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Periculum In Mora

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1707 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Interesse ad impugnare: la Cassazione e il sequestro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo per carenza di interesse. L'indagata, pur contestando la natura marittima di un'area demaniale occupata, ne ammetteva la natura pubblica, perdendo così il requisito fondamentale dell'interesse concreto alla restituzione del bene, necessario per l'impugnazione.
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Sequestro preventivo per rischio idrogeologico
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di un immobile in un'area a rischio frana. La Corte ha stabilito che la valutazione del pericolo concreto spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, confermando la legittimità della misura basata su accertamenti tecnici che evidenziavano un elevato rischio idrogeologico e una grave compromissione della stabilità del costone roccioso sovrastante.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un impianto di smaltimento rifiuti, nonostante fosse inattivo da anni. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, specificando che il pericolo di reiterazione del reato rimane concreto e attuale finché persistono le carenze strutturali e gestionali che hanno originato il provvedimento, anche in presenza di un diniego di autorizzazione ambientale (AIA) che, di fatto, impedisce la ripresa immediata dell'attività.
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Permesso di costruire illegittimo: la Cassazione decide
Una società edile ha impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo relativa a un cantiere, sostenendo la validità del proprio permesso di costruire. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma solo verificare le violazioni di legge. La Corte ha confermato che il permesso di costruire illegittimo era stato emesso in violazione di diverse norme urbanistiche, tra cui quelle sui volumi massimi, sulla destinazione d'uso e sulla verifica dello stato legittimo degli immobili preesistenti.
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Competenza territoriale: Cassazione chiarisce il reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un'autovettura, stabilendo un principio chiave sulla competenza territoriale nel reato di appropriazione indebita. La Corte ha chiarito che il foro competente non è quello del ritrovamento del bene, ma quello in cui l'agente manifesta l'intenzione di appropriarsene, che nel caso di specie coincideva con la residenza dell'indagata.
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Sequestro preventivo: la proporzionalità è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di una società, coinvolta in un singolo episodio estorsivo. La Corte ha ritenuto la misura sproporzionata rispetto al fatto contestato e ha criticato la motivazione del Tribunale, giudicata assertiva e carente di un'analisi concreta sulla 'strumentalità' dell'azienda a fini illeciti e sull'attualità del pericolo.
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Confisca allargata: sequestro anche senza nesso diretto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo su una somma di denaro, finalizzato alla confisca allargata, nei confronti di un individuo indagato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, per questo tipo di misura, non è necessario provare il nesso di pertinenzialità diretta tra il denaro e il reato, essendo sufficiente dimostrare la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato dall'indagato, il quale non è riuscito a giustificarne la lecita provenienza.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di 40.000 euro. La sentenza chiarisce i presupposti per la legittimità della misura, focalizzandosi sulla nozione di 'fumus commissi delicti' e sulla finalità investigativa del vincolo, distinguendola nettamente dai requisiti del sequestro preventivo. Secondo la Corte, i precedenti penali degli indagati possono essere sufficienti a configurare l'astratta ipotizzabilità del reato di riciclaggio.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo di denaro in un caso di corruzione. La Corte ha ritenuto sufficienti un quadro indiziario 'fluido' (fumus delicti) e il rischio concreto che la somma potesse essere usata per commettere altri reati (periculum in mora), respingendo il ricorso dell'indagato.
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Sequestro preventivo: legittimo anche con nuova gestione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della nuova socia accomandataria di uno studio odontoiatrico contro il sequestro preventivo dello stesso. La ricorrente sosteneva che la sua gestione interrompesse il legame con i reati contestati ai precedenti gestori. La Corte ha ribadito che il suo sindacato sulle misure cautelari reali è limitato alla violazione di legge e non al merito della motivazione del Tribunale, ritenuta in questo caso adeguata a giustificare la persistenza del pericolo.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo di oltre 400.000 euro a carico di due soggetti, ritenendo sufficienti gli indizi raccolti. La decisione si fonda sulla presenza non solo dell'ingente somma di denaro, ma anche di macchinette contasoldi, banconote false e dichiarazioni spontanee degli indagati, elementi che insieme costituiscono un valido 'fumus commissi delicti' per i reati di riciclaggio e ricettazione, e un concreto 'periculum in mora'.
