La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento per il recupero del PREU nei confronti di una società che gestiva apparecchi da gioco illegali. Nonostante la società fosse stata cancellata dal registro delle imprese, la notifica è stata ritenuta valida poiché avvenuta entro i cinque anni dall'estinzione, come previsto dalla normativa fiscale. Il cuore della decisione riguarda il valore probatorio del PVC redatto dai funzionari dell'Agenzia delle Dogane: i fatti attestati dai pubblici ufficiali godono di fede privilegiata. Gli apparecchi rinvenuti, sebbene presentati come semplici PC di un internet point, sono stati classificati come idonei al gioco d'azzardo online non autorizzato, rendendo dovuto il versamento del PREU.
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