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Protezione Internazionale

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148 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Protezione internazionale: appello inammissibile
Un cittadino straniero si oppone a un decreto di espulsione, sostenendo di aver già richiesto la protezione internazionale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché l'appellante non ha fornito nel ricorso stesso le prove concrete e i dettagli essenziali della presunta domanda di protezione, violando il principio di autosufficienza.
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Protezione internazionale: il ricorso deve essere specifico
Un cittadino del Bangladesh si è visto respingere la richiesta di protezione internazionale basata su un grave conflitto familiare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, sottolineando che i motivi di appello devono essere estremamente specifici e dettagliati, non generici. In particolare, la Corte ha stabilito che la richiesta di una nuova audizione deve essere supportata dall'indicazione precisa di fatti nuovi e rilevanti, e ha confermato la legittimità per i giudici di utilizzare informazioni pubbliche online (C.O.I.) per valutare la situazione del Paese d'origine.
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Protezione internazionale e trattenimento migranti
Un migrante, inizialmente trattenuto per il rimpatrio, presenta domanda di protezione internazionale e viene sottoposto a un secondo trattenimento. La Corte di Cassazione, rilevando il legame di pregiudizialità tra i due provvedimenti, riunisce i ricorsi e rinvia la decisione. Il rinvio è motivato dalla necessità di attendere una pronuncia a carattere nomofilattico sulla questione cruciale della mancata informativa al migrante del suo diritto a richiedere protezione internazionale.
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Protezione internazionale: l’obbligo di informativa
Un cittadino straniero impugna due provvedimenti di convalida del trattenimento, lamentando la mancata informativa sul diritto a richiedere la protezione internazionale. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, riunisce i ricorsi e rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa di una decisione nomofilattica su casi analoghi già rimessi alla pubblica udienza.
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Decreto di espulsione nullo se pende ricorso asilo
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione emesso nei suoi confronti mentre era ancora pendente il suo ricorso per ottenere la protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il provvedimento prefettizio era illegittimo fin dall'origine e doveva essere annullato, non solo sospeso. La pendenza del giudizio per la protezione internazionale, infatti, garantisce allo straniero il diritto di soggiornare legalmente sul territorio nazionale fino alla decisione definitiva.
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Espulsione e protezione internazionale: la Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione sostenendo che la sua domanda reiterata di protezione internazionale dovesse sospenderne l'efficacia. Il Giudice di Pace ha rigettato il ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il successivo ricorso inammissibile perché basato su questioni di fatto non sollevate correttamente nel precedente grado di giudizio, evidenziando l'importanza delle corrette procedure in materia di espulsione e protezione internazionale.
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Protezione internazionale MGF: la Cassazione decide
Una richiedente asilo si è vista negare la protezione nonostante avesse documentato di aver subito una mutilazione genitale femminile (MGF) e altre violenze. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la protezione internazionale MGF deve essere riconosciuta come una forma di persecuzione. La Corte ha inoltre sottolineato che il giudice ha il dovere di indagare attivamente sulle condizioni del paese d'origine e non può rigettare la domanda solo per una presunta scarsa credibilità del racconto, soprattutto in presenza di prove mediche.
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Protezione internazionale: il dovere del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato le decisioni del Tribunale che negavano lo status di rifugiato a una famiglia pakistana, pur concedendo la protezione speciale. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha il dovere di indagare attivamente (cooperazione istruttoria) e non può respingere una richiesta di protezione internazionale basandosi su una valutazione superficiale della credibilità del racconto. È stata inoltre censurata la motivazione 'per relationem' tra i vari decreti, ritenuta non autosufficiente.
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Protezione internazionale: prova del rischio personale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17121/2023, ha rigettato il ricorso di un cittadino pakistano contro un decreto di espulsione. La Corte ha stabilito che, ai fini della protezione internazionale, non è sufficiente allegare una generica situazione di pericolo nel Paese d'origine. È necessario, invece, fornire prove concrete di un rischio personale, attuale e specifico di persecuzione o danno grave, dimostrando una correlazione diretta tra la situazione generale e la propria condizione individuale.
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Protezione internazionale: ricorso inammissibile
Un cittadino cinese si è visto negare la protezione internazionale basata su una presunta persecuzione religiosa. La Corte di Appello aveva dubitato della credibilità del suo racconto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile perché l'uomo non ha contestato la valutazione sulla sua scarsa credibilità, una motivazione che da sola è sufficiente a sostenere il rigetto della domanda.
