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Plusvalenza

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625 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Tassazione plusvalenza e ritardo P.A.: le novità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19093/2025, stabilisce un principio fondamentale sulla tassazione plusvalenza derivante da occupazione usurpativa. Sebbene tali somme siano generalmente tassabili, l'imposta non è dovuta qualora il pagamento da parte della Pubblica Amministrazione avvenga con un ritardo ingiustificato, tale da far ricadere l'operazione sotto un regime fiscale successivo e più oneroso per il cittadino. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare la sussistenza di tale ritardo.
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Plusvalenza terreno: perizia tardiva non è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo della plusvalenza sulla vendita di un terreno, non è possibile utilizzare una perizia di stima redatta e giurata dopo la cessione del bene. In assenza di una formale procedura di rivalutazione completata prima della vendita, con il relativo versamento dell'imposta sostitutiva, il valore di acquisto da considerare rimane quello storico. Il ricorso della contribuente, che lamentava la mancata comunicazione di tale facoltà da parte dell'Agenzia delle Entrate, è stato respinto in quanto la possibilità di rivalutare il bene era già preclusa al momento dell'accertamento fiscale.
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Valore avviamento: limiti all’accertamento fiscale
Una società si è vista contestare dall'Agenzia delle Entrate il valore di avviamento dichiarato nell'acquisto di un ramo d'azienda, con conseguente riduzione della quota di ammortamento deducibile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19115/2025, ha accolto il ricorso della società. Ha stabilito che l'Amministrazione finanziaria non può ridurre il valore dell'avviamento basandosi su criteri presuntivi previsti per l'accertamento con adesione, ma deve fornire prove specifiche, gravi, precise e concordanti per dimostrare che il valore dichiarato sia eccessivo.
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Motivazione insufficiente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione insufficiente. Il caso riguardava un avviso di accertamento per maggiori imposte (IRES, IRAP, IVA) basato su tre rilievi: plusvalenze non dichiarate su beni aziendali, esistenza di attività non dichiarate (rimanenze di materie prime) e omessa contabilizzazione di ricavi. La Suprema Corte ha ritenuto che il giudice di secondo grado non avesse adeguatamente spiegato le ragioni della sua decisione, limitandosi a sposare le tesi dell'Agenzia delle Entrate senza analizzare le specifiche contestazioni e la documentazione prodotta dalla società contribuente. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Inadempimento mandato: quando è infondato?
La sentenza analizza un caso di presunto inadempimento mandato per la vendita di un immobile. L'attore (mandante) ha citato in giudizio il convenuto (mandatario) chiedendo un risarcimento pari all'importo della plusvalenza fiscale scaturita dalla vendita. Il Tribunale ha rigettato la domanda, stabilendo che il mandatario non ha commesso alcun inadempimento, in quanto il mandante era pienamente a conoscenza delle operazioni e la plusvalenza fiscale costituisce un obbligo personale del venditore, non un danno risarcibile. Inoltre, il Tribunale ha condannato l'attore per lite temeraria, avendo agito in giudizio con mala fede.
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