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Patteggiamento In Appello — Anno 2025

79 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Patteggiamento In Appello

Provvedimenti

Patteggiamento in appello: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38268/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per bancarotta fraudolenta contro una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha chiarito che, secondo l'art. 599-bis c.p.p., non è possibile impugnare l'accordo sulla pena raggiunto in secondo grado, confermando la condanna e le spese.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un imputato, dopo aver concordato la pena in secondo grado tramite patteggiamento in appello, ricorre in Cassazione lamentando la mancata assoluzione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi relativi alla colpevolezza, limitando la cognizione del giudice e precludendo un'analisi sul merito dell'assoluzione.
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Patteggiamento in appello: quando è inammissibile
Un imputato ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la sua pena sulla base di un accordo (patteggiamento in appello). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il patteggiamento in appello, una volta accettato, non può essere contestato unilateralmente, a meno che la pena concordata non sia illegale, circostanza non verificatasi nel caso di specie.
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Patteggiamento in appello: rinuncia e nullità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concluso un accordo per il patteggiamento in appello, contestava il mancato esame da parte del giudice di questioni di nullità e inutilizzabilità delle prove. La Suprema Corte ribadisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia agli altri motivi di impugnazione, limitando la cognizione del giudice ai soli termini dell'accordo stesso.
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Ricorso inammissibile: limiti del patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di appello che aveva ridotto la pena su accordo delle parti. Si chiarisce che il 'patteggiamento in appello' implica la rinuncia ai motivi di merito, esonerando il giudice dal dover motivare sulle cause di proscioglimento dell'art. 129 c.p.p., poiché l'effetto devolutivo è limitato ai punti non rinunciati.
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Patteggiamento in appello e ricorso: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta che aveva stipulato un patteggiamento in appello. La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione la mancata concessione di attenuanti o la misura della sanzione, salvo il caso di pena illegale. Viene inoltre respinta l'eccezione di prescrizione, poiché il calcolo del termine teneva conto delle aggravanti ad effetto speciale.
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Associazione per delinquere: quando si configura il reato?
La Corte di Cassazione ha affrontato un ricorso su una condanna per associazione per delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio. La Corte ha dichiarato inammissibili alcuni ricorsi per genericità o per patteggiamento in appello, e ha rigettato gli altri. Ha confermato che l'esistenza di un'organizzazione criminale stabile si può desumere dalla commissione seriale e organizzata di reati, distinguendola dal semplice concorso di persone. La sentenza chiarisce anche aspetti su rapina, riciclaggio consumato e valutazione della recidiva.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato per bancarotta fraudolenta concorda una pena di 3 anni con la formula del patteggiamento in appello. Ricorre poi in Cassazione lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento e la mancata rideterminazione delle pene accessorie. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il patteggiamento in appello preclude la discussione sui motivi rinunciati e che la Corte d'Appello non aveva l'obbligo di modificare d'ufficio le pene accessorie non incluse nell'accordo.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite il cosiddetto patteggiamento in appello (ex art. 599-bis c.p.p.), avevano impugnato la decisione. La Corte ha ribadito che tale accordo implica una rinuncia a contestare la qualificazione giuridica del fatto e la sussistenza dei presupposti per il proscioglimento, rendendo il ricorso ammissibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà o al contenuto dell'accordo stesso.
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Patteggiamento in appello: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di patteggiamento in appello. La Corte chiarisce che, aderendo al concordato, l'imputato rinuncia ai motivi di appello e la cognizione del giudice è limitata. Pertanto, il ricorso in Cassazione è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a un contenuto difforme della pronuncia.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di 'patteggiamento in appello'. La Corte ha ribadito che, una volta accettato l'accordo, l'imputato rinuncia ai motivi di appello originari. Di conseguenza, il giudice di secondo grado non è tenuto a motivare la mancata assoluzione ai sensi dell'art. 129 c.p.p., e il successivo ricorso in Cassazione può basarsi solo su vizi relativi alla formazione dell'accordo, non sui motivi a cui si è rinunciato.
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Patteggiamento in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi. Il primo, relativo a un patteggiamento in appello, viene respinto perché l'accordo sulla pena è un negozio processuale non modificabile unilateralmente. Il secondo viene rigettato per manifesta infondatezza, in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, in un caso di emissione di fatture per operazioni inesistenti.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
Un imputato, dopo aver concordato la pena in appello tramite l'istituto del patteggiamento in appello per reati di tentata rapina e falsa dichiarazione, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando il mancato proscioglimento per desistenza volontaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, statuendo che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. comporta una rinuncia implicita a tutti gli altri motivi di gravame, precludendo la loro discussione nel successivo giudizio di legittimità.
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Patteggiamento in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza di 'patteggiamento in appello'. La decisione chiarisce che, una volta accettato l'accordo sulla pena, l'imputato rinuncia implicitamente a contestare i punti oggetto del concordato, come la qualificazione giuridica del reato e la misura della sanzione. L'accordo ha un effetto preclusivo che limita la possibilità di un successivo ricorso.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte chiarisce che, accettando l'accordo, l'imputato rinuncia ai motivi originari di impugnazione, limitando così la cognizione del giudice e precludendo un successivo ricorso in Cassazione per motivi di merito o vizi procedurali sanati dall'accordo stesso.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte chiarisce che la scelta del patteggiamento in appello preclude la possibilità di sollevare in Cassazione motivi che richiedono una valutazione di merito, poiché tale scelta implica la rinuncia ai motivi originari dell'impugnazione.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione si fonda sul principio che l'accordo processuale comporta la rinuncia ai motivi di appello originari, limitando drasticamente le successive possibilità di impugnazione a vizi specifici dell'accordo stesso, escludendo doglianze sulla mancata assoluzione ex art. 129 c.p.p.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concluso un accordo sulla pena in appello (patteggiamento in appello) per il reato di riciclaggio, lamentava la mancata valutazione della sostituzione della pena detentiva. La Corte ha stabilito che l'accordo processuale, una volta definito, non può essere modificato unilateralmente per introdurre questioni non pattuite, come la sostituzione della pena, che doveva essere parte della proposta originaria.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un imputato ricorre in Cassazione contro la pena concordata tramite patteggiamento in appello, lamentando la mancata applicazione di alcuni criteri di legge. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, poiché la rinuncia ai motivi d'appello preclude ogni successiva doglianza sui punti rinunciati, cristallizzando la pena concordata.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un imputato, dopo aver concordato una pena in appello per furto aggravato e possesso di arnesi da scasso (c.d. patteggiamento in appello), ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato sosteneva che il giudice d'appello avesse omesso di verificare la presenza di cause di non punibilità, come previsto dall'art. 129 c.p.p. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che, in caso di patteggiamento in appello, il giudice non è tenuto a motivare sul mancato proscioglimento, poiché la cognizione è limitata dall'accordo tra le parti. Il ricorso è ammesso solo per vizi specifici legati all'accordo stesso e non per motivi a cui l'imputato ha rinunciato.
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