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Plusvalenza

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625 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Plusvalenza: guida allo scorporo del terreno aziendale
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di un accertamento fiscale basato su una errata applicazione della plusvalenza. La controversia riguardava la cessione di un fabbricato aziendale nel 2005. L'Agenzia delle Entrate pretendeva di applicare retroattivamente le norme sullo scorporo del terreno introdotte nel 2006. I giudici hanno stabilito che, per l'anno 2005, il valore del terreno non contabilizzato come bene strumentale deve essere escluso dal calcolo della plusvalenza d'impresa.
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Plusvalenza terreni: ammesso il rimborso per errori
Un contribuente ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria su un'istanza di rimborso IRPEF relativa a una plusvalenza terreni. Il cittadino aveva versato un'imposta superiore al dovuto a causa di un errore nel calcolo della rivalutazione del terreno ceduto. L'Agenzia delle Entrate sosteneva l'irrevocabilità dell'opzione fiscale esercitata. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni di merito, stabilendo che, sebbene la scelta di rivalutare sia irrevocabile, l'errore materiale nel calcolo del quantum dovuto può essere legittimamente corretto tramite istanza di rimborso.
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Plusvalenza tassabile: limiti all’accertamento induttivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di un'azienda non può essere determinata dall'Agenzia delle Entrate basandosi esclusivamente sul valore accertato ai fini dell'imposta di registro. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire prove ulteriori, gravi e concordanti per giustificare un maggior valore. Inoltre, la plusvalenza deve essere imputata al contribuente in proporzione alla sua effettiva quota di proprietà del bene, indipendentemente dagli ammortamenti precedentemente effettuati sull'intero valore dell'immobile aziendale.
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Imposta sostitutiva: no al rimborso dopo l’opzione
Una contribuente ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria in merito a un'istanza di rimborso per un'imposta sostitutiva versata per la rivalutazione di un immobile. La contribuente sosteneva che il versamento fosse frutto di un'erronea interpretazione normativa. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opzione per la rideterminazione del valore dei beni costituisce una manifestazione di volontà negoziale e non una semplice dichiarazione di scienza. Di conseguenza, una volta effettuato il versamento dell'imposta sostitutiva, l'obbligazione tributaria si consolida e non è più revocabile né rimborsabile, anche a fronte di successivi mutamenti giurisprudenziali.
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Plusvalenza cessione immobili: guida alla tassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la plusvalenza cessione immobili non può essere tassata come vendita di terreno edificabile se sul suolo è presente un fabbricato al momento dell'atto. Nel caso di specie, un contribuente aveva venduto una cascina rurale destinata alla demolizione per la creazione di nuove volumetrie. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato l'atto come cessione di area edificabile, ma la Suprema Corte ha annullato l'accertamento. Il principio cardine è che la presenza di un edificio, anche se fatiscente o destinato all'abbattimento, esclude la natura di terreno nudo ai fini fiscali.
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Rivalutazione quote: l’obbligo non è trasferibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare l'imposta sostitutiva derivante dalla rivalutazione di quote societarie non si trasferisce ai donatari in caso di successiva donazione dei titoli. Una contribuente, dopo aver avviato la procedura di rivalutazione e pagato le prime rate, aveva donato parte delle azioni ritenendo che il debito d'imposta residuo passasse ai nuovi proprietari. La Suprema Corte ha invece chiarito che il perfezionamento dell'opzione avviene con il pagamento della prima rata, rendendo l'obbligazione personale e non traslabile. Inoltre, il diritto al rimborso per precedenti versamenti è negato se la nuova rivalutazione è effettuata da un soggetto diverso dal donante originario.
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Rivalutazione partecipazioni: no al rimborso per eredi
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli eredi non hanno diritto al rimborso dell'imposta sostitutiva versata dal defunto per la rivalutazione partecipazioni. Nel caso in esame, i successori avevano effettuato una nuova rivalutazione sulle medesime quote societarie, pretendendo la restituzione di quanto pagato dalla dante causa. La Suprema Corte ha chiarito che l'opzione fiscale è un atto di volontà personale e irretrattabile. Il diritto al rimborso sorge esclusivamente se lo stesso contribuente effettua una seconda rivalutazione rimanendo in possesso del bene. Per gli eredi, la nuova procedura costituisce un presupposto impositivo autonomo e distinto, privo di collegamenti rimborsabili con i versamenti del defunto.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una controversia tributaria originata da un accertamento su una plusvalenza immobiliare è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Il contribuente, dopo aver ottenuto ragione in secondo grado, ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo depositato la domanda e la prova del pagamento della prima rata, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che il perfezionamento della sanatoria fiscale prevale sulla prosecuzione della lite.
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Rottamazione bis: effetti sul ricorso in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a plusvalenze derivanti dalla vendita di un terreno edificabile. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha depositato una dichiarazione di desistenza avendo aderito alla Rottamazione bis e completato i pagamenti previsti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese legali per non penalizzare l'adesione alla misura agevolativa.
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Lottizzazione terreni: quando scatta la tassazione?
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento Irpef relativo alla vendita di un terreno. Il nodo del contendere riguardava se il terreno dovesse considerarsi lottizzato o semplicemente edificabile al momento della cessione. La Corte di Cassazione ha confermato che la lottizzazione si perfeziona con l'approvazione amministrativa del piano, indipendentemente dalla firma della convenzione urbanistica. Poiché l'iter amministrativo era concluso prima della vendita, il calcolo della plusvalenza deve seguire le regole agevolate per i terreni lottizzati, basandosi sul valore normale del bene al quinto anno precedente, annullando di fatto la pretesa fiscale dell'Ufficio.
