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Pedissequa Reiterazione — Anno 2026

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65 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Pedissequa Reiterazione

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando l’appello è una copia
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché si limitava a ripetere le stesse motivazioni già respinte in appello. Il caso riguardava una condanna per ricettazione di un ciclomotore, confermata a causa della mancata giustificazione della sua provenienza illecita. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi ripetitivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per uso illecito di una carta di pagamento. La decisione si fonda sul principio di inammissibilità del ricorso in Cassazione quando i motivi presentati sono una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La Corte ha ribadito che la valutazione sulla congruità della pena è di competenza del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se non in caso di palese illogicità, qui non riscontrata.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in quanto i motivi presentati dall'imputato erano una mera ripetizione di argomenti già discussi e respinti dalla Corte d'Appello. Il caso riguardava la qualificazione di un reato, l'attendibilità della persona offesa e la concessione di un'attenuante. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso deve contenere critiche specifiche alla sentenza impugnata e non una semplice riproposizione delle stesse difese, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso. La decisione si fonda sulla natura ripetitiva e generica dei motivi di ricorso, confermando che i precedenti penali specifici possono escludere sia l'applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) sia la concessione delle attenuanti generiche.
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Appello inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile in un caso di truffa, poiché i motivi erano una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata. La decisione conferma la condanna e la revoca della sospensione condizionale della pena per una delle imputate, sottolineando l'importanza di presentare censure specifiche e pertinenti.
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Ricorso inammissibile per motivi generici: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per truffa. La decisione si basa sulla genericità dei motivi, che si limitavano a ripetere le argomentazioni già respinte in appello, senza presentare una critica specifica alla sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è respinto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per ricettazione. La decisione si fonda sul fatto che l'appellante si è limitato a riproporre le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, tentando inoltre di ottenere un riesame dei fatti, attività preclusa nel giudizio di legittimità. La Corte ha ritenuto il ricorso non specifico e quindi irricevibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per motivi non specifici in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla constatazione che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di argomentazioni già respinte in secondo grado, non costituendo una critica specifica alla sentenza impugnata. Inoltre, la Corte ha ribadito che la valutazione sulle attenuanti generiche è una prerogativa del giudice di merito, insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata. Infine, ha giudicato inammissibile un motivo sollevato per la prima volta in Cassazione. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per ricettazione, ribadendo che non è possibile chiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità. La decisione si fonda sulla constatazione che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello, configurando così un tentativo di ottenere una terza istanza di merito, non consentita dalla legge.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello. La sentenza sottolinea che un ricorso, per essere valido, deve contenere una critica argomentata della decisione impugnata e non limitarsi a riproporre le stesse censure. Il caso riguardava la qualificazione giuridica di un reato, confermata dalla Corte d'Appello sulla base di prove testimoniali relative alla condotta aggressiva dell'imputata.
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Attenuante danno tenue: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per tentato furto aggravato ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando il mancato riconoscimento dell'attenuante danno tenue. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché si limitava a ripetere le argomentazioni già respinte in appello, senza muovere una critica specifica alla sentenza impugnata. La decisione ribadisce che per concedere tale attenuante, il danno deve essere 'lievissimo', e che i motivi di ricorso devono essere specifici e non meramente ripetitivi.
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Ricorso inammissibile per vizio di notifica tardivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati fallimentari. I motivi si basavano su un presunto vizio di notifica e sulla riproposizione di argomenti già respinti in appello. La Corte stabilisce che le nullità procedurali intermedie devono essere eccepite tempestivamente e che non è possibile chiedere in Cassazione una nuova valutazione dei fatti. La decisione conferma la condanna e sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per diffamazione e minaccia. La decisione si fonda sulla natura ripetitiva dei motivi, già respinti in appello, e sul divieto per la Corte di rivalutare i fatti del processo. Viene inoltre confermata la tempestività della querela.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su bancarotta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati di bancarotta. I motivi sono stati rigettati perché considerati una mera ripetizione di argomenti già disattesi in appello e perché richiedevano una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Inoltre, l'eccezione di prescrizione è stata respinta a causa di un'aggravante che ha esteso il termine massimo.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sulla natura meramente ripetitiva dei motivi, già esaminati e respinti in appello, evidenziando la necessità di una critica argomentata e specifica alla sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile per motivi di fatto: il caso
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di cui all'art. 490 c.p. (nella specie, copertura delle targhe di un veicolo). La Corte ha stabilito che i motivi, basati su una diversa ricostruzione dei fatti e sulla negazione dell'elemento soggettivo, costituiscono mere doglianze fattuali, non consentite in sede di legittimità, e una semplice ripetizione delle argomentazioni già respinte in appello.
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Ricorso inammissibile per motivi non specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due individui contro una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo del ricorso, relativo alla mancata sostituzione della pena, è stato ritenuto una semplice ripetizione delle argomentazioni già respinte nel precedente grado di giudizio. La Corte ha sottolineato che un ricorso, per essere valido, deve contenere una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse questioni. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando il ricorso è vago
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per ricettazione. I motivi sono stati ritenuti una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha inoltre confermato la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando il potere discrezionale del giudice nel valutare la gravità della condotta.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la specificità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per violazione delle norme del codice antimafia e riciclaggio. I motivi del ricorso sono stati ritenuti una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e non decisivi. Questa decisione sull'inammissibilità ricorso Cassazione conferma la necessità di presentare censure specifiche e rilevanti.
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Inammissibilità ricorso: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per il reato di cui all'art. 640 c.p. I motivi sono stati giudicati inammissibili in quanto mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello, manifestamente infondati riguardo alla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e basati su questioni, come le attenuanti generiche, non sollevate nel precedente grado di giudizio.
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