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Proscioglimento Ex Art. 129 C.P.P.

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213 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in Appello: Accetta la Pena ma si Pente, Ricorso Negato
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite un concordato in appello, ha tentato di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Sosteneva che i giudici non avessero verificato la sua possibile innocenza e che la qualificazione del reato fosse errata. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: chi accetta un concordato in appello rinuncia a contestare la propria responsabilità. Il ricorso successivo è possibile solo per vizi procedurali o per illegalità della pena, non per rimettere in discussione il merito della condanna. L'imputato ha quindi perso e deve pagare le spese e una sanzione.
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Concordato in Appello: Accordo sulla Pena Esclude l’Assoluzione
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'imputato che accetta un concordato in appello, accordandosi sulla pena, rinuncia implicitamente agli altri motivi di impugnazione. Di conseguenza, il giudice d'appello non è più tenuto a verificare la possibile assoluzione dell'imputato secondo l'art. 129 del codice di procedura penale. L'eventuale ricorso successivo contro questa decisione, basato sulla mancata assoluzione, è inammissibile. Con questa pronuncia, si stabilisce che la scelta del concordato in appello limita il potere del giudice ai soli termini dell'accordo, escludendo una valutazione di merito sulla colpevolezza. L'imputato che ha proposto il ricorso è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso contro patteggiamento: appello respinto e multa di 3000€
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato sosteneva che il giudice di merito avrebbe dovuto valutare la possibilità di un'assoluzione piena prima di accettare l'accordo sulla pena. La Suprema Corte ha stabilito che, a seguito di una recente riforma legislativa, il ricorso contro patteggiamento non può più basarsi su questo specifico motivo. Di conseguenza, l'appello è stato respinto e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Patteggiamento: Ricorso Inammissibile e Condanna alle Spese
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento, presenta ricorso in Cassazione lamentando che il giudice non avesse motivato a sufficienza l'impossibilità di assolverlo. La Corte Suprema ha stabilito l'inammissibilità del ricorso post patteggiamento. Il principio sancito è che l'appello contro una sentenza di patteggiamento è consentito solo per un numero limitato di motivi, espressamente indicati dalla legge. Poiché le lamentele dell'imputato non rientravano in questi casi specifici, il ricorso è stato respinto e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in Appello: Accordo Fatto, Impossibile Annullarlo
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza di **patteggiamento in appello**. Un'imputata, dopo aver concordato la pena in secondo grado per reati di estorsione, ha tentato di impugnare la decisione in Cassazione. Sosteneva che il giudice d'appello avrebbe dovuto comunque valutare la sua possibile innocenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, una volta raggiunto l'accordo, l'imputato rinuncia ai motivi di appello e il controllo del giudice è limitato alla correttezza dell'accordo stesso. Non è possibile rimettere in discussione la colpevolezza, salvo casi eccezionali non presenti nella vicenda.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: quando l’appello è nullo
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per i reati di ricettazione e riciclaggio, ha tentato di annullare la sentenza. Ha presentato un ricorso per cassazione sostenendo che il giudice avrebbe dovuto assolverlo. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la legge limita fortemente le possibilità di impugnare una sentenza di patteggiamento. Chi sceglie questo rito accetta i fatti e rinuncia a contestarli in seguito. Pertanto, il ricorso per cassazione patteggiamento non può basarsi sulla mancata assoluzione, salvo casi eccezionali.
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Patteggiamento in appello: accordo sulla pena esclude l’assoluzione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il patteggiamento in appello, ha presentato ricorso lamentando che il giudice avrebbe dovuto invece assolverlo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: l'accordo sulla pena implica la rinuncia a far valere altre questioni. Pertanto, il giudice d'appello non è tenuto a motivare la mancata assoluzione, poiché la sua valutazione è limitata all'accettazione o al rigetto dell'accordo proposto dalle parti. La scelta del patteggiamento in appello preclude la possibilità di sollevare successivamente doglianze di merito.
