Un militare, trovato in possesso di 45 cartucce in più rispetto alla sua dotazione, viene processato sia dalla giustizia ordinaria che da quella militare. L'imputato si difende sostenendo la violazione del principio del 'ne bis in idem', cioè il divieto di essere processati due volte per lo stesso fatto. La Corte di Cassazione, però, respinge il ricorso. I giudici chiariscono che, sebbene l'azione materiale sia la stessa (la detenzione delle munizioni), i due reati sono giuridicamente diversi. Il reato comune punisce l'omessa denuncia all'autorità, mentre quello militare sanziona l'illecita detenzione di munizioni da parte di un appartenente alle forze armate. Di conseguenza, non c'è violazione del principio del ne bis in idem.
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