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Plusvalenza terreni: vendita sotto valore perizia
Una contribuente ha venduto un terreno edificabile indicando un prezzo inferiore rispetto al valore precedentemente rideterminato tramite perizia giurata. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che lo scostamento comportasse la decadenza dai benefici della rivalutazione e il ricalcolo della **plusvalenza** basato sul valore storico del bene. La Corte di Cassazione, confermando la decisione di merito, ha stabilito che la vendita a un prezzo inferiore a quello periziato non determina la perdita dell'agevolazione fiscale, purché siano stati rispettati gli oneri di perizia e versamento dell'imposta sostitutiva.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a due contribuenti relativa a presunte plusvalenze non dichiarate su terreni edificabili. Durante il giudizio di legittimità, i contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Avendo depositato le prove del versamento e della domanda nei termini previsti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia della definizione agevolata nel chiudere le liti pendenti.
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Plusvalenza terreni: quando scatta la tassazione?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due contribuenti in merito alla tassazione di una plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile. I ricorrenti sostenevano che le somme percepite nel 2005 a titolo di acconto dovessero essere tassate in quell'anno secondo il principio di cassa. Tuttavia, la Corte ha stabilito che la plusvalenza si cristallizza solo con la stipula del contratto definitivo (avvenuta nel 2006), poiché l'effetto traslativo della proprietà è il presupposto necessario per rendere l'operazione fiscalmente rilevante.
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Plusvalenza: vendita fabbricato fatiscente non tassata
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate riguardante la tassazione di una plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno con sovrastante fabbricato fatiscente. L'amministrazione sosteneva che l'operazione dovesse essere riqualificata come cessione di terreno edificabile, data la destinazione alla demolizione dell'immobile. Tuttavia, i giudici hanno confermato che la presenza di un edificio, seppur degradato, impedisce la tassazione come area edificabile, poiché il regime fiscale deve basarsi sullo stato oggettivo del bene al momento dell'atto e non sulle intenzioni future delle parti.
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Vincolo pertinenziale e tassazione plusvalenze
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso per la mancata dichiarazione di una plusvalenza immobiliare. La contribuente sosteneva che il locale venduto fosse una pertinenza dell'abitazione principale, ma non ha fornito prova del vincolo pertinenziale. I giudici hanno rilevato che l'immobile era situato a oltre 600 metri dall'abitazione e veniva utilizzato da una società terza, escludendo così il nesso funzionale e l'utilità oggettiva necessari per l'esenzione fiscale.
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Plusvalenza cessione azienda: limiti accertamento
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'accertamento con adesione sottoscritto dall'acquirente di un'azienda non può essere utilizzato come prova automatica per tassare la plusvalenza del venditore. Il fisco aveva cercato di recuperare l'IRES basandosi sul maggior valore concordato dall'acquirente ai fini dell'imposta di registro. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che tale accordo è inopponibile al venditore che non vi ha partecipato. Inoltre, per le imposte sui redditi, la plusvalenza deve basarsi sul corrispettivo effettivo e non sul valore di mercato accertato per altri tributi.
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Plusvalenza: vendita villetta da demolire non tassabile
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente l'omessa dichiarazione di una plusvalenza derivante dalla vendita di una villetta con terreno. Secondo il fisco, l'operazione doveva essere tassata come cessione di terreno edificabile poiché l'acquirente intendeva demolire l'immobile per ricostruire. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la presenza di un fabbricato esistente al momento del rogito impedisce la riqualificazione dell'atto in vendita di area edificabile, rendendo illegittima la pretesa fiscale sulla plusvalenza.
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Esterovestizione: quando il sequestro è illegittimo
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del sequestro preventivo in un caso di presunta esterovestizione societaria. Il Tribunale del riesame aveva escluso il fumus del reato di omessa dichiarazione poiché il metodo del transfer pricing era stato usato impropriamente per ricostruire il reddito complessivo. Inoltre, una rilevante plusvalenza derivante dalla vendita di un club sportivo era stata erroneamente imputata all'anno d'imposta 2018 anziché al 2017. La Suprema Corte ha validato la motivazione del giudice di merito, che ha riconosciuto la legittimità del bilancio abbreviato della società estera e l'esistenza di perdite d'esercizio che azzeravano l'imposta dovuta.
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Plusvalenza IRAP: limiti del giudice di rinvio
Una società di capitali ha impugnato il diniego di rimborso dell'imposta versata su una plusvalenza IRAP derivante dalla cessione di rami d'azienda avvenuta nell'anno 2000. Dopo un primo annullamento con rinvio da parte della Suprema Corte, il giudice di merito ha nuovamente rigettato la domanda di rimborso. Tuttavia, la decisione è stata fondata sull'applicazione del regime della Participation Exemption (PEX), una normativa introdotta solo nel 2003 e riguardante le partecipazioni societarie, non i rami d'azienda. La Cassazione ha accolto il ricorso della società, evidenziando come il giudice di rinvio abbia violato i limiti del proprio potere applicando norme non pertinenti e cronologicamente inapplicabili al caso di specie.
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Plusvalenza tassabile: regole su accertamento e valore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento relativo alla plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di un immobile. Il nucleo della controversia riguarda l'utilizzo del valore definito ai fini dell'imposta di registro come base imponibile per le imposte dirette. La Corte ha stabilito che tale valore costituisce una presunzione valida, ponendo a carico del contribuente l'onere di fornire prove contrarie. Inoltre, è stata ribadita la validità della motivazione per relationem e l'assenza di un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per i tributi interni in assenza di verifiche presso la sede del contribuente.
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