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Procedura 'De Plano'

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517 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso straordinario e procedura de plano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un **ricorso straordinario** presentato per un presunto errore di fatto. Il ricorrente lamentava la mancata notifica dell'avviso di udienza, sostenendo che tale omissione avesse leso il diritto di difesa. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che la decisione impugnata era stata assunta con procedura de plano, la quale, per legge, non prevede la fissazione di un'udienza né la comunicazione alle parti. Non essendoci stata alcuna svista percettiva, ma una corretta applicazione delle norme processuali, il ricorso è stato rigettato con condanna alla sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento per rapina: perché il ricorso in Cassazione è inutile
Un imputato, dopo aver concordato una pena (patteggiamento) per rapina aggravata e lesioni, ha tentato di impugnare l'accordo davanti alla Corte di Cassazione. Sosteneva di non essere stato autorizzato a partecipare all'udienza finale e che la qualificazione giuridica del reato fosse errata. La Corte ha respinto il suo tentativo, dichiarando il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: il ricorso per cassazione patteggiamento è possibile solo per motivi molto specifici e limitati, come un errore nell'espressione della volontà o una pena illegale. Criticare la valutazione del giudice sui fatti o la qualificazione del reato non rientra tra questi motivi, rendendo l'appello inutile.
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Ricorso Cassazione firma difensore: i rischi del fai da te
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per tentata estorsione. La decisione ribadisce che il ricorso Cassazione firma difensore deve essere sottoscritto da un avvocato cassazionista, pena la nullità dell'atto e l'applicazione di sanzioni pecuniarie.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che tale sentenza è impugnabile solo per vizi del consenso o per difformità rispetto all'accordo, escludendo doglianze sui motivi rinunciati. La decisione, basata su giurisprudenza consolidata, sottolinea i rigidi limiti di ammissibilità del ricorso in questi casi.
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Concordato in appello: stop al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di sei imputati a seguito di un concordato in appello. L'ordinanza stabilisce che l'accordo sulla pena preclude il successivo ricorso per cassazione, equiparandolo a una rinuncia all'impugnazione. I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quali conseguenze in Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a causa di un ricorso tardivo. L'ordinanza evidenzia come il mancato rispetto dei termini per impugnare una sentenza di secondo grado comporti, oltre alla conferma della condanna, il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Il caso in esame riguardava un imputato che aveva presentato il proprio ricorso due giorni dopo la scadenza del termine di quindici giorni.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso patteggiamento. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché basato su motivi non consentiti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che elenca tassativamente le ipotesi di impugnazione. La Corte ha ribadito che la presunta mancata verifica delle cause di proscioglimento non rientra tra i motivi validi, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Termine impugnazione penale: ricorso tardivo è out
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione depositato oltre il termine di 45 giorni previsto dalla legge. Il caso analizza il calcolo del termine impugnazione penale, che decorre dalla comunicazione del deposito della sentenza al difensore, e chiarisce l'inapplicabilità delle nuove norme della Riforma Cartabia a sentenze emesse prima della sua entrata in vigore. La tardività ha comportato la condanna dell'imputata al pagamento delle spese processuali e di una cospicua sanzione pecuniaria.
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Appello aspecifico: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, condannato per ricettazione, ha presentato un'impugnazione alla Corte d'Appello, la quale l'ha dichiarata inammissibile per manifesta aspecificità. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che un appello aspecifico si configura quando non si confronta con la totalità delle argomentazioni della sentenza di primo grado. Indicare tale omissione, secondo la Corte, non costituisce una valutazione di merito ma una corretta rilevazione di un vizio procedurale che giustifica l'inammissibilità.
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Concordato in appello: stop al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44873/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un imputato. La decisione si fonda sul fatto che l'imputato aveva precedentemente definito il procedimento tramite un concordato in appello. Secondo la Corte, tale accordo ha un effetto preclusivo che impedisce di sollevare ulteriori questioni nel giudizio di legittimità, rendendo il ricorso inammissibile.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi, relativi alla congruità della pena per un reato ex art. 73 d.P.R. 309/1990, non rientravano tra quelli consentiti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica l'accettazione del trattamento sanzionatorio, rendendo contraddittoria una successiva contestazione sulla sua congruità.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: limiti e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato contestava la qualificazione giuridica di un reato di detenzione di stupefacenti, ma la Corte ha stabilito che i motivi presentati non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge, configurandosi come una richiesta di riesame dei fatti, non consentita in sede di legittimità per questo tipo di sentenze.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. Il ricorrente lamentava un errore nel calcolo della pena pecuniaria, ma la Corte ha stabilito la carenza di interesse, poiché la pena finale inflitta era identica a quella concordata tra le parti. È stata inoltre respinta l'eccezione sulla mancata notifica dell'udienza, confermando la legittimità della procedura semplificata 'de plano' per questi casi.
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Ricorso per cassazione: limiti all’appello del patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro una sentenza di patteggiamento per spaccio. La Corte chiarisce che l'errata qualificazione giuridica del fatto è un motivo di ricorso valido solo se l'errore è palese ed evidente dagli atti, senza necessità di riesaminare le prove.
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Inammissibilità ricorso cassazione dopo accordo pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena in Appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., aveva impugnato la sentenza chiedendo il proscioglimento. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena costituisce una rinuncia ai motivi di impugnazione sulla responsabilità, con effetti preclusivi che si estendono anche al giudizio di legittimità, rendendo inammissibile ogni successiva doglianza sul merito.
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Mandato ad impugnare: appello inammissibile senza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal difensore di un imputato condannato per rapina aggravata e lesioni. La decisione si fonda sulla mancata presentazione dello specifico mandato ad impugnare, requisito fondamentale introdotto dalla Riforma Cartabia per gli imputati giudicati in assenza, al fine di garantire la loro effettiva volontà di contestare la sentenza.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15572/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per il reato di evasione. Il ricorrente contestava la pena concordata, ma la Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è consentito solo per le specifiche violazioni di legge elencate nell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra le quali non rientra la misura della sanzione pattuita.
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Ricorso de plano: quando è inammissibile l’appello?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario proposto contro un precedente provvedimento di inammissibilità. Il caso verteva sull'utilizzo della procedura di ricorso de plano, applicata a un'impugnazione contro una sentenza decisa con 'concordato in appello'. La Corte ha stabilito che tale procedura semplificata non prevede un'udienza camerale e, di conseguenza, nessuna notifica al difensore, respingendo la tesi della violazione del diritto di difesa. Il ricorso straordinario è stato ritenuto inammissibile perché non mirava a correggere un errore materiale o di fatto, ma a contestare una scelta procedurale corretta.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (concordato in appello), ha tentato di sollevare in sede di legittimità proprio i motivi a cui aveva rinunciato. La decisione ribadisce che la rinuncia ai motivi d'appello preclude la possibilità di riproporli in Cassazione, anche qualora riguardassero potenziali cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello per reati di ricettazione, truffa e appropriazione indebita, ha tentato di sollevare questioni relative alla sua responsabilità. La Corte stabilisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tali motivi, rendendo il successivo ricorso non consentito.
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