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Procedura 'De Plano'

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517 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti e rinuncia ai motivi
Un imputato ha impugnato una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando una motivazione carente su possibili cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la rinuncia volontaria a determinati motivi di appello crea un 'giudicato sostanziale' su tali punti. Di conseguenza, le questioni oggetto di rinuncia non possono essere riproposte in Cassazione, poiché l'ambito di giudizio del giudice d'appello era già limitato all'accordo sulla pena.
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Appello archiviazione inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordinanza di archiviazione emessa dal GIP, anche a seguito dell'opposizione della persona offesa, non è impugnabile. Di conseguenza, ha dichiarato l'appello archiviazione inammissibile, in quanto il provvedimento non presenta vizi di abnormità strutturale o funzionale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sulla nuova formulazione dell'art. 613 cod. proc. pen., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione. La Corte ha ribadito che questa regola non viola i diritti di difesa, data la complessità tecnica del giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8483/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello, contestava la sua responsabilità penale. La Corte ha ribadito che il patteggiamento della pena in secondo grado preclude la possibilità di sollevare questioni di merito, ammettendo il ricorso solo per vizi legati alla formazione dell'accordo stesso. La decisione si basa sul principio del 'numerus clausus' dei motivi di ricorso.
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Revisione della condanna: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità di una richiesta di revisione della condanna per traffico di ketamina. La sentenza chiarisce che una richiesta può essere respinta senza udienza quando la sua infondatezza è evidente, anche se il giudice ne valuta il merito. Nel caso specifico, le nuove prove non erano sufficienti a scalfire il solido quadro probatorio che aveva portato alla condanna irrevocabile di un imprenditore per aver commercializzato la sostanza pur essendo consapevole della sua destinazione illecita.
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Mandato specifico avvocato: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. La decisione si fonda sulla mancanza del mandato specifico avvocato per impugnare, un requisito introdotto dalla Riforma Cartabia per gli imputati assenti nel primo grado di giudizio, confermando che tale vizio procedurale impedisce l'esame del merito del ricorso.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8029/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati contro una sentenza di 'concordato in appello'. Gli imputati contestavano la quantificazione della pena e il bilanciamento delle circostanze, ma la Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'accordo sulla pena, una volta raggiunto tra le parti e ratificato dal giudice, può essere controllato solo per la sua legalità e non per la sua congruità. Di conseguenza, le parti che hanno liberamente stipulato l'accordo non possono successivamente lamentarsene in Cassazione.
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Mandato specifico: ricorso in Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa aggravata. La decisione si basa sulla mancanza del mandato specifico al difensore per proporre l'impugnazione, requisito introdotto dalla Riforma Cartabia (art. 581, co. 1-quater, c.p.p.). La Corte ha chiarito che tale assenza non è un mero vizio di forma, ma un difetto originario di legittimazione che impedisce l'esame del merito.
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Ricorso mandato arresto europeo: i termini perentori
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la consegna in base a un mandato di arresto europeo. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine perentorio di cinque giorni stabilito dalla legge, sottolineando l'urgenza di tali procedure.
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Mandato ad impugnare: appello inammissibile senza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché il difensore di un imputato, assente nel giudizio d'appello, non ha depositato uno specifico mandato ad impugnare rilasciato successivamente alla sentenza. La Corte sottolinea come questa formalità, introdotta dalla Riforma Cartabia, sia essenziale per garantire la consapevolezza dell'assente e la sua volontà di procedere con l'impugnazione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6355/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza frutto di un concordato in appello. Il motivo del ricorso riguardava la determinazione della pena, un aspetto che, essendo oggetto dell'accordo stesso tra le parti, non può essere contestato in sede di legittimità, salvo che la sanzione sia palesemente illegale. La decisione ribadisce i ristretti limiti di impugnazione per le sentenze emesse ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se senza avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per ricettazione. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono la necessaria assistenza di un avvocato per il ricorso in Cassazione, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una condanna per rapina aggravata, resistenza e lesioni. L'impugnazione si fondava su un presunto difetto di motivazione riguardo le cause di proscioglimento, un motivo non previsto dalla legge per questo tipo di ricorso. La decisione sottolinea i rigidi limiti all'impugnazione delle sentenze emesse con rito alternativo, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti contro una sentenza di patteggiamento per tentato furto. La decisione evidenzia che i motivi di un ricorso patteggiamento sono tassativamente previsti dalla legge e la loro violazione comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
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Ricorso personale in Cassazione: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla riforma dell'art. 613 c.p.p., che rende obbligatoria la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità del ricorso personale in Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. L'impugnazione del patteggiamento era basata sulla presunta eccessività della pena pecuniaria. La Corte ha ribadito che il ricorso è consentito solo per motivi di illegalità della pena, non per contestarne la congruità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e conseguenze
Un imputato, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per furto, decide di ritirarlo. La Suprema Corte, a seguito della formale rinuncia al ricorso, dichiara l'impugnazione inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e a versare una somma alla Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità ricorso contro pena concordata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza del Tribunale di Brescia. La decisione si fonda sul fatto che l'appello contestava una pena concordata tra le parti per motivi non ammessi dalla legge, senza denunciare profili di illegalità. Questa pronuncia ribadisce i limiti all'impugnazione in caso di accordo sul trattamento sanzionatorio e conferma l'inammissibilità ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che il ricorso è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, non per contestare la responsabilità penale, già oggetto di rinuncia con l'accordo.
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Ricorso 599 bis: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 3168/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione sottolinea che il ricorso 599 bis è consentito solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo e non per contestare nel merito la responsabilità, poiché tale motivo si considera rinunciato con l'accordo stesso.
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