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Possesso Di Stupefacenti

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Possesso di stupefacenti: uso personale o spaccio?
Il caso riguarda Il Ricorrente, condannato per spaccio dopo il ritrovamento di oltre sette grammi di hashish (pari a 97 dosi medie), nascosti in un cassetto insieme a bustine di cellophane, un taglierino e un bilancino di precisione. Il Ricorrente ha proposto ricorso sostenendo che la droga fosse destinata all'uso personale e contestando la mancanza di prove certe. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il possesso di stupefacenti in misura superiore ai limiti di legge non basta da solo a dimostrare lo spaccio, ma la presenza di strumenti per il confezionamento e la suddivisione in dosi confermano la destinazione alla vendita. Il Ricorrente perde la causa e deve pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Possesso di stupefacenti: la fuga non cancella gli indizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di possesso di stupefacenti di lieve entità. L'imputato era stato sorpreso dalle forze dell'ordine in un luogo isolato mentre prelevava della droga nascosta sotto una pietra di un muretto, tentando poi la fuga. La difesa contestava la riconducibilità della sostanza al ricorrente, lamentando una decisione basata su un unico indizio. I giudici di legittimità hanno invece confermato la correttezza del ragionamento dei giudici di merito, fondato su plurimi indizi gravi, precisi e concordanti. È stata inoltre ritenuta legittima l'applicazione della recidiva facoltativa, giustificata dalla pericolosità sociale del soggetto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Possesso di stupefacenti: i criteri di prova
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del possesso di stupefacenti, stabilendo che il superamento dei limiti tabellari non costituisce prova automatica di spaccio. Per una condanna, sono necessari ulteriori indizi concreti che dimostrino la destinazione della sostanza alla vendita, come il confezionamento o il possesso di strumenti per la pesatura.
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Possesso di stupefacenti: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per possesso di stupefacenti ai fini di spaccio nei confronti di un uomo trovato con hashish e marijuana. Decisivi per la condanna sono stati non solo la quantità della sostanza, ma anche il ritrovamento a casa di strumenti come un bilancino di precisione e un grinder. La Corte ha ritenuto irrilevante la giustificazione dell'uso terapeutico e ha confermato il giudizio di equivalenza tra le attenuanti generiche e la recidiva.
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Possesso di stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per possesso di stupefacenti. I motivi sono stati ritenuti generici e la suddivisione della sostanza in 10 dosi è stata considerata un elemento decisivo per escludere l'uso personale, confermando la condanna a un anno di reclusione e 1.400 euro di multa.
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Possesso di stupefacenti: quando è reato di spaccio?
La Cassazione conferma la condanna per spaccio, respingendo la tesi dell'uso personale. Decisivi per la qualificazione del reato di possesso di stupefacenti la grande quantità di droga (oltre 1500 dosi), la presenza di bilancini e i precedenti penali specifici dell'imputato.
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Possesso di stupefacenti: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per possesso di stupefacenti. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, evidenziando come la detenzione di un quantitativo idoneo a confezionare 405 dosi, unitamente a strumenti come un bilancino di precisione e un coltello, costituisca prova sufficiente dell'intento di spaccio, in assenza di prove contrarie sull'uso personale e sui mezzi economici per l'acquisto.
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