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Protezione Internazionale

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148 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Protezione internazionale e espulsione: la Cassazione
Un cittadino straniero condannato ha impugnato un'ordinanza di espulsione sostenendo di avere una richiesta di protezione internazionale pendente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento. Ha stabilito che il giudice di sorveglianza non può decidere sull'espulsione senza prima attendere l'esito della domanda di protezione, poiché il suo eventuale accoglimento costituisce un ostacolo insuperabile all'allontanamento dal territorio nazionale.
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Protezione internazionale: quando non blocca l’espulsione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un'ordinanza di espulsione come sanzione alternativa. La difesa sosteneva che la procedura dovesse essere sospesa a seguito di una richiesta di appuntamento, inviata alla Questura due giorni prima dell'udienza, per formalizzare la domanda di protezione internazionale. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, stabilendo che la mera richiesta di appuntamento non equivale a una manifestazione di volontà seria e concreta di chiedere protezione, né a una formale istanza, e quindi non è sufficiente a sospendere l'efficacia del decreto di espulsione, soprattutto se presentata a ridosso dell'udienza.
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Procura speciale: inammissibilità per data mancante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un richiedente protezione internazionale. La decisione si fonda su un vizio formale: la mancata certificazione, da parte del difensore, della data di rilascio della procura speciale. Secondo la legge, tale data deve essere successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato, un requisito di specialità che, se non rispettato, impedisce l'esame nel merito del ricorso.
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Decreto di espulsione: motivi di ricorso e validità
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi fondamentali sulla validità del provvedimento. In particolare, ha chiarito che una nuova domanda di protezione internazionale non sospende automaticamente l'espulsione e che l'omessa indicazione di un termine per la partenza volontaria non rende illegittimo il decreto di espulsione, ma incide solo sulle successive misure coercitive.
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Estradizione e protezione internazionale: i limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di estradizione e quella per la richiesta di protezione internazionale sono distinte e autonome. Di conseguenza, la pendenza di una domanda di asilo non impedisce la consegna di un individuo a uno Stato estero, a condizione che il giudice abbia verificato l'assenza di rischi per i suoi diritti fondamentali. Nel caso specifico, un uomo condannato per omicidio e rapina in Moldavia ha visto respinto il suo ricorso contro l'estradizione, nonostante le sue lamentele sulle condizioni carcerarie e la sua richiesta di asilo in Italia. La Corte ha ritenuto affidabili le garanzie fornite dalle autorità moldave sulle condizioni di detenzione.
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Protezione internazionale: basta la volontà, non la forma
Un cittadino straniero, destinatario di un decreto di espulsione, aveva manifestato via email la volontà di chiedere la protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale manifestazione di volontà è sufficiente per sospendere l'espulsione, annullando la decisione del giudice di merito che richiedeva una domanda formale. La Corte ha inoltre annullato un secondo procedimento identico avviato per errore, applicando il principio di litispendenza.
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Protezione internazionale via PEC: la Cassazione conferma
Un cittadino straniero ha impugnato con successo un decreto di espulsione, sostenendo di aver manifestato la volontà di richiedere protezione internazionale tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) prima dell'emissione del provvedimento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la manifestazione di volontà è sufficiente, indipendentemente dalla compilazione di moduli formali come il C3. La Corte ha inoltre censurato la mancata traduzione del decreto in una lingua comprensibile al ricorrente e ha ribadito il diritto automatico al patrocinio a spese dello Stato in questi procedimenti, annullando la decisione del giudice di pace e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Decreto di espulsione nullo senza notifica del diniego
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero. La decisione si fonda sul fatto che il provvedimento di diniego della protezione internazionale non era stato ancora notificato al richiedente al momento dell'espulsione. Secondo la Corte, senza una notifica formale, il cittadino conserva il diritto di rimanere sul territorio nazionale, rendendo di conseguenza illegittimo il decreto di espulsione.
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Decreto di espulsione: nullo se emesso prima dei termini
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero lo stesso giorno della notifica del rigetto della sua domanda di protezione internazionale. La Corte ha stabilito che l'ordine di lasciare il territorio nazionale non può essere emesso prima che siano decorsi i termini legali per impugnare il diniego, al fine di garantire il pieno diritto di difesa.
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Protezione internazionale e espulsione: la Cassazione
Un cittadino straniero, destinatario di un decreto di espulsione, presenta successivamente domanda di protezione internazionale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma evidenzia la complessità della questione. Rileva che la semplice sospensione dell'efficacia del decreto di espulsione potrebbe non essere sufficiente a garantire un ricorso effettivo quando il procedimento per la protezione internazionale si protrae nel tempo, specialmente in caso di impugnazione del diniego. Pertanto, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Procura speciale protezione internazionale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero per un vizio formale insanabile. Il caso evidenzia l'importanza della corretta redazione della procura speciale protezione internazionale, che deve contenere la certificazione da parte del difensore della posteriorità del suo rilascio rispetto alla comunicazione del provvedimento impugnato. La mancanza di tale certificazione rende il ricorso nullo, senza possibilità di sanatoria.
