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Progressioni Verticali

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nel pubblico impiego, il passaggio di un dipendente a un'area funzionale superiore, considerato dalla legge equivalente a una nuova assunzione in quanto comporta una modifica sostanziale del rapporto di lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Progressioni verticali illegittime: Cassazione conferma condanna
Un ex Segretario Comunale è stato condannato dalla Corte dei Conti per aver attuato delle Progressioni verticali illegittime, non rispettando la riserva di posti per i concorsi esterni. Il Lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la Corte dei Conti avesse ecceduto i suoi poteri, applicando una norma non ancora in vigore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la Corte dei Conti ha agito correttamente, interpretando una norma già esistente e utilizzando un parametro di adeguatezza per valutare la condotta, senza creare una nuova legge. La condanna per danno erariale è stata quindi confermata.
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Progressioni verticali: stop agli aumenti 2011-2013
Un dipendente pubblico ha impugnato il mancato adeguamento economico derivante dal superamento di un concorso interno per il passaggio di area. La controversia riguarda l'applicazione del blocco degli stipendi previsto per il triennio 2011-2013. La Corte di Cassazione ha stabilito che le progressioni verticali, pur comportando una novazione del rapporto di lavoro, restano soggette alle limitazioni economiche imposte dalla legge per ragioni di finanza pubblica. Pertanto, il nuovo inquadramento produce effetti esclusivamente giuridici e non retributivi per il periodo indicato dalla normativa.
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Scorrimento graduatoria: nessun diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dipendenti pubblici che chiedevano l'inquadramento in un'area superiore tramite lo scorrimento della graduatoria. La Corte ha stabilito che, in assenza di una completa autorizzazione governativa per tutti i posti banditi e a causa di una modifica normativa successiva (ius superveniens), i candidati idonei non avevano maturato un diritto quesito all'assunzione, rendendo legittimo il diniego dell'Amministrazione.
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Progressioni verticali: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'inquadramento superiore a un gruppo di dipendenti pubblici in un caso di progressioni verticali. L'amministrazione aveva bandito 920 posti, ma l'autorizzazione era stata concessa solo per 460. La Corte ha stabilito che, in assenza di un'autorizzazione completa e a causa di una nuova legge (ius superveniens) che ha modificato le regole, i candidati idonei oltre il 460° posto non avevano maturato un diritto quesito all'assunzione, respingendo così il loro ricorso.
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Scorrimento graduatorie: stop a progressioni interne
La Corte di Cassazione ha stabilito che una pubblica amministrazione non può procedere allo scorrimento di una graduatoria preesistente, derivante da una selezione per progressioni verticali riservata al solo personale interno, se una nuova legge (ius superveniens) impone per quelle posizioni il concorso pubblico. La decisione di procedere allo scorrimento è un atto nuovo che deve rispettare la normativa vigente al momento della sua adozione, anche se la graduatoria è stata formata in precedenza. Di conseguenza, il ricorso dei dipendenti è stato respinto.
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