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Patteggiamento In Appello

441 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedura prevista dall'art. 599-bis del codice di procedura penale, con cui le parti (imputato e pubblico ministero) concordano sui motivi di appello, chiedendo al giudice di accoglierli e di rideterminare la pena di conseguenza. L'accordo vincola il giudice, salvo che non ritenga di dover prosciogliere l'imputato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Ricorso Penale Inammissibile: Ammissione di Colpa vs. Appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da due imputati. Uno di loro aveva ammesso la propria responsabilità per diversi reati, ma contestava l'omessa pronuncia su alcuni motivi di appello e la gestione della recidiva. L'altro imputato lamentava la sproporzione della pena. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di patteggiamento in appello e rinuncia ai motivi, il giudice non deve motivare sul mancato proscioglimento. L'ammissione di responsabilità rende il ricorso inammissibile, così come le questioni sulla recidiva che richiedono accertamenti di fatto.
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Patteggiamento in appello: L’accordo vincola, il ricorso è vano
Un imputato, condannato per rapina e lesioni personali, aveva raggiunto un accordo in appello per la rideterminazione della pena, noto come patteggiamento in appello. Nonostante l'accordo, ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la sua responsabilità e il mancato riconoscimento di una circostanza attenuante. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l'accordo di patteggiamento in appello rende definitive le questioni su cui si è rinunciato, impedendo successive contestazioni. L'imputato deve quindi sostenere le spese legali e una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in Appello: Ricorso Inammissibile per Mancato Proscioglimento
Un individuo, condannato per false dichiarazioni, ha presentato ricorso contro la sentenza d'appello. Il suo ricorso contestava il mancato proscioglimento nonostante avesse richiesto il patteggiamento in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, a seguito del patteggiamento in appello, il giudice di secondo grado non deve motivare sul mancato proscioglimento se l'imputato ha rinunciato ai motivi di appello. La cognizione del giudice si limita ai motivi non oggetto di rinuncia. L'individuo deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Estorsione aggravata: Cassazione conferma condanne per pizzo mafioso
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per estorsione aggravata a carico di tre persone: un Contabile, un Datore di Lavoro e una Collaboratrice. Il Contabile era accusato di riscuotere il "pizzo" (denaro estorto) per conto di un clan camorristico, sfruttando la sua posizione. Il Datore di Lavoro e la Collaboratrice erano coinvolti in reati simili, con l'aggravante del metodo mafioso. I ricorsi presentati dagli imputati sono stati dichiarati inammissibili, poiché la Corte ha ritenuto le motivazioni delle sentenze precedenti logiche e coerenti, e le contestazioni dei ricorrenti infondate o già rinunciate.
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Patteggiamento in appello: il ricorso bocciato
L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello che aveva accolto la richiesta di patteggiamento in appello concordata con la Procura. L'Imputato lamentava la mancata motivazione del giudice sul mancato proscioglimento o su eventuali cause di nullità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quando le parti stipulano un accordo in secondo grado, l'imputato rinuncia ai motivi di impugnazione originari e limita il potere di decisione del giudice ai soli punti concordati. Il giudice d'appello non ha quindi l'obbligo di motivare sul mancato proscioglimento. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Patteggiamento in Appello: La rinuncia che preclude il ricorso
Un Imputato, condannato per bancarotta fraudolenta, ha presentato ricorso in Cassazione dopo aver concordato un "patteggiamento in appello". La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il "patteggiamento in appello" implica la rinuncia ai motivi di impugnazione, precludendo ulteriori ricorsi. L'Imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso in Cassazione
L'Imputato ha presentato ricorso per Cassazione contro la sentenza emessa a seguito di patteggiamento in appello, lamentando la mancanza di motivazione sul mancato proscioglimento o sulla validità delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quando le parti raggiungono un accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis del codice di procedura penale, l'imputato rinuncia espressamente a tutti gli altri motivi di censura. Il giudice di appello non è quindi tenuto a motivare sulle cause di non punibilità né su presunte nullità. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Patteggiamento in appello: l’accordo sulla pena è vincolante
Tre individui sono stati condannati per furto in abitazione aggravato. Dopo una condanna in primo grado, hanno raggiunto un accordo con il Pubblico Ministero per una pena ridotta tramite patteggiamento in appello. Nonostante l'accordo, hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando le aggravanti e la recidiva. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il patteggiamento in appello crea un vincolo sulla pena concordata, impedendo ulteriori impugnazioni salvo illegalità della pena stessa. I ricorrenti hanno perso il loro ultimo appello.
