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Prezzi Di Trasferimento

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Meccanismo utilizzato per valutare la correttezza dei prezzi applicati nelle transazioni commerciali tra società appartenenti allo stesso gruppo ma situate in Stati diversi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prezzi di trasferimento: la società vince contro il fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso avvisi di accertamento contro la Società Contribuente, contestando i tassi di interesse attivi di un contratto di "zero balance cash pooling" (riqualificato come finanziamento) e riducendo la deducibilità delle royalty pagate alla controllante estera per l'uso di marchi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Società Contribuente. I giudici hanno stabilito che lo "zero balance cash pooling" non può essere assimilato a un mutuo, data l'assenza di un obbligo di restituzione e l'azzeramento giornaliero dei conti. Inoltre, in tema di prezzi di trasferimento, la sentenza d'appello è stata cassata perché il giudice di merito ha omesso di esaminare gli studi economici presentati dalla contribuente per dimostrare la congruità delle royalty tramite il metodo del confronto di prezzo. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Prezzi di trasferimento: perdite aziendali contro prove del fisco
L'Azienda Contribuente, attiva nella vendita di calzature, ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria contestava l'incongruità dei prezzi di acquisto di merci dalla casa madre svizzera. Il fisco ipotizzava una manipolazione dei prezzi di trasferimento per via delle perdite registrate dall'azienda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda Contribuente, stabilendo che spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare che i prezzi di trasferimento concordati tra società collegate differiscono dal valore normale di mercato. Il fisco non può limitarsi a contestare la generica antieconomicità della gestione o le perdite di bilancio, ma deve applicare i metodi di calcolo previsti dalle Linee Guida OCSE. La decisione impugnata è stata cassata con rinvio.
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Prezzi di trasferimento: la minoranza azionaria non evita il fisco
L'Azienda Italiana, operante nel settore farmaceutico, ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria ha recuperato a tassazione i costi ritenuti eccessivi per prestazioni di servizio fornite da una consociata con sede a San Marino. L'ufficio ha applicato la disciplina sui prezzi di trasferimento, ritenendo i costi superiori al valore normale di mercato. L'Azienda Italiana ha contestato l'applicazione della norma, sostenendo l'assenza di un controllo societario in senso stretto, data la sua partecipazione di minoranza (24%). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per l'applicazione dei prezzi di trasferimento è sufficiente un'influenza economica tra le società, senza necessità di un controllo azionario o contrattuale formale. Di conseguenza, l'Azienda Italiana perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Definizione agevolata delle sanzioni: no a sconti senza pagare
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società i prezzi di trasferimento applicati con una consociata estera. A seguito di una procedura amichevole internazionale, l'imponibile è stato ridotto e accettato dall'azienda. Quest'ultima ha richiesto la definizione agevolata delle sanzioni senza però provvedere al pagamento dell'imposta ridotta concordata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che la definizione agevolata delle sanzioni richiede l'effettivo pagamento del tributo principale. Inoltre, la Corte ha escluso la sussistenza di un'incertezza normativa oggettiva, poiché la sanzione derivava dalla mancata consegna dei documenti richiesti e non da dubbi interpretativi sulla legge. L'azienda perde definitivamente la causa e viene condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Prezzi di trasferimento: lite sospesa, l’Azienda sceglie il condono
Una società riceve un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate che contesta la deducibilità di alcuni costi e la correttezza dei prezzi di trasferimento applicati con altre aziende del gruppo. La controversia arriva fino in Corte di Cassazione. Tuttavia, la vicenda subisce una svolta: la società aderisce a un condono fiscale previsto da una nuova legge. Di conseguenza, la Corte non decide nel merito della questione sui prezzi di trasferimento, ma sospende il processo in attesa che si definisca la procedura di sanatoria. La lite giudiziaria viene quindi messa in pausa, con un esito che dipenderà dall'accordo con il Fisco e non dalla sentenza.
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Prezzi di trasferimento: l’azienda vince per un errore del Fisco
L'Agenzia delle Entrate contesta a un'azienda italiana gli interessi passivi dedotti su un finanziamento dalla sua capogruppo tedesca, applicando la disciplina sui prezzi di trasferimento. La Cassazione dà ragione all'azienda, ma per un motivo puramente procedurale. Il Fisco, nel suo appello, non aveva contestato una delle due autonome ragioni della decisione di primo grado (la mancata prova del trasferimento di reddito in Germania). Questa omissione ha reso definitiva quella parte della sentenza (giudicato interno), annullando di conseguenza l'intero avviso di accertamento. Vince l'azienda non nel merito, ma per un errore strategico dell'Agenzia.
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