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Procedimento Camerale Non Partecipato

18 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'udienza che si svolge in camera di consiglio, cioè senza la presenza del pubblico, e in cui la partecipazione delle parti non è prevista come regola generale, basandosi principalmente su atti scritti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso in Cassazione dopo il patteggiamento: i limiti di legge
L'Imputato ha concordato una pena con la Procura mediante l'istituto del patteggiamento per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Successivamente, il difensore ha proposto un ricorso in Cassazione dopo il patteggiamento. La difesa lamentava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento da parte del giudice di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge limita in modo rigoroso le ipotesi di impugnazione contro le sentenze concordate. Il presunto vizio sulla mancata valutazione del proscioglimento non rientra tra i motivi consentiti dal codice di procedura penale. Di conseguenza, l'Imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso tardivo di due giorni: appello respinto e condanna
Un imputato, condannato per ricettazione, presenta ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, il deposito avviene con due giorni di ritardo rispetto alla scadenza. La Corte dichiara il ricorso tardivo e quindi inammissibile. La sentenza stabilisce un principio importante: l'aumento di quindici giorni sui termini per impugnare, previsto per chi è giudicato in assenza, non si applica se il processo precedente si è svolto con rito 'cartolare' (cioè solo su documenti scritti) e l'imputato non ha chiesto di partecipare. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: no termini extra in rito camerale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso tardivo, chiarendo che i termini per l'impugnazione non vengono estesi nel caso di procedimento d'appello celebrato con rito camerale non partecipato. La conoscenza della pendenza del giudizio da parte dell'imputato, dimostrata dalla procura speciale al difensore e dalla notifica personale della citazione, esclude l'applicabilità delle tutele previste per il giudizio in assenza.
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Termini impugnazione: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione perché depositato oltre la scadenza. La decisione chiarisce che l'estensione dei termini impugnazione, prevista per l'imputato assente, non si applica ai procedimenti camerali non partecipati, dove non è fissata un'udienza.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione perché presentato oltre i termini. Si trattava di un ricorso tardivo contro una condanna per false dichiarazioni, la cui sentenza d'appello era stata emessa con rito cartolare. La Corte ha chiarito che il termine di 15 giorni per l'impugnazione decorre dalla comunicazione della sentenza e non è soggetto a proroghe in questo tipo di procedimento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso tardivo: i termini in appello non partecipato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per truffa aggravata. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, presentata oltre il termine di 15 giorni. La sentenza chiarisce che l'estensione dei termini non si applica ai procedimenti in camera di consiglio non partecipati, rendendo il ricorso tardivo e precludendo l'esame nel merito, inclusa la questione della prescrizione.
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Termine impugnazione appello: quando è tardivo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini. L'ordinanza chiarisce che il termine impugnazione appello non beneficia della proroga di quindici giorni se il giudizio si è svolto con rito camerale non partecipato e l'imputato non ha chiesto di presenziare. La tardività del ricorso assorbe ogni altra questione sollevata, inclusa quella di legittimità costituzionale.
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Termine impugnazione appello: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività. Il caso chiarisce che nel calcolo del termine impugnazione appello, non si applica la proroga di 15 giorni se il giudizio di secondo grado si è svolto con rito camerale non partecipato, poiché non equiparabile a un giudizio in assenza. Le ricorrenti, condannate per tentato furto, avendo depositato il ricorso oltre la scadenza dei 45 giorni, sono state condannate al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per guida senza patente. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, depositata oltre il termine di legge. La Suprema Corte ha chiarito che l'estensione di 15 giorni, prevista per l'imputato giudicato in assenza, non si applica ai procedimenti in camera di consiglio non partecipati, rendendo il ricorso tardivo e, di conseguenza, inammissibile.
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Termine impugnazione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per stupefacenti, resistenza e lesioni. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine impugnazione di 30 giorni, chiarendo che l'estensione prevista per gli imputati assenti non si applica ai procedimenti d'appello camerali non partecipati.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello penale poiché si tratta di un ricorso tardivo. L'ordinanza chiarisce che nel caso di procedimento camerale non partecipato, non si applicano i termini più ampi previsti per l'imputato assente. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 4.000 euro.
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Termine impugnazione: ricorso tardivo e inammissibile
Due individui, inizialmente assolti per l'indebita percezione di sussidi di disoccupazione, sono stati condannati in appello. Hanno presentato ricorso in Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che il termine impugnazione era scaduto, essendo il ricorso stato depositato con dieci giorni di ritardo. L'estensione del termine prevista per gli imputati giudicati in assenza non è stata concessa poiché il processo d'appello si era svolto con rito scritto non partecipato.
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Termine impugnazione: no proroga se non si è assenti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato oltre i termini. Si chiarisce che la proroga di 15 giorni sul termine impugnazione, prevista per l'imputato giudicato in assenza, non si applica se il processo d'appello si è svolto con rito camerale non partecipato e l'imputato non ha richiesto di presenziare. La Corte sottolinea la differenza tra 'giudizio in assenza' e un procedimento strutturato senza la partecipazione fisica delle parti. In via subordinata, il ricorso è stato giudicato anche manifestamente infondato nel merito.
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Termine impugnazione penale: ricorso tardivo è K.O.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché depositato oltre il termine di 45 giorni. La decisione sottolinea la rigidità del termine impugnazione penale, specificando che la proroga di 15 giorni per l'imputato assente non si applica ai procedimenti camerali non partecipati, dove l'appellante non è tecnicamente considerato 'assente'.
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Termine impugnazione: quando l’appello è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per violenza privata, poiché presentato oltre il termine di impugnazione di 45 giorni. La decisione chiarisce che la proroga di 15 giorni, prevista per i giudicati in assenza, non si applica ai procedimenti camerali non partecipati, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Termine impugnazione penale: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per bancarotta fraudolenta perché presentato fuori tempo massimo. Il caso chiarisce che il termine impugnazione penale non beneficia dell'estensione di 15 giorni prevista per l'imputato assente quando il giudizio d'appello si è svolto con rito camerale non partecipato, poiché in tale contesto non si configura un giudizio in assenza.
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Ricorso tardivo: no proroga nel rito camerale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché tardivo. La sentenza chiarisce che il termine per l'impugnazione di una sentenza emessa in un procedimento camerale non partecipato è di quindici giorni e non può beneficiare della proroga prevista per l'imputato giudicato in assenza. Questo perché, in tale rito, non è prevista una udienza a cui l'imputato abbia diritto di partecipare, rendendo inapplicabile l'estensione dei termini.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché presentato oltre i termini di legge. La decisione chiarisce che l'estensione di 15 giorni per l'impugnazione, prevista per i giudizi in assenza, non si applica ai procedimenti camerali non partecipati. A causa del ricorso tardivo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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