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Proscioglimento Ex Art. 129 C.P.P.

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213 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per riciclaggio e ricettazione, la cui pena era stata rideterminata tramite un concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso avverso tale tipo di sentenza è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena, escludendo doglianze sulla valutazione della colpevolezza o sulla quantificazione della sanzione, poiché l'adesione al concordato implica una rinuncia a tali motivi.
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Ricorso Patteggiamento: limiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per patteggiamento avanzato da due imputati. La decisione si fonda sull'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che impedisce di impugnare la sentenza di patteggiamento lamentando la mancata pronuncia di una sentenza di proscioglimento. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo che i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono censure generiche sulla motivazione. La sentenza di patteggiamento, per sua natura negoziale, limita le possibilità di ricorso ai soli vizi specificati dalla legge, come l'erronea qualificazione giuridica o l'illegalità della pena.
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Ricorso cassazione patteggiamento: limiti impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione patteggiamento. L'imputato aveva lamentato la mancata motivazione del giudice di merito sulla non sussistenza delle cause di proscioglimento immediato (art. 129 c.p.p.). La Corte ribadisce che i motivi di ricorso avverso la sentenza di patteggiamento sono tassativi, come indicato dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., e tra questi non rientra il difetto di motivazione sull'insussistenza delle condizioni per il proscioglimento. Di conseguenza, il ricorso viene dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per furto aggravato. La decisione si fonda su due motivi principali: il ricorso è stato presentato personalmente dall'imputato, senza la necessaria firma di un avvocato cassazionista, e i motivi addotti, relativi alla mancata motivazione sul proscioglimento, non rientrano più tra quelli ammessi dalla legge per impugnare un patteggiamento. Si tratta di un caso emblematico che chiarisce i rigidi limiti del ricorso inammissibile patteggiamento.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di appello emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. (concordato in appello). L'imputato aveva ridotto la pena per associazione a delinquere e truffa, ma ha poi impugnato la decisione lamentando una mancata verifica della sua innocenza. La Corte ha ribadito che il ricorso 599-bis è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM, alla difformità della pena pattuita o alla mancata declaratoria di prescrizione, escludendo motivi attinenti al merito.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una condanna per omicidio stradale. L'imputata sosteneva che il giudice non avesse verificato la possibilità di un proscioglimento. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di ricorso sono tassativamente limitati a quelli elencati nell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientra la doglianza sollevata. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Patteggiamento: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, chiarendo che, a seguito della riforma del 2017, non è più possibile impugnare la sentenza per motivi legati alla valutazione della responsabilità penale o alla mancata assoluzione. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria, poiché i motivi di ricorso sono tassativamente limitati dalla legge a vizi specifici dell'accordo o della pena.
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Ricorso per patteggiamento: limiti e inammissibilità
Due imputate ricorrono contro una sentenza di patteggiamento, lamentando la mancata assoluzione e l'incongruità della pena. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso per patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono limitati a vizi della volontà, errori di qualificazione giuridica o illegalità della pena, escludendo censure sulla sua adeguatezza o sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dopo la riforma Orlando
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, proposto per ottenere il proscioglimento. La decisione ribadisce che, a seguito della riforma Orlando (L. 103/2017), il ricorso patteggiamento è consentito solo per vizi specifici, escludendo questioni sulla valutazione della responsabilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che i motivi di impugnazione sono tassativamente previsti dalla legge. La richiesta di una nuova valutazione dei fatti per ottenere un proscioglimento non rientra tra questi. Il caso chiarisce i rigidi confini del ricorso patteggiamento, sottolineando come la scelta di questo rito speciale implichi una rinuncia a contestare l'accusa nel merito.
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Ricorso patteggiamento: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento proposto da un imputato. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017 (Legge n. 103/2017), i motivi di ricorso contro una sentenza di patteggiamento sono tassativi e non includono il vizio di motivazione sull'insussistenza delle cause di proscioglimento previste dall'art. 129 c.p.p. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 330/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha ribadito che la rinuncia ai motivi di appello, funzionale all'accordo sulla pena, preclude la possibilità di lamentare in Cassazione la mancata valutazione di cause di proscioglimento, limitando drasticamente i motivi di impugnazione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, una volta accettato l'accordo sulla pena, non è più possibile contestare la propria responsabilità o chiedere il proscioglimento. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una pronuncia del giudice difforme dall'accordo.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per furto aggravato. L'ordinanza chiarisce che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non rientra la doglianza sulla mancata assoluzione immediata ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a contestare la sua misura e il mancato proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p., limitando drasticamente i motivi di ricorso ammissibili.
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Ricorso Patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45393/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il motivo del ricorso, basato sulla mancata pronuncia di proscioglimento, non rientra più tra quelli ammessi dopo la Riforma del 2017. La decisione sottolinea i limiti tassativi per l'impugnazione del patteggiamento, confermando la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45392/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato lamentava la mancata assoluzione ex art. 129 c.p.p., ma la Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tali motivi, limitando la possibilità di ricorso a vizi specifici dell'accordo stesso. Questa decisione consolida il principio secondo cui la scelta del concordato in appello preclude la successiva discussione su questioni di merito.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per associazione a delinquere. La Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è consentito solo in casi limitati, come un errore giuridico manifesto e palese, e non per rimettere in discussione la valutazione dei fatti o la mancata assoluzione, a meno che questa non sia evidente dagli atti.
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Rifiuto traduzione imputato: quando è legittimo?
Un imputato detenuto, condannato per stalking, ricorre in Cassazione lamentando la mancata traduzione in udienza per motivi di salute. La Corte Suprema rigetta il ricorso, stabilendo che il rifiuto traduzione imputato, se ingiustificato e contrario a parere medico, costituisce una rinuncia implicita a partecipare al processo e non ne causa la nullità.
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