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Partita Di Giro

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'operazione contabile che non modifica il patrimonio netto di un'impresa, in quanto comporta la registrazione di un'entrata e di un'uscita di pari importo. Tipico delle imposte che l'azienda incassa per conto dello Stato e poi versa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento Tributario: Quando il Giudice non può ignorare il merito
L'Agenzia delle Entrate ha contestato il regime fiscale agevolato di un'Associazione Sportiva Dilettantistica, ritenendo che l'IVA incassata fosse un provento tassabile e non una "partita di giro". La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto di accertamento tributario, ma ha omesso di esaminare il merito della pretesa fiscale e di rideterminare l'imposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il giudice tributario, anche annullando un atto impositivo, deve sempre valutare il merito della pretesa e ricondurla alla giusta misura. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Mandato senza rappresentanza: quando il riaddebito paga l’IVA
Il Fisco ha contestato a un Consorzio l'omesso versamento dell'IVA su alcune fatture riaddebitate ai consorziati, ritenendo che l'ente avesse operato tramite un mandato senza rappresentanza. Il Consorzio sosteneva invece che si trattasse di semplici rimborsi spese esclusi dalla base imponibile IVA. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che per verificare la presenza di un mandato senza rappresentanza o con rappresentanza non basta analizzare un singolo contratto preliminare. Il giudice deve esaminare prioritariamente lo statuto e l'atto costitutivo del consorzio, oltre al comportamento complessivo delle parti. La sentenza impugnata è stata quindi annullata con rinvio.
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Manipolazione del mercato: condanna penale ma niente danni a Consob
Il Presidente del CdA di una Società Quotata e un Socio Occulto hanno ideato un piano per ottenere il controllo della società senza lanciare l'offerta pubblica obbligatoria. Attraverso un aumento di capitale fittizio, hanno convinto il mercato che i fondi servissero al risanamento aziendale. In realtà, hanno utilizzato sette milioni di euro per acquistare quote di un Fondo Immobiliare riconducibile al Socio Occulto, il quale ha poi usato quel denaro per comprare le azioni rimaste invendute. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di ostacolo alla vigilanza e manipolazione del mercato. Tuttavia, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna al risarcimento del danno patrimoniale in favore dell'Autorità di Vigilanza. La Corte ha stabilito che i costi ordinari delle indagini non costituiscono un danno risarcibile.
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Bancarotta fraudolenta: prova del pericolo concreto
La Corte di Cassazione annulla una condanna per bancarotta fraudolenta distrattiva, stabilendo un principio chiave: per configurare il reato non è sufficiente un'operazione formalmente illecita, ma è necessaria la prova di un pericolo concreto per le ragioni dei creditori. Il caso riguardava un amministratore accusato di aver distratto somme dalla vendita di un macchinario e canoni di locazione. La Suprema Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione dei giudici di merito, che si erano basati su dati formali senza valutare l'effettivo impatto patrimoniale sulla società fallita, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Rimborso addizionali: la comunicazione è essenziale
Una società energetica ha richiesto il rimborso di addizionali provinciali versate. La richiesta è stata negata per mancata tempestiva comunicazione all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato il caso a pubblica udienza per approfondire due questioni cruciali: la natura del termine per tale comunicazione (decadenziale o meno) e se il versamento delle addizionali costituisca un costo che incide sul reddito d'impresa, rendendo obbligatoria la comunicazione per il corretto rimborso addizionali.
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Prova contraria redditometro: come difendersi
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un contribuente contro un accertamento basato sul redditometro. L'ordinanza chiarisce che la prova contraria redditometro non si limita a dimostrare la disponibilità di fondi, ma richiede di provare il loro specifico utilizzo per le spese contestate. Nel caso specifico, un finanziamento pubblico ricevuto come rimborso per la costruzione di un caseificio, e non come nuovo reddito, è stato ritenuto un elemento che il giudice di merito avrebbe dovuto valutare approfonditamente. La sentenza del giudice d'appello è stata cassata per non aver esaminato in modo critico le deduzioni del contribuente.
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