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Periculum In Mora

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1707 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro preventivo quote: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo quote di una S.r.l., ritenendo irrilevante che l'attività illecita contestata fosse minoritaria rispetto al fatturato. La misura è legittima per impedire la reiterazione del reato, anche se un altro capo d'imputazione è stato annullato, poiché per il mantenimento del vincolo è sufficiente la sussistenza di un solo presupposto cautelare.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi e analisi
Tre individui hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro un sequestro preventivo di automezzi legato a reati ambientali. La Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. Per due ricorrenti, è subentrata una carenza di interesse (i veicoli sono stati restituiti), ma il loro ricorso è stato giudicato anche originariamente inammissibile per genericità. Per il terzo, l'inammissibilità del ricorso in cassazione è derivata dalla proposizione di motivi non sollevati nel precedente giudizio e comunque infondati. La sentenza chiarisce importanti principi procedurali.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo?
Un soggetto ricorre in Cassazione contro un'ordinanza che ha confermato un sequestro preventivo su beni per circa 734.000 euro, a fronte di un profitto illecito ipotizzato di oltre 1,8 milioni di euro. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il pericolo di dispersione dei beni (periculum in mora) può essere validamente desunto dalla notevole sproporzione tra il valore dei beni sequestrati e il profitto totale del reato, giustificando così il mantenimento del sequestro preventivo.
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Periculum in mora: sequestro valido per condotta
Un imprenditore, legale rappresentante di una società di costruzioni, ricorre in Cassazione contro un sequestro preventivo per presunta frode fiscale e aut riciclaggio. L'appello si basa sull'assenza di periculum in mora, data la solidità finanziaria dell'azienda. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il periculum in mora è stato correttamente valutato sulla base della condotta altamente spregiudicata dell'indagato e della sua comprovata abilità nel movimentare fondi in modo fraudolento. Questi elementi creano un rischio concreto di dispersione dei beni, rendendo irrilevante la situazione finanziaria attuale della società.
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Sequestro preventivo: quando il denaro è a rischio?
Il legale rappresentante di una società ha impugnato un'ordinanza che confermava il sequestro preventivo di oltre 151.000 euro, profitto di presunti reati tributari. L'appellante lamentava l'assenza di un concreto rischio di dispersione del patrimonio (periculum in mora). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che la motivazione del sequestro preventivo fosse adeguata. La decisione si fondava non solo sulla facile trasferibilità del denaro, ma anche sulla condotta passata dell'indagato, coinvolto in illeciti simili, e sulla precaria situazione finanziaria della società, elementi che insieme dimostravano un rischio reale di pregiudicare la futura confisca.
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Periculum in mora: quando è legittimo il sequestro?
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimità di un sequestro preventivo per reati fiscali, chiarendo i requisiti del periculum in mora. Il ricorso di una società, che lamentava una motivazione apparente sul rischio di dispersione del denaro, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che, oltre alla natura volatile del denaro, per giustificare il sequestro sono necessari elementi concreti, come l'inaffidabilità dell'amministratore e le significative fluttuazioni dei conti correnti, che dimostrino un rischio attuale e concreto di depauperamento del patrimonio.
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Sequestro preventivo per frode: quando è legittimo?
Un medico e sua moglie sono stati oggetto di un sequestro preventivo per una presunta frode ai danni del sistema sanitario, avendo omesso di dichiarare l'attività privata del medico pur percependo un'indennità di esclusiva. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro, ritenendo sussistenti sia il 'fumus commissi delicti' (parvenza di reato) sia il 'periculum in mora' (rischio di dispersione dei beni), quest'ultimo provato da movimentazioni finanziarie sospette. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo, confermando la misura cautelare su un'azienda. La decisione si fonda su una valutazione concreta del periculum in mora, ovvero il rischio di dispersione dei beni, desunto dalla natura del patrimonio aziendale, dalla pregressa intestazione fittizia finalizzata a eludere misure ablative e da conversazioni intercettate che rivelavano la preoccupazione per possibili future azioni giudiziarie.
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Impugnazione PM misura cautelare: l’interesse ad agire
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore contro l'annullamento di un sequestro preventivo. La sentenza stabilisce un principio fondamentale per l'impugnazione PM misura cautelare: non è sufficiente contestare la mancanza di prove del reato (fumus commissi delicti), ma è necessario dimostrare anche il concreto e attuale pericolo che i beni vengano dispersi (periculum in mora). L'assenza di argomentazioni su quest'ultimo punto determina la carenza di interesse e, di conseguenza, l'inammissibilità dell'appello.
