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Principio Di Non Refoulement

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio fondamentale del diritto internazionale che vieta di respingere o espellere una persona verso uno Stato in cui la sua vita, la sua libertà o la sua incolumità fisica sarebbero minacciate.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Decreto di espulsione dello straniero: legittimità ed esecuzione
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto di espulsione dello straniero emesso dalla Prefettura, poiché privo di permesso di soggiorno valido e passaporto. Il Giudice di Pace ha rigettato l'opposizione, rilevando l'assenza di requisiti per la partenza volontaria e il rifiuto del soggetto di rientrare nel Paese d'origine. Lo straniero ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la violazione del principio di non-refoulement e la mancata concessione del termine per l'allontanamento volontario. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la mancata concessione del termine per la partenza volontaria non incide sulla legittimità del decreto di espulsione dello straniero, ma riguarda solo la sua fase esecutiva, esulando dal controllo del giudice sulla validità del provvedimento stesso.
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Protezione internazionale: tra timori smentiti e ricorso respinto
Un cittadino nigeriano ha impugnato il diniego della protezione internazionale, lamentando il mancato riconoscimento dello status di rifugiato e delle tutele sussidiarie o umanitarie. L'uomo sosteneva di essere fuggito dal proprio Paese d'origine dopo scontri politici e minacce familiari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato la genericità dei motivi di ricorso, che non contestavano in modo specifico le valutazioni del Tribunale sulla non credibilità della vicenda personale. Inoltre, le indagini d'ufficio sulle fonti internazionali hanno escluso una situazione di violenza indiscriminata nella regione di provenienza. Di conseguenza, il richiedente perde definitivamente la causa e non ottiene il soggiorno in Italia.
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Trattenimento amministrativo dello straniero: stop se in pericolo
Un cittadino straniero, dopo aver scontato una condanna detentiva, viene sottoposto a trattenimento amministrativo dello straniero in un centro di permanenza per il rimpatrio. Il Giudice di Pace convalida la misura senza valutare il rischio concreto di trattamenti disumani in caso di rientro nel Paese d'origine, ritenendo definitivo il rigetto amministrativo della protezione internazionale. La Corte di Cassazione annulla la decisione, stabilendo che il giudice della convalida ha l'obbligo di verificare autonomamente le cause di inespellibilità, come il rischio di tortura o pena di morte, indipendentemente dall'esito della domanda di asilo. Il rigetto formale non esclude il dovere di accertare se il rimpatrio sia realmente praticabile.
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Espulsione e segnalazione Schengen: vita privata vince l’automatismo
Un cittadino straniero ha ricevuto un decreto di espulsione dopo il rigetto della sua domanda di regolarizzazione lavorativa. Il rigetto era motivato da una segnalazione nel Sistema d'Informazione Schengen (SIS) da parte dell'Austria. La Corte di Cassazione ha annullato l'espulsione, stabilendo un principio fondamentale: l'espulsione e segnalazione Schengen non sono un automatismo. Il giudice deve sempre valutare concretamente se la persona costituisce una minaccia reale e attuale per la sicurezza. Inoltre, deve bilanciare questa esigenza con il diritto dello straniero al rispetto della sua vita privata e familiare, considerando il suo livello di integrazione in Italia. La Corte ha dato priorità alla valutazione individuale rispetto all'applicazione automatica della segnalazione.
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Protezione Internazionale: la Sospensione Decreto di Espulsione
La Corte di Cassazione affronta il caso di una cittadina straniera che, dopo aver ricevuto un decreto di espulsione, presenta domanda di protezione internazionale. Sebbene la domanda venga respinta, la donna impugna la decisione ottenendo la sospensione del rigetto. Il Giudice di Pace, però, conferma l'espulsione. La Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la pendenza del giudizio sulla protezione internazionale, con efficacia sospensiva, impone la necessaria sospensione del decreto di espulsione. Il giudice dell'espulsione non può decidere autonomamente, ma deve attendere l'esito definitivo del procedimento sulla protezione. La sentenza del Giudice di Pace viene quindi annullata.
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Ricorso Generico: Straniero Perde la Causa per Appello Vago
Un cittadino straniero si è visto negare la protezione internazionale. Ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Corte lo ha dichiarato inammissibile. Il motivo è che si trattava di un ricorso generico, basato su affermazioni astratte riguardo ai pericoli nel suo Paese d'origine, senza contestare in modo specifico le motivazioni della decisione precedente. La sentenza sottolinea che un appello, per essere valido, deve attaccare puntualmente la logica del giudice e non limitarsi a lamentele vaghe. La decisione del Tribunale è quindi diventata definitiva.
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Rinuncia al ricorso: quando non serve l’accettazione
Un cittadino straniero presenta un ricorso cautelare d'urgenza contro l'Amministrazione per ottenere la formalizzazione della sua domanda di protezione internazionale. Prima della costituzione della controparte, il ricorrente presenta una rinuncia al ricorso. Il Tribunale dichiara estinto il procedimento, chiarendo che, non essendo la controparte ancora parte processuale, la sua accettazione della rinuncia non è necessaria.
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Carenze sistemiche e asilo: la Cassazione decide
Un cittadino straniero ha impugnato il suo trasferimento in Slovenia, previsto dal Regolamento Dublino, denunciando carenze sistemiche nel sistema di accoglienza di quel paese. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9535/2024, ha stabilito che il giudice di merito non può limitarsi a definire un paese 'sicuro' ma ha l'obbligo di esaminare concretamente le prove fornite dal ricorrente riguardo tali deficienze. La Corte ha quindi cassato la decisione precedente, che aveva ignorato la documentazione presentata, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Estradizione e protezione internazionale: i limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di estradizione e quella per la richiesta di protezione internazionale sono distinte e autonome. Di conseguenza, la pendenza di una domanda di asilo non impedisce la consegna di un individuo a uno Stato estero, a condizione che il giudice abbia verificato l'assenza di rischi per i suoi diritti fondamentali. Nel caso specifico, un uomo condannato per omicidio e rapina in Moldavia ha visto respinto il suo ricorso contro l'estradizione, nonostante le sue lamentele sulle condizioni carcerarie e la sua richiesta di asilo in Italia. La Corte ha ritenuto affidabili le garanzie fornite dalle autorità moldave sulle condizioni di detenzione.
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