Un cittadino, trattenuto in commissariato, ha reagito con violenza contro le forze dell'ordine sferrando un calcio a un agente e causandogli una frattura. Assolto in precedenza per la resistenza a pubblico ufficiale grazie alla scriminante della reazione ad atti arbitrari (ritenuta sussistente in via putativa), l'uomo è stato comunque condannato per lesioni personali aggravate. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che la causa di non punibilità per la reazione ad atti arbitrari (art. 393-bis c.p.) esclude i reati contro la pubblica amministrazione ma non tutela l'integrità fisica degli agenti. Pertanto, l'uso della violenza fisica che provochi lesioni resta punibile.
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