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Ricorso inammissibile: notifica incompleta non annulla
Un imprenditore contesta un sequestro preventivo per reati fiscali, lamentando una notifica incompleta del provvedimento. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che un vizio di notifica non comporta la nullità dell'atto se il diritto di difesa è stato comunque esercitato. Gli altri motivi sono stati respinti in quanto miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Sequestro immobile: inammissibile ricorso senza titolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro immobile di un alloggio pubblico. L'appellante, occupando il bene senza un titolo giuridico valido, è stato ritenuto privo dell'interesse necessario per impugnare il provvedimento, poiché la restituzione del bene può avvenire solo in favore dell'ente pubblico proprietario.
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Sequestro crediti fiscali: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su crediti d'imposta detenuti da un istituto di credito. I crediti, originati da false fatturazioni per bonus edilizi da parte di una società terza, erano stati acquistati dalla banca. La Corte ha stabilito che i crediti fiscali in possesso della banca cessionaria, terza estranea al reato, non costituiscono il "profitto" del reato di emissione di fatture inesistenti. Il profitto, infatti, è la somma di denaro che la società emittente ha ricevuto dalla banca per la cessione dei crediti. Di conseguenza, il sequestro finalizzato alla confisca diretta non è possibile. Il caso è stato rinviato al Tribunale per valutare se sussistano i presupposti per un diverso tipo di sequestro, quello "impeditivo", volto a prevenire l'aggravamento delle conseguenze del reato.
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Sequestro preventivo appello: i poteri del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un'ordinanza in materia di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che il giudice dell'appello cautelare ha ampi poteri di valutazione, non strettamente vincolati dall'effetto devolutivo, potendo confermare la misura sulla base di una valutazione complessiva del 'periculum in mora'. Viene inoltre sancita la carenza di interesse del ricorrente a contestare la qualificazione del bene sequestrato (da profitto a prezzo del reato) quando entrambe le categorie sono comunque soggette a confisca.
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Carenza di interesse: appello inammissibile se cessa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro il sequestro preventivo della sua azienda, disposto per un'ipotesi di sfruttamento del lavoro. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché, nelle more del giudizio, il sequestro era stato revocato. Di conseguenza, venendo meno l'oggetto del contendere, l'appello ha perso la sua ragione d'essere. La Corte ha inoltre escluso la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, non essendo la revoca a lui imputabile.
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Periculum in mora: Cassazione e sequestro preventivo
Un tribunale del riesame annullava un sequestro preventivo per presunte truffe su bonus edilizi, contestando la motivazione sul periculum in mora. La Corte di Cassazione, su ricorso del PM, ha annullato tale decisione, stabilendo che la motivazione, seppur con un errore teorico, era "effettivamente" presente e sufficiente a giustificare il vincolo cautelare. Il ricorso sul fumus delicti è stato invece dichiarato inammissibile.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sulla motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La Corte ha confermato la validità della misura, ritenendo adeguata la motivazione del tribunale sul 'periculum in mora', sia per impedire la dispersione dei beni sia per evitare l'aggravamento delle conseguenze del reato, anche a distanza di anni dalla presunta consumazione.
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Intestazione fittizia: il socio occulto e il sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di intestazione fittizia di beni. Il caso riguardava un gruppo societario formalmente intestato a un soggetto, ma di fatto gestito da un altro imprenditore (socio occulto) per eludere misure di prevenzione patrimoniale. La Corte ha respinto il ricorso, ritenendo tardiva l'eccezione sull'inutilizzabilità di alcuni atti d'indagine e confermando la sussistenza di gravi indizi basati su intercettazioni e sulla ricostruzione del ruolo dominante del socio occulto sin dalla costituzione della prima società del gruppo.
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Ricorso Cassazione Sequestro: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una società automobilistica. La decisione si fonda su due pilastri: un vizio procedurale, ovvero la presentazione di due distinti ricorsi da parte di due diversi procuratori, e un limite sostanziale del ricorso per cassazione sequestro, che non può sindacare la logicità della motivazione del giudice ma solo la violazione di legge, come una motivazione assente o meramente apparente.
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Sequestro conservativo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41105/2024, ha rigettato il ricorso di un'imputata contro un'ordinanza di sequestro conservativo per 250.000 euro, emessa su richiesta della parte civile in un processo per truffa aggravata. La Corte ha stabilito che la misura è legittima anche se richiesta prima della formale ammissione della costituzione di parte civile e senza una specifica indicazione dei beni da sequestrare. Inoltre, ha ribadito che la semplice insufficienza del patrimonio del debitore a coprire il credito è una condizione sufficiente per giustificare il sequestro conservativo.
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Periculum in mora: quando il sequestro è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo per reati fiscali, stabilendo che la motivazione sul periculum in mora è adeguata quando si basa sul concreto rischio di dispersione dei beni, desunto dal modus operandi degli indagati, come la creazione di società fittizie. La Corte ha ritenuto che il pericolo attuale di vanificare la futura confisca giustifica la misura cautelare.
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