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Pubblica Amministrazione

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La locuzione amministrazione pubblica viene utilizzata per designare un singolo ente pubblico, che esercita la funzioni aministrative e pubbliche, facente parte della pubblica amministrazione - in senso soggettivo - di uno stato. L'aggettivo "pubblica" che qualifica il termine amministrazione conferisce a quest'ultimo uno specifico ambito concettuale: si differenzia infatti da altri soggetti, persone o enti privati, poiché tale ente svolge attività di amministrazione e cura di interessi pubblici, diversi quindi da quelli privati. La locuzione viene quindi generlamente utilizzata per riferirsi ad un ente pubblico compreso all'interno della pubblica amministrazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza esecuzione forzata PA: Roma o Palermo? La Cassazione decide
Un creditore ha avviato un'esecuzione forzata per recuperare un credito nei confronti di un Ministero, pignorando somme presso una banca. Il Tribunale di Roma si è dichiarato incompetente, indicando il Tribunale di Palermo. Il creditore ha contestato questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la Competenza esecuzione forzata Pubblica Amministrazione si individua nel luogo di residenza del creditore. Questo criterio determina quale Sezione di Tesoreria Provinciale è competente per il pagamento. La Corte ha rigettato il ricorso del creditore, confermando la competenza del Tribunale di Palermo. Ha inoltre disposto il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente.
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Contratto con P.A.: Procura alle Liti Vale come Forma Scritta
Un Avvocato ha chiesto a un Ente Regionale il pagamento per l'attività professionale svolta. Il Tribunale aveva accolto la sua richiesta, ma la Corte d'Appello ha dichiarato nullo il contratto di patrocinio per mancanza di forma scritta. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che per la `Forma scritta contratti Pubblica Amministrazione`, il requisito è soddisfatto quando l'avvocato riceve la procura alle liti e svolge effettivamente l'incarico. Questo perfeziona l'accordo in forma scritta, permettendo i controlli necessari. La causa tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Lavoratore Pubblico e Aliunde Perceptum: Niente Risarcimento dal Comune
Un Lavoratore, assunto a tempo determinato da un Comune come Vice Segretario, ha subito un recesso anticipato. Ha chiesto il risarcimento del danno per le retribuzioni non percepite. Il Tribunale ha accolto la sua domanda. La Corte d'Appello, però, ha ribaltato la decisione, applicando il principio dell'aliunde perceptum. Ha stabilito che il Lavoratore, essendo rimasto impiegato a tempo pieno presso un altro Comune, non aveva subito un danno risarcibile. La Corte di Cassazione ha confermato questa interpretazione, rigettando il ricorso del Lavoratore e consolidando il principio che i guadagni da altre fonti riducono o annullano il danno da licenziamento illegittimo.
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Misure Cautelari Interdittive: Dimissioni non bastano contro frode appalti
Un imprenditore ha ricevuto una misura cautelare interdittiva, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, per presunte frodi e tentata truffa aggravata in un appalto stradale. Ha impugnato la decisione sostenendo la sua marginale responsabilità e l'eliminazione del rischio di reiterazione del reato dopo le sue dimissioni dalla presidenza del consorzio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il suo coinvolgimento diretto e ha stabilito che le dimissioni da un'azienda a base familiare non bastano a escludere il pericolo di ripetere condotte illecite, data la continuità dei rapporti con gli enti pubblici.
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Indennità di disoccupazione ASPI: ente pubblico o economico?
La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza che riconosceva l'Indennità di disoccupazione ASPI a una dipendente di un consorzio di comuni per la gestione dei rifiuti. Il nodo centrale riguarda la natura giuridica del datore di lavoro. Se il consorzio è una Pubblica Amministrazione, i dipendenti a tempo indeterminato sono esclusi dal beneficio. I giudici di merito avevano erroneamente qualificato il consorzio come ente pubblico economico. La Suprema Corte ha invece evidenziato che l'ente opera in regime di privativa, è finanziato dai comuni e non segue criteri di mercato. Pertanto, la natura pubblica dell'ente preclude l'accesso alla prestazione assicurativa per i lavoratori stabili. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei requisiti statutari.
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Contributo addizionale NASPI: obblighi università private
La Corte di Cassazione ha stabilito che le università non statali sono obbligate al versamento del contributo addizionale NASPI per i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato. La controversia nasce dall'opposizione di un noto ateneo privato contro alcuni avvisi di addebito emessi dall'ente previdenziale. Mentre i giudici di merito avevano inizialmente equiparato le università private a quelle statali (esentate dal contributo), la Suprema Corte ha chiarito che la normativa speciale del 2012 prevale sulle leggi precedenti. Poiché le università non statali non rientrano nel perimetro delle pubbliche amministrazioni, esse devono versare la contribuzione addizionale prevista per i rapporti di lavoro flessibili.
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Contributo addizionale NASPI: obbligo università private
La Corte di Cassazione ha stabilito che le università non statali sono obbligate al versamento del contributo addizionale NASPI per i contratti a tempo determinato. Nonostante una legge del 1991 le equipari alle statali per alcune tutele, la normativa speciale del 2012 limita l'esenzione alle sole pubbliche amministrazioni, escludendo gli atenei privati.
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Revoca contributo pubblico: limiti del giudice
La Corte di Cassazione conferma la revoca di un contributo pubblico a un'azienda agricola che aveva costruito un'abitazione residenziale anziché un edificio rurale. La sentenza ribadisce che il giudice ordinario può valutare solo la legittimità dell'atto amministrativo e non il merito, dichiarando inammissibile il ricorso e condannando la ricorrente per abuso del processo.
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