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Pregiudicati

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine colloquiale per indicare persone che hanno subito condanne penali e sono quindi registrate nel casellario giudiziale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Violazione Sorveglianza Speciale: Frequentare Pregiudicati costa caro
Un individuo, già sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, è stato condannato per aver violato tale misura frequentando ripetutamente "pregiudicati" (persone con precedenti penali). La Corte d'Appello aveva ribaltato un'assoluzione di primo grado, ritenendo che la violazione della sorveglianza speciale non richieda la frequentazione degli stessi soggetti, ma una pluralità di individui con precedenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'individuo inammissibile, confermando la condanna e l'interpretazione che il pericolo risiede nel mantenere legami con circuiti criminali.
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Violazione Misura di Prevenzione: Cassazione conferma condanna per contatti con pregiudicati
Un individuo ha ricevuto una condanna per la violazione misura di prevenzione, avendo mantenuto contatti frequenti con persone con precedenti penali. La Corte d'Appello ha confermato questa condanna. L'individuo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la frequentazione non fosse abituale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse correttamente valutato la pluralità dei contatti, il profilo criminale delle persone coinvolte e il breve periodo in cui questi incontri si erano verificati, configurando così una chiara violazione misura di prevenzione. L'individuo ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Reato continuato: quando la frequentazione di pregiudicati unifica le condotte
Il Condannato, già sanzionato due volte per violazione di una misura di prevenzione (Art. 75 D.Lgs. 159/2011) per aver frequentato abitualmente pregiudicati, ha chiesto il riconoscimento del `reato continuato`. Il Tribunale aveva negato tale unificazione, sostenendo l'assenza di un unico piano criminoso. La Cassazione ha annullato questa decisione. Ha chiarito che per i reati abituali, la "programmazione" non va intesa in modo troppo rigido. La Corte ha ritenuto irrilevante che i pregiudicati fossero diversi, evidenziando come la natura del reato abituale e la contiguità temporale potessero supportare l'esistenza di un unico disegno. Il caso torna al Tribunale per una nuova valutazione.
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Revoca della detenzione domiciliare per un solo invito vietato
Il Tribunale di Sorveglianza ha disposto la revoca della detenzione domiciliare nei confronti di un condannato. La decisione è scaturita dalla violazione del divieto di ricevere presso la propria abitazione soggetti pregiudicati. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che un singolo episodio non potesse configurare una vera e propria frequentazione continuativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, anche in assenza di una frequentazione abituale, l'invito deliberato di persone con precedenti penali presso il proprio domicilio costituisce una grave violazione delle prescrizioni. Tale condotta frustra le finalità rieducative della misura e legittima pienamente la revoca della detenzione domiciliare, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Sorveglianza speciale e divieto di frequentazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno di reclusione per un imputato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. L'accusa riguardava la violazione dell'obbligo di non associarsi abitualmente a persone pregiudicate. La Suprema Corte ha ribadito che l'abitualità della condotta si configura in presenza di contatti plurimi e stabili. Nel caso specifico, sono stati documentati almeno sei incontri programmati nell'arco di nove mesi, integrando pienamente la fattispecie di reato prevista dal Codice Antimafia.
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Sorveglianza speciale: divieto di frequentazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto in regime di sorveglianza speciale che ha violato il divieto di associarsi a persone con precedenti penali. Attraverso cinque controlli in otto mesi, è stata dimostrata la natura abituale e non occasionale delle frequentazioni, integrando così la fattispecie di reato prevista dal Codice Antimafia.
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Frequentazioni con pregiudicati: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per violazione delle misure di prevenzione. La Corte ha stabilito che le ripetute frequentazioni con pregiudicati, caratterizzate da incontri programmati e concentrati nel tempo, integrano il reato perché dimostrano l'abitualità richiesta dalla legge, distinguendosi da contatti meramente occasionali. È stata inoltre confermata la negazione delle attenuanti generiche a causa dei numerosi precedenti penali del ricorrente.
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Frequentazione pregiudicati: quando scatta il reato
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione di una misura di prevenzione. L'analisi si concentra sulla frequentazione di pregiudicati, stabilendo che è sufficiente il contatto con persone condannate, anche se non sottoposte a misure di prevenzione. La conoscenza dei precedenti penali può essere desunta dal contesto sociale.
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Associazione con pregiudicati: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per associazione con pregiudicati. La difesa sosteneva che gli incontri fossero inevitabili a causa delle ridotte dimensioni del comune di residenza, ma i giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo che il ricorso non contestasse vizi logici o giuridici della sentenza, ma richiedesse un inammissibile riesame dei fatti.
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Violazione sorveglianza speciale: contatti abituali
Un individuo sotto misura di prevenzione è stato condannato per aver violato le prescrizioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, specificando che la violazione della sorveglianza speciale si configura anche quando i contatti abituali con pregiudicati avvengono per motivi lavorativi o familiari. La Corte ha ribadito che la reiterazione dei contatti è sufficiente per integrare il reato, essendo irrilevante la scusa dell'errore sulla necessità di un'autorizzazione.
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