L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società italiana la deduzione dei costi legati a un contratto di prestito di azioni stipulato con una società estera. L'operazione permetteva di incassare dividendi quasi esentasse e dedurre interamente le commissioni pagate. La Corte di Cassazione ha chiarito che il prestito di azioni, ai fini fiscali, equivale all'usufrutto di azioni. Di conseguenza, in base all'articolo 109 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, i costi di commissione sostenuti per l'operazione sono totalmente indeducibili. La Suprema Corte ha confermato la legittimità del recupero fiscale per evasione d'imposta, ma ha accolto la richiesta della società di ricalcolare le sanzioni applicando la legge successiva più favorevole. Il fisco vince sul recupero delle tasse, ma le sanzioni dovranno essere ridotte dal giudice di rinvio.
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