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Patteggiamento in Appello: Ricorso Inammissibile, le Ragioni della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che aveva precedentemente concordato un "patteggiamento in appello" (un accordo sulla pena in secondo grado). La Suprema Corte ha chiarito che un ricorso in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento in appello è inammissibile se contesta la mancata verifica di cause di non punibilità (Art. 129 c.p.p.) o la mancanza di motivazione. Il giudice d'appello, accettando il patteggiamento, non deve motivare il mancato proscioglimento se l'imputato ha rinunciato a tutti i motivi di appello. Nel caso specifico, l'imputato aveva espressamente rinunciato a tutti i motivi. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: il patteggiamento blocca la non punibilità
Un Lavoratore, condannato per un reato legato agli stupefacenti, aveva ottenuto in appello una riduzione della pena tramite patteggiamento. Successivamente, ha presentato un ricorso per Cassazione, sostenendo che la Corte d'Appello avrebbe dovuto dichiararlo non punibile. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha chiarito che il patteggiamento in appello implica l'accettazione della responsabilità, precludendo una successiva richiesta di non punibilità senza specifici elementi. Il ricorso mancava di tali prove. Il Lavoratore ha dovuto pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Patteggiamento in appello: la Cassazione limita il ricorso senza motivazione
Un individuo, condannato per tentato furto e possesso di strumenti da scasso tramite un "patteggiamento in appello", ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il giudice che accetta un "patteggiamento in appello" non deve motivare il mancato proscioglimento per cause di non punibilità (Art. 129 c.p.p.). Il ricorso è limitato agli aspetti non rinunciati. L'individuo ha perso e dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Riconoscimento Recidiva: Patteggiamento in Appello Blocca il Ricorso
Un Imputato, condannato per rapina aggravata, ha visto la sua pena rideterminata in appello. Ha poi presentato ricorso in Cassazione contestando il `riconoscimento recidiva`, basato su una condanna svizzera, sostenendo l'irregolarità della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, avendo l'Imputato concordato la pena in appello (patteggiamento in appello), aveva rinunciato ai motivi di impugnazione. La questione della `recidiva` non rientrava tra le "pene illegali" che avrebbero consentito un ricorso, in quanto richiedeva accertamenti di fatto non ammissibili in quella sede.
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Patteggiamento in appello: spese processuali sempre a carico
Un imputato condannato per estorsione stipula un concordato di pena in secondo grado. Successivamente l'imputato ricorre in Cassazione contestando la decisione del giudice di addossargli il pagamento delle spese processuali. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La giurisprudenza chiarisce che il patteggiamento in appello non attribuisce alcun diritto all'esonero dalle spese del grado, a differenza di quanto accade nel patteggiamento di primo grado. L'imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese giudiziarie, oltre al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Patteggiamento in Appello: L’Accordo Vincola, il Ricorso Fallisce
Due imputati, condannati per rapina aggravata, avevano concordato una riduzione di pena in appello tramite "patteggiamento in appello". Hanno poi presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento e l'ammontare della pena pecuniaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il "patteggiamento in appello" implica la rinuncia a contestare la qualificazione del fatto o la determinazione della pena, a meno che quest'ultima non sia "illegale". I ricorsi non rientravano in queste eccezioni, rendendo le condanne definitive.
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Inammissibilità ricorso penale: patteggiamento e pene accessorie
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di tre imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata a furti. Due imputati avevano concordato la pena in appello (patteggiamento in appello). Il terzo lamentava un'equiparazione del trattamento sanzionatorio e la mancata revoca di una pena accessoria. La Suprema Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il patteggiamento in appello preclude il ricorso penale sulla misura della pena, salvo illegalità. Ha inoltre chiarito che la rinuncia ai motivi di merito non giustifica una riduzione della pena e che la pena accessoria è legata al reato base.
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Patteggiamento in appello: l’accordo sulla pena è irrevocabile?
Un Lavoratore, condannato per furto e ricettazione, aveva raggiunto un accordo sulla pena in appello (Patteggiamento in appello). Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la motivazione sulla recidiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che un Patteggiamento in appello, una volta concordato e approvato dal giudice, non può essere modificato unilateralmente, salvo che la pena sia illegale. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Patteggiamento in Appello: Ricorsi Inammissibili per Rapina Aggravata
Due imputati, condannati per rapina aggravata, avevano ottenuto una riduzione della pena in appello grazie a un Patteggiamento in appello. Successivamente, hanno presentato ricorso in Cassazione. Uno lamentava la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento, l'altro contestava un errore nel calcolo della multa. La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il patteggiamento in appello limita le contestazioni e che un accordo sulla pena non può essere modificato unilateralmente, a meno che la pena non sia illegale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Patteggiamento in Appello: Cassazione chiarisce limiti motivazione giudice
L'Imputato, condannato per associazione a delinquere e fatture false, aveva ottenuto in appello una riduzione della pena tramite patteggiamento in appello. Ha poi presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la Corte d'Appello non avesse motivato la corretta qualificazione dei fatti né l'assenza di cause di non punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il giudice d'appello, in caso di patteggiamento in appello, non deve motivare sul mancato proscioglimento, poiché l'imputato rinuncia ai motivi di impugnazione relativi alla responsabilità. L'Imputato ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
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Patteggiamento in appello: accordo sulla pena, rinuncia alla difesa
Un imputato, condannato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, ha concordato una pena in appello tramite il "patteggiamento in appello". Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la mancata motivazione sul proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che chi accetta il patteggiamento in appello rinuncia a contestare i motivi di responsabilità. Di conseguenza, non può più sollevare questioni sulla mancanza di motivazione riguardo al proscioglimento. L'imputato deve pagare le spese processuali e una sanzione.
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Patteggiamento in Appello: Ricorso Inammissibile se Già Rinunciato
Un Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello. In appello, l'Imputato aveva concordato con il Pubblico Ministero una pena (patteggiamento in appello), rinunciando ad altri motivi di ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso. Ha ribadito che, dopo un accordo sulla pena in appello, il giudice esamina solo i motivi non rinunciati. Il ricorso era inammissibile perché riguardava questioni già rinunciate dall'Imputato. La Corte ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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