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Procedura 'De Plano'

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517 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile dopo concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d'appello. La pena era stata rideterminata tramite un concordato tra le parti (ex art. 599 bis c.p.p.). Secondo la Suprema Corte, l'adesione a tale accordo implica la rinuncia ai motivi di impugnazione, rendendo ogni successivo gravame sugli stessi punti inammissibile.
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Concordato in appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato una rideterminazione della pena tramite concordato in appello, aveva impugnato la sentenza lamentando vizi di motivazione. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo implica la rinuncia a tali motivi di doglianza, rendendo l'impugnazione non consentita e comportando la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Provvedimento abnorme: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla presunta abnormità di un'ordinanza di archiviazione. La persona offesa sosteneva che il provvedimento fosse un 'provvedimento abnorme' funzionale, in quanto non avrebbe considerato la querela, causando una stasi del procedimento. La Corte chiarisce che l'ordinanza di archiviazione è un atto tipico del sistema processuale e non può essere considerata abnorme, né strutturalmente né funzionalmente, indicando che esistono altri rimedi specifici per impugnarla.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario proposto contro un'ordinanza di inammissibilità. La Corte ha chiarito che la procedura semplificata (de plano) usata per l'inammissibilità di ricorsi avverso sentenze di patteggiamento in appello non richiede la notifica dell'udienza. Poiché il ricorso straordinario non si basava su un errore di fatto, ma su una questione procedurale, è stato respinto con condanna alle spese.
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Ricorso straordinario inammissibile: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso straordinario inammissibile, chiarendo che la procedura semplificata 'de plano' per i ricorsi avverso sentenze concordate in appello non prevede la notifica dell'udienza. La Corte ha stabilito che l'eventuale omessa notifica dell'ordinanza di inammissibilità è sanata dalla proposizione stessa del ricorso straordinario, rendendolo manifestamente infondato.
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Concordato in appello: no al ricorso per altri motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello con rideterminazione della pena, ha tentato di sollevare questioni di non punibilità. La decisione conferma che l'accordo implica la rinuncia a tutti i motivi di impugnazione precedentemente proposti.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione chiarisce che la rinuncia ai motivi d'appello limita la possibilità di impugnazione successiva, poiché su tali punti si forma un giudicato sostanziale, a differenza di quanto avviene con il patteggiamento tradizionale.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo che i motivi di impugnazione sono limitati dalla legge. Non è possibile contestare vizi di motivazione, come la mancata verifica di cause di non punibilità. La decisione sottolinea i limiti stringenti del ricorso patteggiamento, confermando la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché basato su un vizio di motivazione. La decisione chiarisce che l'art. 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale, limita severamente i motivi di impugnazione per questo tipo di sentenze, escludendo le censure sulla motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando la rigidità dei presupposti per un valido ricorso patteggiamento.
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Ricorso inammissibile: quando non si può impugnare
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza del GIP di Torino. La decisione si basa sul fatto che i motivi del ricorso riguardavano un trattamento sanzionatorio concordato tra le parti e non inficiato da illegalità, confermando che l'impugnazione in tali casi è preclusa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Mandato ad impugnare: ricorso inammissibile se manca
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spendita di monete false. La decisione si fonda sulla mancanza dello specifico mandato ad impugnare, un requisito formale introdotto dalla Riforma Cartabia, necessario quando l'imputato è assente nel giudizio d'appello. Tale onere, volto a garantire l'effettiva conoscenza del processo da parte dell'interessato, ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione avvocato: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché presentato direttamente dall'interessato, senza la firma di un difensore specializzato. La decisione evidenzia l'importanza del ricorso cassazione avvocato per la validità dell'atto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso per cassazione avvocato: perché è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino avverso un'ordinanza della Corte d'Appello. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorso per cassazione è stato presentato personalmente dall'interessato e non, come richiesto dalla legge, da un avvocato iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso 599-bis: cosa sapere
Un ricorrente ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena in base a un accordo (c.d. concordato in appello) ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso 599-bis, chiarendo che tale tipo di sentenza non è ulteriormente impugnabile. La decisione sottolinea come l'accordo processuale tra le parti precluda successive contestazioni sulla congruità della pena, consolidando la natura definitiva dell'accordo raggiunto in appello.
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Ricorso personale in Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello. La Corte ha chiarito che tale modalità di proposizione dell'impugnazione, essendo un vizio originario, non è consentita e comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza 32871/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione personale, poiché presentato direttamente dall'imputato. La decisione si fonda sull'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'apposito albo speciale, confermando un principio consolidato.
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Ricorso inammissibile: i limiti al patteggiamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33269/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente lamentava una errata valutazione della pena ai sensi dell'art. 133 c.p. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017 che ha introdotto l'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., il ricorso contro una pena patteggiata è consentito solo per motivi di illegalità della sanzione e non per questioni relative alla sua proporzionalità o commisurazione.
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Ricorso cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33185/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso cassazione personale presentato direttamente dall'imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione sottolinea che la proposizione personale dell'atto costituisce un vizio insanabile che impedisce l'esame nel merito, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Illegalità della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati di evasione continuata. La Corte chiarisce che la mancata motivazione sull'aumento di pena per la continuazione non configura una illegalità della pena, se questa non supera i limiti edittali e deriva da un accordo tra le parti.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento presentato da un imputato che chiedeva l'assoluzione. La Corte ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono tassativi e non consentono una rivalutazione del merito della causa, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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