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Riciclaggio in ricevitoria: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di attrezzature in una ricevitoria, i cui gestori erano accusati di riciclaggio aggravato. Secondo l'accusa, facilitavano il riciclaggio di denaro di provenienza illecita attraverso giocate al lotto per conto di pregiudicati. La Corte ha ritenuto sussistente sia il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato) sia il 'periculum in mora' (il pericolo di reiterazione), dichiarando inammissibile il ricorso degli indagati. La sentenza chiarisce che anche attività lecite, come la raccolta di scommesse, possono integrare il reato di riciclaggio in ricevitoria se usate per occultare l'origine criminale di fondi.
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Ricorso per cassazione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un sequestro preventivo per frode fiscale. La Corte chiarisce che il ricorso è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla motivazione dei giudici di merito, a meno che non sia totalmente assente o meramente apparente.
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Sequestro preventivo: la notifica al terzo è valida?
Un legale rappresentante di una società ha impugnato un sequestro preventivo eseguito sul conto corrente aziendale, lamentando la mancata notifica alla società stessa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'omessa notifica non invalida il sequestro preventivo, ma sposta solo in avanti il termine per l'impugnazione. La Corte ha anche ribadito che non è possibile presentare nuovi motivi di ricorso per la prima volta in Cassazione.
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Sequestro per equivalente: motivazione e annullamento
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro per equivalente in un caso di indebita compensazione di crediti fiscali. I ricorsi di due indagati sono stati accolti per difetto di motivazione individualizzata sul periculum in mora e sulla consapevolezza del reato, mentre i ricorsi di altri due sono stati dichiarati inammissibili. La sentenza ribadisce che il sequestro per equivalente richiede una motivazione specifica e non generica, basata sulla posizione concreta di ogni singolo indagato.
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Intestazione fittizia di beni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo su tre tabaccherie, oggetto di un'ipotesi di intestazione fittizia di beni. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: per il terzo intestatario fittizio non è richiesto il dolo specifico di eludere le misure di prevenzione, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza della finalità illecita perseguita dal reale proprietario. Il ricorso è stato rigettato, consolidando l'orientamento giurisprudenziale sul tema.
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Autorizzazione paesaggistica: quando il taglio è reato
La Cassazione conferma il sequestro di terreni boscati. Semplici comunicazioni per tagli selvicolturali non sono sufficienti se i lavori si traducono in un reale disboscamento, richiedendo una specifica autorizzazione paesaggistica. L'appello viene dichiarato inammissibile perché contesta la valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
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Sequestro preventivo nullo senza periculum in mora
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo confermata dal Tribunale del riesame. La motivazione risiede nell'assoluta mancanza, nel provvedimento originario del GIP, di una motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione totalmente assente, ma solo confermare o integrare una già esistente. Di conseguenza, il sequestro è stato annullato con restituzione dei beni.
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Sequestro preventivo: quando è legittima la revoca?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del sequestro preventivo di un trattore utilizzato per commettere reati di furto di legname. La sentenza chiarisce che la revoca di una misura cautelare reale, come il sequestro preventivo, è possibile solo in presenza di elementi nuovi che facciano venir meno le esigenze cautelari originarie. In assenza di tali elementi, la revoca è illegittima, e il Tribunale del riesame ha il compito di ripristinare la misura, motivando sulla persistenza del pericolo.
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Sequestro preventivo denaro: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un sequestro preventivo di denaro e gioielli, trovati nascosti nell'abitazione di un'indagata. La Corte ha confermato il sequestro del denaro, ritenendo che l'ingente somma, le modalità di occultamento e la sproporzione rispetto ai redditi leciti costituissero sufficienti indizi del reato di ricettazione. Tuttavia, ha annullato il sequestro dei gioielli per totale assenza di motivazione da parte del tribunale, che non aveva considerato le argomentazioni della difesa.
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