LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Patrocinatore In Cassazione

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un avvocato iscritto in un albo speciale che possiede l'abilitazione tecnica per difendere i cittadini davanti alla Corte di Cassazione e alle altre giurisdizioni superiori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso personale per cassazione: perché è inammissibile
Il Tribunale di sorveglianza nega l'affidamento in prova al servizio sociale a un detenuto. Quest'ultimo decide di presentare autonomamente un ricorso alla Corte di Cassazione per annullare la decisione. La Suprema Corte dichiara l'atto inammissibile. I giudici spiegano che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso personale per cassazione non è più consentito in materia penale, neppure per i procedimenti davanti al Tribunale di sorveglianza o per i soggetti in stato di detenzione. L'impugnazione deve essere obbligatoriamente firmata da un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorso viene rigettato senza esame del merito e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso per cassazione personale: perché il fai da te fallisce
Il Tribunale di Sorveglianza di Torino aveva respinto il reclamo di un detenuto relativo a benefici penitenziari. Il Detenuto ha proposto personalmente ricorso per cassazione per annullare la decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Con l'entrata in vigore della Legge n. 103 del 2017, infatti, è stato abolito il diritto per l'imputato o il condannato di presentare un ricorso per cassazione personale. Questo tipo di impugnazione deve essere firmato, a pena di inammissibilità, da un difensore abilitato e iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, il ricorso del detenuto è stato respinto e lo stesso è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso personale in Cassazione: inammissibile e costoso
Il Condannato, detenuto in carcere, ha presentato personalmente un ricorso in Cassazione contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'atto poiché la legge vieta il ricorso personale in Cassazione, richiedendo obbligatoriamente la firma di un difensore abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso personale per cassazione: la firma autonoma che costa caro
Il Condannato ha proposto personalmente un ricorso per cassazione contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché, a seguito della riforma introdotta dalla Legge n. 103/2017, non è più consentito il ricorso personale per cassazione. L'atto deve essere firmato, a pena di inammissibilità, da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Il Condannato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione personale: la condanna per il fai da te
Un cittadino condannato ha presentato personalmente un ricorso davanti alla Corte di Cassazione contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché la legge impone che l'atto sia firmato da un difensore abilitato. Il ricorso per cassazione personale in materia penale non è infatti consentito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Fai da te contro legge: stop al ricorso per cassazione personale
Il Condannato ha proposto personalmente un ricorso per cassazione contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché, a seguito della riforma introdotta dalla legge n. 103 del 2017, non è più consentito presentare un ricorso per cassazione personale. L'atto deve essere obbligatoriamente firmato da un difensore abilitato e iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto la richiesta e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione personale: no al detenuto fai-da-te
Il Tribunale di Sorveglianza di Torino rigettava la richiesta di detenzione domiciliare avanzata da un detenuto. Quest'ultimo proponeva autonomamente ricorso alla Suprema Corte. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché la legge vieta il ricorso per cassazione personale. Ogni impugnazione davanti alla Suprema Corte deve essere firmata, a pena di inammissibilità, da un difensore abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Questa regola si applica anche ai procedimenti di sorveglianza e ai soggetti detenuti, nonostante le oggettive difficoltà pratiche legate alla restrizione della libertà personale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso personale per cassazione: il detenuto perde e paga
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano respingeva la richiesta di semilibertà avanzata da un detenuto. Quest'ultimo proponeva personalmente impugnazione davanti alla Suprema Corte. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La riforma introdotta dalla Legge Orlando (Legge n. 103 del 2017) ha infatti eliminato la possibilità per l'imputato o il condannato di presentare un ricorso personale per cassazione. L'atto deve essere necessariamente redatto e sottoscritto da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso personale in Cassazione: il detenuto perde e paga la multa
Un soggetto condannato ha proposto personalmente ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza che gli aveva negato la detenzione domiciliare. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso personale in Cassazione non è più consentito in nessun caso, nemmeno per questioni urgenti legate ai benefici penitenziari o per soggetti in stato di detenzione. L'atto deve essere firmato, a pena di inammissibilità, da un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle magistrature superiori. Di conseguenza, il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso personale per cassazione: il no della Corte al detenuto
Il Detenuto ha proposto un ricorso personale per cassazione contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza che gli negava i rimedi risarcitori per le condizioni di detenzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La riforma del 2017 ha infatti eliminato la possibilità per i cittadini di presentare personalmente ricorsi davanti alla Suprema Corte. Questa regola si applica rigorosamente anche ai detenuti in carcere, senza alcuna eccezione per le difficoltà pratiche di comunicazione. Di conseguenza, il ricorso deve essere firmato esclusivamente da un avvocato abilitato. Il Detenuto perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Difesa tecnica obbligatoria: stop al ricorso fai-da-te
Un cittadino ha impugnato il divieto di accedere a un supermercato senza mascherina durante l'emergenza sanitaria, sostenendo che le norme anti-Covid imponessero una tutela governativa illegittima. Dopo una prima pronuncia di inammissibilità, il ricorrente ha proposto ricorso per revocazione firmando l'atto personalmente, senza l'assistenza di un legale abilitato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ribadito il principio della difesa tecnica obbligatoria nei giudizi di legittimità: davanti alla Suprema Corte è indispensabile la firma di un avvocato iscritto nell'apposito albo dei patrocinatori davanti alle giurisdizioni superiori, munito di procura speciale. Il cittadino non può difendersi da solo, pena l'improcedibilità del ricorso e la condanna al pagamento del doppio del contributo unificato.
Continua »