La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46012/2023, ha confermato la condanna per peculato a carico del legale rappresentante di una società che gestiva apparecchi da gioco. Il caso riguardava l'omesso versamento delle somme dovute a titolo di Prelievo Erariale Unico (PREU) e altri canoni. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'intero incasso delle slot machine è considerato denaro pubblico sin dal momento della sua riscossione. Pertanto, il mancato versamento da parte dell'esercente integra il reato di peculato gestore slot, in quanto quest'ultimo agisce come incaricato di pubblico servizio e agente contabile. L'appello dell'imputato, basato sulla presunta natura privatistica delle somme e sulla pendenza di un giudizio amministrativo, è stato rigettato.
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