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Evasione dagli arresti domiciliari: confessa ma fa ricorso
Una persona condannata per evasione dagli arresti domiciliari presenta ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici non abbiano verificato la possibile assenza di colpevolezza. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si basa su un punto cruciale: l'imputato aveva ammesso esplicitamente di essersi allontanato dal luogo di detenzione. Questa confessione rende il ricorso manifestamente infondato, poiché non si può contestare un fatto già ammesso. Di conseguenza, il condannato deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Concordato in Appello: Accordo Blindato, Ricorso Respinto
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite un concordato in appello, ha tentato di impugnare tale decisione in Cassazione. Sosteneva che i giudici avrebbero dovuto assolverlo invece di ratificare l'accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che chi accetta il concordato in appello rinuncia alla possibilità di sollevare la maggior parte delle contestazioni. In particolare, non può più lamentare la mancata assoluzione. Il ricorso contro una sentenza di questo tipo è possibile solo per un numero limitato di motivi, che nel caso specifico non sussistevano. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Patteggiamento Accettato, Appello Negato: Ricorso Inammissibile
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Egli lamentava che il giudice non avesse motivato a sufficienza il mancato proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge, infatti, elenca tassativamente i motivi per cui si può impugnare un patteggiamento, e la doglianza dell'imputato non rientrava tra questi. La decisione conferma che il ricorso inammissibile patteggiamento è la conseguenza inevitabile quando si cerca di contestare la sentenza per ragioni non consentite, con condanna finale al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso contro patteggiamento: accordo accettato, poi l’appello
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento, ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che il giudice avrebbe dovuto assolverlo invece di ratificare l'accordo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che il ricorso contro patteggiamento è consentito solo per un elenco tassativo di motivi previsti dalla legge. La lamentela per una mancata assoluzione non rientra tra questi. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso Patteggiamento: Accordo Raggiunto ma Appello Respinto
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per resistenza a pubblico ufficiale e violazione delle norme sull'immigrazione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Sosteneva che il giudice avrebbe dovuto assolverlo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per motivi molto specifici e tassativi, escludendo contestazioni generiche sulla colpevolezza. Poiché le ragioni dell'imputato non rientravano tra quelle ammesse dalla legge, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese.
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Concordato in Appello: Pena Ridotta ma Ricorso Bloccato
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite il cosiddetto 'concordato in appello', ha presentato ricorso in Cassazione. Egli sosteneva che i giudici avrebbero dovuto comunque valutare un suo possibile proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito un principio chiaro: chi accetta il concordato in appello rinuncia alla maggior parte dei motivi di impugnazione. Il ricorso successivo è possibile solo per vizi legati alla formazione dell'accordo stesso, ma non per rimettere in discussione la colpevolezza. L'imputato ha quindi perso e ha dovuto pagare le spese processuali.
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Ricorso Inammissibile Patteggiamento: Accordo e Appello Contraddittori
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento, presenta ricorso in Cassazione. Egli sostiene che il giudice avrebbe dovuto assolverlo per evidente innocenza. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. La legge, infatti, vieta di contestare la valutazione di colpevolezza dopo aver accettato un patteggiamento. L'accordo sulla pena implica un'ammissione di responsabilità che rende l'impugnazione sui fatti contraddittoria. Di conseguenza, la Corte ha confermato la condanna e ha aggiunto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a carico dell'imputato, stabilendo un chiaro principio sul tema del ricorso inammissibile patteggiamento.
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Concordato in Appello: Accetta la Pena ma fa Ricorso, Inammissibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello per il reato di ricettazione, presenta ricorso in Cassazione. Egli lamenta la mancata valutazione di una possibile assoluzione. La Suprema Corte dichiara l'impugnazione inammissibile. Viene stabilito un principio chiaro: il ricorso contro concordato in appello non è consentito per contestare aspetti ai quali si è implicitamente rinunciato con l'accordo stesso. L'imputato non solo perde il ricorso, ma viene anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando la natura vincolante del patto processuale.
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Patteggiamento in Appello: Accordo sulla Pena Blocca l’Assoluzione
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice nel caso di 'patteggiamento in appello'. Un imputato, dopo aver concordato la pena in appello per una rapina aggravata, ha sostenuto che il giudice avrebbe comunque dovuto valutare la sua possibile assoluzione. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile. Il principio sancito è che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena e rinunciato agli altri motivi di appello, la valutazione del giudice si limita a ratificare l'accordo stesso. Non è più tenuto a cercare attivamente delle cause di proscioglimento, poiché la cognizione è limitata dall'accordo delle parti.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di concordato in appello per un reato in materia di stupefacenti. La decisione ribadisce che, dopo l'accordo sulla pena, i motivi di ricorso sono limitati a vizi procedurali sulla formazione della volontà o sul consenso del PM, escludendo questioni di merito considerate rinunciate.
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Ricorso cassazione patteggiamento: i limiti stringenti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che le motivazioni di impugnazione sono tassativamente limitate dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. Il mancato esame da parte del giudice di una possibile causa di proscioglimento non rientra tra i motivi validi, confermando la stretta perimetrazione del ricorso per cassazione patteggiamento e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento in cui si contestava l'errata qualificazione giuridica dei reati. In applicazione dell'art. 448, comma 2-bis c.p.p., non è possibile impugnare la sentenza di patteggiamento per lamentare la mancata valutazione di un'assoluzione ex art. 129 c.p.p., come nel caso dell'assorbimento tra reati. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di quattro imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (cosiddetto concordato in appello) rinunciando ai motivi di merito, hanno tentato di sollevare le medesime questioni in sede di legittimità. La sentenza ribadisce che il concordato in appello limita la cognizione del giudice ai soli aspetti non rinunciati, precludendo un nuovo esame del merito o la valutazione di cause di proscioglimento.
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