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Protezione internazionale: competenza del Tribunale
Un cittadino straniero detenuto in un CPR manifesta la volontà di chiedere protezione internazionale. Il Giudice di Pace proroga il suo trattenimento, ma la Cassazione annulla la decisione. Si stabilisce che la competenza a decidere sul trattenimento passa al Tribunale specializzato dal momento della manifestazione di volontà, non dalla successiva registrazione formale. L'ordinanza è stata annullata anche per vizio di 'motivazione apparente'.
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Competenza trattenimento richiedente asilo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11116/2024, ha stabilito che la competenza a convalidare il trattenimento di un cittadino straniero che ha presentato domanda di protezione internazionale spetta esclusivamente alla sezione specializzata del Tribunale e non al Giudice di Pace. La presentazione della domanda, anche se successiva all'inizio del trattenimento, modifica il titolo della detenzione e radica la competenza presso il giudice specializzato, rendendo illegittima la decisione del Giudice di Pace. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento impugnato.
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Protezione internazionale: dovere di informativa
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida del trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo un principio fondamentale: l'omessa informativa sul diritto a richiedere la protezione internazionale rende illegittimo il decreto di respingimento e, di conseguenza, anche il successivo trattenimento. La scelta di non chiedere asilo deve essere sempre una scelta informata.
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Informativa protezione internazionale: obbligo per lo Stato
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata informativa sulla possibilità di richiedere la protezione internazionale a un cittadino straniero al suo arrivo in Italia rende illegittimo il successivo decreto di respingimento e il conseguente trattenimento. Anche se il migrante dichiara di essere arrivato per motivi di lavoro, le autorità hanno il dovere inderogabile di fornirgli tutte le informazioni necessarie per un accesso effettivo alla procedura di asilo. La scelta di non richiederla deve essere una scelta informata, la cui mancanza vizia l'intero procedimento amministrativo.
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Informativa protezione internazionale: obbligo per lo Stato
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata informativa sulla protezione internazionale a uno straniero al momento del suo arrivo in Italia rende illegittimo il decreto di respingimento e il conseguente trattenimento. Tale obbligo sussiste anche se lo straniero dichiara di essere entrato per motivi di lavoro. La scelta di non chiedere asilo deve essere una scelta consapevole, basata su informazioni complete fornite dalle autorità.
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Obbligo informativo stranieri: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione nei confronti di un cittadino straniero, ribadendo un principio fondamentale: l'amministrazione ha il preciso dovere di informare in modo completo ed effettivo lo straniero sulla possibilità di richiedere protezione internazionale. Secondo la Corte, non basta una generica affermazione, ma è necessario provare le modalità concrete con cui l'informativa è stata fornita, inclusa la lingua e l'eventuale uso di un mediatore. La mancanza di tale prova, a fronte della contestazione dell'interessato, rende illegittimo il provvedimento di espulsione, in quanto viola l'obbligo informativo stranieri.
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Protezione internazionale: sospensione del respingimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presentazione di una domanda di protezione internazionale, anche se successiva a un decreto di respingimento, ne sospende automaticamente l'efficacia. Di conseguenza, il Giudice di Pace non può convalidare il respingimento né valutare nel merito la richiesta di protezione, ma deve attendere la decisione degli organi competenti. L'ordinanza del Giudice di Pace che aveva rigettato il ricorso di un cittadino straniero è stata cassata.
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Obbligo informativo: dovere dello Stato verso i migranti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace, ribadendo il fondamentale obbligo informativo dello Stato nei confronti dei cittadini stranieri. La Corte ha stabilito che l'autorità amministrativa deve fornire una comunicazione completa ed effettiva sulla possibilità di richiedere protezione internazionale, anche in assenza di una richiesta esplicita. La semplice affermazione di aver adempiuto a tale dovere non è sufficiente; è necessario provare le modalità concrete con cui l'informazione è stata data. La mancata verifica di questo adempimento da parte del giudice di merito ha portato alla cassazione del provvedimento.
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Informativa protezione internazionale: obbligo effettivo
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento verso un cittadino straniero, sottolineando che l'amministrazione ha il dovere di fornire una completa e comprensibile informativa protezione internazionale. Una generica affermazione di aver informato la persona non è sufficiente; lo Stato deve provare che la comunicazione sia avvenuta in una lingua nota allo straniero e in modo efficace, anche se quest'ultimo non ha esplicitamente richiesto asilo. La mancanza di tale prova rende illegittimo il provvedimento di allontanamento.
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Protezione internazionale: dichiarazione non basta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la convalida del suo trattenimento in un CPR. La Corte ha stabilito che una mera dichiarazione verbale di voler richiedere la protezione internazionale, non seguita da una domanda formale, è insufficiente a spostare la competenza dal Giudice di pace al Tribunale specializzato. La motivazione del provvedimento impugnato, seppur sintetica, è stata ritenuta chiara e non apparente.
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