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Proscioglimento Ex Art. 129 C.P.P.

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213 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da due imputati avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione il mancato proscioglimento per cause di non punibilità, poiché tale accordo implica una rinuncia a tali motivi.
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Appello Patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15395/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La Corte ha ribadito che, con l'accettazione del patto, l'imputato rinuncia a contestare l'accusa, e l'appello patteggiamento è limitato a motivi specifici, escludendo censure che rimettono in discussione l'accordo stesso, come la qualificazione giuridica del fatto già concordata.
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Ricorso patteggiamento: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per un reato di spaccio, aveva impugnato la sentenza chiedendo l'assoluzione nel merito. La decisione ribadisce che il ricorso patteggiamento è consentito solo per vizi specifici (es. volontà, qualificazione giuridica, pena illegale) e non per contestare i fatti, poiché l'accordo stesso implica una rinuncia a tale facoltà.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite il concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di un possibile proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni a cui si è implicitamente rinunciato, come la verifica delle condizioni per l'assoluzione.
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Patteggiamento in appello: limiti al proscioglimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver optato per il patteggiamento in appello, lamentava la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento. La Suprema Corte chiarisce che la rinuncia ai motivi di impugnazione limita la cognizione del giudice, esonerandolo dal dovere di motivare sul mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ha ribadito che l'imputato, dopo aver concordato la pena e rinunciato ai motivi di appello, non può più sollevare in Cassazione questioni relative ai motivi rinunciati o alla mancata valutazione di un proscioglimento immediato.
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Ricorso 599-bis: quando è inammissibile l’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso 599-bis c.p.p. presentato da un imputato che, dopo aver concordato la pena in appello, lamentava il mancato proscioglimento. La Suprema Corte ribadisce che l'accordo sulla pena limita i motivi di ricorso, escludendo quelli a cui si è rinunciato, come la valutazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Un imputato ha impugnato una sentenza di patteggiamento sostenendo che il giudice non avesse motivato l'assenza di cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che l'art. 448 c.p.p. limita i motivi di impugnazione a specifici vizi, tra i quali non rientra quello sollevato. La decisione conferma la natura quasi definitiva dell'accordo tra le parti nel rito speciale.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Un soggetto ha impugnato per cassazione una sentenza di patteggiamento per il reato di rapina, lamentando che il giudice non avesse verificato a fondo la possibile sussistenza di cause di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che i motivi per presentare un ricorso patteggiamento sono tassativamente elencati dalla legge e, tra questi, non rientra il presunto vizio di motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti dopo la Riforma Orlando
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, basato sulla richiesta di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte ribadisce che, dopo la Riforma Orlando, i motivi di ricorso patteggiamento sono tassativi e non includono la mancata assoluzione, considerando generica e strumentale la doglianza sull'erronea qualificazione giuridica del fatto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di secondo grado emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando la mancata assoluzione ai sensi dell'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso palesemente inammissibile. La decisione ribadisce che, aderendo al concordato, l'imputato rinuncia ai motivi di appello e non può più sollevare questioni relative alla mancata valutazione delle condizioni per il proscioglimento, salvo vizi nella formazione della volontà.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una rideterminazione della pena tramite 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.), lamentava il mancato proscioglimento. La Suprema Corte ha stabilito che l'adesione al concordato implica la rinuncia agli altri motivi di appello, inclusa la valutazione delle condizioni per l'assoluzione ex art. 129 c.p.p., precludendo così un successivo ricorso su tali punti.
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Ricorso per cassazione inammissibile: i limiti
Un imputato ricorre in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento, lamentando vizi di motivazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso per cassazione inammissibile, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, l'appello per sentenze di patteggiamento è consentito solo per motivi specifici e tassativi, tra cui non rientrano le censure generiche sulla motivazione. Altri coimputati hanno invece rinunciato al ricorso dopo che il giudice ha corretto un errore materiale nella sentenza originale.
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Impugnazione patteggiamento: quando è inammissibile?
Un imputato ricorre contro una sentenza di patteggiamento, lamentando la mancata verifica di cause di proscioglimento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo i limiti stringenti all'impugnazione del patteggiamento introdotti dalla riforma Orlando (art. 448 co. 2-bis c.p.p.) e la necessità che la causa di non punibilità sia evidente dal testo della sentenza stessa.
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Ricorso in Cassazione nel patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza di patteggiamento per reati contro il patrimonio. Gli imputati lamentavano il mancato proscioglimento e l'errata qualificazione giuridica, ma la Corte ha ritenuto i motivi del ricorso in Cassazione troppo generici e al di fuori dei limiti previsti dalla legge per l'impugnazione di questo tipo di sentenze.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello) per tentato furto, aveva lamentato la mancata valutazione delle cause di proscioglimento. La Corte ribadisce che l'adesione al concordato implica la rinuncia a tali motivi, rendendo il successivo ricorso non valido.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dopo la riforma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo i rigidi limiti introdotti dalla riforma del 2017. L'appello contestava la mancata assoluzione e la qualificazione giuridica, ma i motivi sono stati giudicati estranei a quelli tassativamente previsti dalla legge o meramente generici, confermando l'impossibilità di rimettere in discussione l'accordo tra le parti su tali basi.
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Ricorso Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento, lamentando un vizio di motivazione e un'erronea qualificazione giuridica del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, i motivi per impugnare un patteggiamento sono tassativi. Il vizio di motivazione è escluso, e l'errata qualificazione può essere contestata solo se palesemente evidente dall'imputazione, senza richiedere una nuova analisi dei fatti. Questo chiarisce i rigidi confini del ricorso patteggiamento.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo i limiti stringenti per l'impugnazione. Nello specifico, la Corte sottolinea che un vizio di motivazione sulla mancata assoluzione (ex art. 129 c.p.p.) e una generica doglianza sulla qualificazione giuridica del fatto non rientrano tra i motivi validi per un ricorso patteggiamento, come previsto dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso patteggiamento: i limiti della Cassazione
Un imputato, dopo un patteggiamento per furto, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancanza di querela e l'omessa valutazione delle prove. La Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che l'impugnazione è limitata a specifici motivi di legge, tra cui non rientra la mancata verifica delle cause di proscioglimento.
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