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Pericolo

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Tipologia di reato che si perfeziona con la semplice messa a rischio del bene protetto, senza necessità di un danno effettivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Simulazione di reato: quando la denuncia è falsa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per simulazione di reato. Il caso riguardava la falsa denuncia del furto di un autocarro e di materiale già oggetto di compravendita. La Suprema Corte ha confermato che la simulazione di reato è un delitto di pericolo, che si perfeziona quando la falsa denuncia è idonea a far iniziare indagini inutili. È stata inoltre confermata l'esclusione delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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Libertà di voto: stop alle pressioni elettorali
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del divieto di dimora applicato a un candidato sindaco accusato di aver esercitato pressioni illecite su un elettore. Il reato contestato riguarda la violazione della libertà di voto attraverso minacce, anche larvate, relative alla perdita del posto di lavoro. I giudici hanno stabilito che lo status di consigliere comunale eletto non impedisce l'applicazione di misure cautelari coercitive, rigettando la tesi difensiva secondo cui l'immunità dalle sospensioni amministrative prevista per le cariche elettive dovesse estendersi anche alle limitazioni della libertà personale.
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Confisca per equivalente e crediti IVA fittizi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per frode fiscale e la legittimità della confisca per equivalente applicata a amministratori di una società. Il fulcro della decisione riguarda la natura del profitto nei reati tributari: anche un credito IVA fittizio, non ancora portato in compensazione o chiesto a rimborso, costituisce un'utilità economica confiscabile. La Corte ha chiarito che l'alterazione fraudolenta del rapporto tributario genera un vantaggio immediato per il contribuente, rendendo superflua l'effettiva riscossione del credito per la configurazione del reato e della misura ablativa.
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Reato di minaccia: basta il pericolo per la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di minaccia aggravata a carico di un soggetto che aveva proferito frasi intimidatorie vantando legami con la criminalità organizzata. La difesa sosteneva l'insussistenza del reato poiché la vittima non si sarebbe sentita effettivamente spaventata. Gli Ermellini hanno però ribadito che il reato di minaccia è un reato di pericolo e non di evento: non serve che la vittima provi paura, ma basta che la condotta sia potenzialmente idonea a limitarne la libertà morale. È stata inoltre confermata l'inammissibilità della richiesta di sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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Obbligo di firma: quando scatta il reato di pericolo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un cittadino che ha violato l'obbligo di firma presso la Questura durante manifestazioni sportive. La difesa ha tentato di giustificare l'assenza citando la distanza geografica e la mancata conoscenza del calendario delle partite. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che l'obbligo di firma configura un reato di pericolo, integrato dalla semplice omissione della presentazione negli uffici di pubblica sicurezza, indipendentemente dall'effettiva presenza del soggetto allo stadio.
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Combustione illecita di rifiuti: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per combustione illecita di rifiuti a carico di due soggetti sorpresi a bruciare cavi elettrici per recuperarne il rame. La difesa sosteneva che i cavi fossero beni privati e non rifiuti, ma la Corte ha stabilito che l'abbruciamento a terra non è una pratica di recupero autorizzata. Trattandosi di un reato di pericolo concreto, la sanzione scatta anche senza un danno ambientale accertato.
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Favoreggiamento personale: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione relativa al reato di favoreggiamento personale, commesso da un soggetto che aveva fornito dichiarazioni false sulla provenienza di sostanze stupefacenti. Il giudice di merito aveva erroneamente ritenuto che, essendo le indagini già concluse, la condotta non avesse arrecato un danno concreto. La Suprema Corte ha invece ribadito che il favoreggiamento è un reato di pericolo: per la sua configurazione non serve un vantaggio effettivo per il favorito, ma è sufficiente una condotta potenzialmente idonea a ostacolare la ricostruzione dei fatti da parte della polizia.
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Contraffazione di marchi: la tutela della fede pubblica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di contraffazione di marchi, rigettando il ricorso di un imputato che sosteneva l'inconfigurabilità del reato per mancanza di inganno verso gli acquirenti. La Suprema Corte ha ribadito che la fattispecie prevista dall'art. 474 c.p. è un reato di pericolo che tutela la fede pubblica, rendendo irrilevante se il compratore sia consapevole o meno della falsità del prodotto. È stato inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche, ritenendo sufficiente la motivazione basata su elementi negativi prevalenti.
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