LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Permessi Retribuiti

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Ore di assenza dal lavoro per cui il dipendente continua a ricevere lo stipendio, concesse per motivi specifici previsti dalla legge o dai contratti, come in questo caso per la formazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Permessi Legge 104 part-time: nessun taglio per l’orario ridotto
Una lavoratrice con contratto di part-time orizzontale ha contestato la decisione del datore di lavoro di ridurre proporzionalmente le ore dei suoi permessi Legge 104 part-time per l'assistenza a un familiare disabile. L'azienda aveva concesso solo nove ore e mezza mensili anziché i tre giorni interi previsti dalla legge. La Corte d'Appello ha accolto la domanda della dipendente, riconoscendo il suo diritto a fruire dei permessi per intero. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, rigettando il ricorso della società e stabilendo che nel part-time orizzontale non si applica il riproporzionamento dei permessi poiché l'attività lavorativa è comunque distribuita su tutti i giorni della settimana.
Continua »
Permessi studio: viaggio incluso? L’Ente perde contro le dipendenti
La Cassazione ha confermato il diritto di due lavoratrici a usufruire dei permessi per diritto allo studio includendo il tempo di viaggio necessario per raggiungere la sede del corso. L'Ente datore di lavoro aveva negato i permessi, ritenendo il viaggio incompatibile con l'orario di lavoro. I giudici hanno stabilito che, essendo il corso disponibile unicamente in una città distante, il viaggio non era una scelta di comodo ma una necessità per esercitare il diritto alla formazione. L'appello dell'Ente è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Le lavoratrici hanno quindi vinto la causa.
Continua »
Permessi retribuiti: stop a sanzioni tardive
Una dipendente di un ente pubblico ha impugnato una sanzione disciplinare di un giorno di sospensione, irrogata per non aver documentato adeguatamente una richiesta di permessi retribuiti per gravi motivi personali. Sebbene il tribunale avesse inizialmente annullato la sanzione, la Corte d'Appello l'aveva ripristinata ritenendo grave la condotta. La Corte di Cassazione ha infine accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che il datore di lavoro ha l'onere di verificare la documentazione prima dell'inizio della fruizione del permesso. Se l'amministrazione autorizza l'assenza tramite i propri sistemi telematici senza sollevare obiezioni immediate, non può successivamente sanzionare il dipendente, poiché ciò violerebbe il principio di correttezza e il legittimo affidamento del lavoratore.
Continua »
Permessi retribuiti: truffa e prescrizione del reato
Un lavoratore e consigliere comunale, condannato per truffa aggravata per aver utilizzato permessi retribuiti in modo fraudolento, vede la sua condanna penale annullata dalla Corte di Cassazione per intervenuta prescrizione. Tuttavia, la Corte ha confermato la sua responsabilità civile, obbligandolo a risarcire i danni al datore di lavoro e al Comune, ritenendo provato l'illecito civile sulla base delle prove raccolte, incluse le indagini di un'agenzia investigativa privata.
Continua »
Permessi retribuiti: Cassazione e limiti del ricorso
Un dipendente pubblico, e contemporaneamente consigliere comunale, era stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l'amministrazione per aver usufruito indebitamente di permessi retribuiti. Il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. Le Sezioni Unite hanno ribadito che il loro sindacato sulle decisioni della Corte dei Conti è limitato ai soli motivi di giurisdizione, escludendo la possibilità di riesaminare l'interpretazione delle norme che regolano i permessi retribuiti.
Continua »