni perdi il residuo
Una società di gestione immobiliare ha richiesto un ingente rimborso d'imposta. L'Amministrazione Finanziaria, a seguito di un controllo formale, ha erogato solo una parte della somma, ritenendo non documentato il residuo. La società non ha impugnato questo provvedimento nei termini, ma ha presentato anni dopo una nuova istanza per la somma rimasta esclusa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che il rimborso parziale d'imposta non esplicitamente provvisorio equivale a un diniego implicito per la parte restante. Pertanto, il contribuente deve impugnare il provvedimento entro sessanta giorni, pena la decadenza. Non è possibile presentare una seconda istanza per superare la mancata impugnazione del primo diniego.
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Contestazione Credito IVA: Fisco vince anche dopo la scadenza
Una società chiede il rimborso di un vecchio credito IVA. L'Amministrazione Finanziaria lo nega per mancanza di prove. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la scadenza dei termini per l'accertamento fiscale non impedisce la contestazione del credito IVA. L'ufficio può sempre verificare l'effettiva esistenza del credito quando il contribuente ne chiede il rimborso. Il semplice trascorrere del tempo non 'cristallizza' un diritto che non è mai sorto. La Corte ha quindi dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, affermando che l'onere di provare l'esistenza del credito resta sempre a carico della società.
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Rimborso Credito d’Imposta: Dichiarazione non basta, vince il Fisco
Una società chiede il rimborso di un credito IRPEG molto vecchio, basandosi solo sulla sua indicazione in una vecchia dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, sostenendo che la società non ha fornito prove concrete dell'esistenza del credito. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo un principio fondamentale: per ottenere un rimborso credito d'imposta, non basta averlo dichiarato. Il contribuente ha sempre l'onere di provare l'effettiva esistenza del credito, anche se i termini per un accertamento fiscale da parte dell'Agenzia sono ormai scaduti. La semplice esposizione in dichiarazione non è una prova sufficiente.
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Compensazione tributaria: limiti e rimborso imposte
Una società di leasing ha utilizzato un credito d'imposta di registro in compensazione tributaria per pagare un'imposta sostitutiva. Successivamente, ha richiesto il rimborso di tale imposta. L'Ente Fiscale ha negato il rimborso e la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'azione dell'Ente. La Corte ha chiarito che la compensazione tributaria è soggetta a regole rigide e l'averla utilizzata non preclude all'amministrazione finanziaria di contestare successivamente la debenza del tributo originario. La sentenza del giudice di merito è stata cassata con rinvio.
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