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Convivenza more uxorio: non basta a fermare l’espulsione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro il suo trattenimento ai fini dell'espulsione. La Corte ha stabilito che una semplice dichiarazione di convivenza more uxorio con una cittadina italiana non è sufficiente a impedire il provvedimento, se non sono soddisfatti i requisiti formali previsti dalla legge sulle convivenze di fatto (Legge n. 76/2016). Inoltre, ha affermato che eventuali vizi nella notifica del diniego di protezione internazionale non invalidano l'autonomo provvedimento di trattenimento.
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Informativa protezione internazionale: obbligo nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento nei confronti di un cittadino straniero, stabilendo che la mancata e provata informativa sulla protezione internazionale costituisce una violazione fondamentale che invalida l'atto. Secondo la Corte, l'obbligo dello Stato di informare adeguatamente il migrante sulla possibilità di richiedere asilo è inderogabile e non può essere superato dalla dichiarazione dello straniero di essere entrato in Italia per motivi di lavoro.
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Protezione internazionale: sospende l’espulsione?
La Cassazione ha annullato un'ordinanza di espulsione perché il Tribunale non ha considerato la richiesta di protezione internazionale presentata dal detenuto il giorno prima dell'udienza. La Corte ha stabilito che tale richiesta, anche se fatta in carcere, sospende il procedimento e deve essere sempre valutata dal giudice.
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Decreto di espulsione e protezione internazionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto di espulsione rimane valido anche se lo straniero presenta successivamente una domanda di protezione internazionale. Tale domanda sospende solo l'esecutività del provvedimento, ma non ne inficia la legittimità originaria, che va valutata nel giudizio di opposizione. L'effettiva esecuzione sarà discussa in un separato giudizio di convalida. La Corte ha quindi rigettato il ricorso di un cittadino straniero, confermando la decisione del Giudice di Pace.
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Decreto di espulsione nullo con ricorso pendente
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero. La Corte ha stabilito che, poiché era pendente un ricorso giudiziario contro il diniego della sua domanda di protezione internazionale, gli effetti di tale diniego erano automaticamente sospesi per legge. Di conseguenza, il cittadino aveva il diritto di soggiornare legalmente in Italia in attesa della decisione del Tribunale, rendendo illegittimo il provvedimento di allontanamento.
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Espulsione straniero: no stop con richiesta d’asilo
Un cittadino straniero ha presentato ricorso contro un provvedimento di espulsione, sostenendo la necessità di sospendere il procedimento a causa di una domanda di protezione internazionale pendente e del suo matrimonio con una cittadina italiana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la richiesta d'asilo non crea un nesso di pregiudizialità tale da sospendere l'espulsione. Inoltre, ha confermato che la tutela legata alla vita familiare è subordinata a una effettiva convivenza, che nel caso di specie è stata giudicata inesistente, legittimando così l'espulsione dello straniero.
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Espulsione straniero: illegittima se pende ricorso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava l'espulsione di un cittadino straniero. Il principio chiave affermato è che l'espulsione straniero è illegittima se il procedimento di richiesta di protezione internazionale non è definitivamente concluso, ovvero se pendono ancora i termini per impugnare giudizialmente il provvedimento di diniego della Commissione territoriale. La Corte ha accolto il ricorso, cassando la decisione del Giudice di Pace e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Protezione internazionale successiva: non salva dall’espulsione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La Corte ha stabilito che la richiesta di protezione internazionale successiva all'emissione del provvedimento non può invalidarlo retroattivamente, confermando la decisione del giudice di merito la cui motivazione è stata ritenuta sufficiente e non meramente apparente.
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Protezione internazionale: sospende l’espulsione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4777/2025, ha stabilito principi fondamentali in materia di protezione internazionale. Il caso riguarda un cittadino bengalese, destinatario di un decreto di respingimento. La Corte ha chiarito che la domanda di protezione internazionale, anche se presentata dopo l'emissione del provvedimento di espulsione, ne sospende automaticamente l'efficacia. Inoltre, ha ribadito il dovere inderogabile dell'amministrazione di informare in modo completo ed effettivo lo straniero, specialmente se giunto a seguito di salvataggio in mare, del suo diritto di chiedere protezione, non essendo sufficiente una generica attestazione.
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