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Procedura 'De Plano'

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517 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso per cassazione: limiti nel concordato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro una sentenza di 'concordato in appello'. Il ricorrente, condannato per estorsione con aggravante mafiosa, lamentava la mancata declaratoria di prescrizione. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e infondato, poiché non considerava che l'aggravante mafiosa raddoppia i termini di prescrizione, rendendo il gravame privo di fondamento.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3167/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599 bis c.p.p.). L'imputato lamentava la mancata valutazione di cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che, una volta accettato il concordato, l'impugnazione è possibile solo per vizi legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una pena difforme dall'accordo, e non per motivi di merito cui si è rinunciato.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso per Cassazione presentato personalmente da due imputati. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che richiedono obbligatoriamente la sottoscrizione di un avvocato cassazionista per questo tipo di impugnazione, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile contro archiviazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona offesa contro un'ordinanza di archiviazione. La Corte ha chiarito che l'unico rimedio contro l'archiviazione, in casi specifici di nullità, è il reclamo al tribunale e non il ricorso per cassazione, confermando l'orientamento consolidato sul tema del ricorso inammissibile.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale presente in un precedente provvedimento. Nello specifico, il cognome di un ricorrente era stato erroneamente trascritto. Utilizzando la procedura semplificata 'de plano', prevista dall'art. 625 bis c.p.p., la Corte ha disposto la rettifica del nome, evidenziando l'importanza dell'accuratezza formale degli atti giudiziari e l'efficienza degli strumenti procedurali a disposizione per sanare tali sviste.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un imputato. La Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 613 del codice di procedura penale, tale impugnazione può essere proposta solo da un difensore abilitato, confermando la piena legittimità costituzionale di tale norma e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Contraddittorio camerale: permesso negato, è nulla?
Un detenuto in attesa di giudizio si è visto negare un permesso per conoscere il figlio neonato. Anche il reclamo in appello è stato rigettato senza un'udienza. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la mancata celebrazione del contraddittorio camerale costituisce una nullità assoluta. Il diritto ad essere ascoltati deve essere sempre garantito, indipendentemente dallo status del detenuto. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel rispetto della procedura corretta.
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Ricorso personale inammissibile: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso personale inammissibile, proposto direttamente dall'imputata contro una sentenza della Corte d'Appello di Torino. La decisione si fonda sull'impossibilità, per l'imputato, di presentare personalmente il ricorso, come previsto dal codice di procedura penale. La Corte ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, applicando una procedura semplificata 'de plano'.
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Ricorso inammissibile post-patteggiamento: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di patteggiamento. I motivi dell'appello, relativi al trattamento sanzionatorio, sono stati ritenuti incompatibili con l'accordo sulla pena già raggiunto, che presuppone il consenso dell'imputato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
Un soggetto impugna una sentenza di patteggiamento per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, lamentando un'errata qualificazione giuridica del fatto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso patteggiamento inammissibile, specificando che, dopo la riforma del 2017, tale impugnazione è consentita solo per motivi tassativi, tra cui l'erronea qualificazione giuridica solo se palesemente eccentrica o frutto di un errore manifesto, non per contestare la valutazione di responsabilità.
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Concordato in appello: limiti ricorso cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la pena tramite concordato in appello, ha tentato di contestare la qualificazione giuridica del fatto. La sentenza chiarisce che l'accordo preclude la possibilità di sollevare in Cassazione i motivi oggetto di rinuncia, ammettendo l'impugnazione solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo stesso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Restituzione in termini: a chi chiederla? Guida
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso con cui si chiedeva la restituzione in termini per presentare appello. La Corte chiarisce che tale istanza non va presentata al giudice di legittimità, ma al giudice competente per l'impugnazione, ovvero la Corte d'Appello. Il caso evidenzia come un errore procedurale sulla competenza possa invalidare un ricorso, a prescindere dalle ragioni di merito.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che il ricorso è possibile solo per vizi sulla formazione della volontà, sul consenso del P.G. o per difformità della pronuncia, escludendo doglianze sui motivi rinunciati come la dosimetria della pena o l'art. 129 c.p.p.
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Ricorso tardivo: inammissibile per termini scaduti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza cautelare. La causa è un ricorso tardivo, depositato oltre il termine di dieci giorni previsto dalla legge, anche tenendo conto della sospensione feriale. La decisione sottolinea il rigore dei termini processuali e condanna il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento per tentata rapina. La decisione si fonda sui limiti tassativi dell'art. 448 c.p.p., che esclude i motivi di impugnazione non espressamente consentiti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. L'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative a motivi rinunciati, come la richiesta di proscioglimento. Il ricorso avverso un concordato in appello è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia penale poiché presentato personalmente dall'imputato. La decisione ribadisce che, a seguito delle recenti riforme, il ricorso in Cassazione personale è vietato e l'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna alle spese.
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Ricorso in Cassazione: inammissibilità se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul principio inderogabile secondo cui tale impugnazione deve essere proposta esclusivamente da un difensore iscritto nell'apposito albo speciale, come previsto dal codice di procedura penale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso concordato in appello: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza di patteggiamento in appello. L'imputato lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche, ma la Corte ha ribadito che il ricorso concordato in appello è ammesso solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà o alla legalità della pena, non per questioni discrezionali del giudice.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. Il motivo, basato sulla presunta omessa motivazione riguardo la quantificazione della pena, è stato ritenuto non valido. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso è ammissibile solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o per una decisione difforme dall'accordo, e non per contestare elementi già concordati tra le parti, a meno che la pena non sia illegale.
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