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Pari Facoltà Di Rimborso

18 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Clausola inserita in un titolo finanziario cointestato che consente a ciascun titolare di riscuotere l'intera somma in modo indipendente, senza il consenso o la firma degli altri cointestatari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Buoni fruttiferi cointestati: l’erede vince contro l’Azienda
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un erede che chiedeva il rimborso di buoni fruttiferi cointestati con la clausola "pari facoltà di rimborso" dopo il decesso di uno dei titolari. L'Azienda si opponeva, sostenendo l'applicazione di norme più restrittive per i libretti di risparmio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Azienda. Ha stabilito che, per i buoni fruttiferi cointestati con tale clausola, il cointestatario superstite (o l'erede) può ottenere il rimborso dell'intera somma. Non serve la quietanza di tutti gli eredi, poiché i buoni fruttiferi hanno una natura diversa dai libretti di risparmio e sono rimborsabili "a vista". L'Azienda è stata condannata al pagamento.
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Buoni postali fruttiferi cointestati: l’incasso spetta all’erede
L'erede di una donna titolare di buoni postali fruttiferi cointestati con clausola di pari facoltà di rimborso ha richiesto a un intermediario postale la riscossione integrale delle somme. L'ente si è rifiutato di liquidare l'intero importo, sostenendo la necessità della firma congiunta dell'altro cointestatario superstite e il completamento delle pratiche di successione. Il Tribunale ha respinto la domanda del ricorrente, subordinando il pagamento alla quietanza di tutti gli aventi diritto. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale orientamento e ha accolto il ricorso dell'erede. I giudici hanno chiarito che i titoli nominativi muniti di clausola di rimborso disgiunto operano a vista. Di conseguenza, l'avente diritto può riscuotere autonomamente il capitale totale e gli interessi senza il consenso né la presenza degli altri soggetti.
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Compensazione delle spese processuali: no al ricorso dell’ente
Un ente gestore del servizio postale ha rifiutato il rimborso integrale di quattordici buoni fruttiferi a una risparmiatrice superstite dopo il decesso della madre cointestataria. I giudici territoriali hanno riconosciuto il pieno diritto della donna all'incasso totale. L'ente ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando esclusivamente la mancata compensazione delle spese processuali da parte del giudice d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno ribadito che la decisione di concedere o negare la compensazione delle spese processuali appartiene al potere discrezionale esclusivo del giudice di merito. Il magistrato non deve fornire una motivazione espressa nel caso in cui decida di non compensare i costi di causa. L'ente soccombente deve risarcire integralmente le spese legali del giudizio.
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Buoni postali fruttiferi: riscossione singola contro veto dei coeredi
Tre fratelli ereditano dei buoni postali fruttiferi cointestati con la clausola di pari facoltà di rimborso. Alla morte dei genitori, chiedono all'ufficio postale la liquidazione delle proprie quote. L'ente si rifiuta, pretendendo la firma anche della sorella dissenziente. La Corte d'Appello dichiara nullo il primo giudizio per mancata partecipazione della sorella. La Cassazione ribalta la decisione: in presenza della clausola di pari facoltà di rimborso, ogni cointestatario superstite ha il diritto di riscuotere autonomamente l'intera somma dei buoni postali fruttiferi. Non si applica la disciplina dei libretti di risparmio e non esiste un litisconsorzio necessario con gli altri eredi. I fratelli vincono il ricorso e la causa viene rinviata per un nuovo esame.
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Buoni postali fruttiferi: risparmiatore perde per vizio di forma
Un risparmiatore ha chiesto il rimborso di diversi buoni postali fruttiferi pretendendo il calcolo degli interessi originari, contestando l'applicazione di tassi peggiorativi introdotti da decreti ministeriali successivi. L'istituto postale si è opposto. Dopo la decisione d'appello favorevole all'istituto, il risparmiatore ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso principale del risparmiatore per mancanza di specificità dei motivi, non avendo egli indicato con precisione i passaggi censurati della sentenza d'appello. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale tardivo dell'istituto postale è stato dichiarato inefficace. Il risparmiatore perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.
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Buoni postali con pari facoltà di rimborso: decide il superstite
Un'utente ha richiesto il rimborso integrale di buoni postali fruttiferi cointestati con un'altra persona poi deceduta. I buoni contenevano la clausola di pari facoltà di rimborso. L'Ente Postale ha rifiutato il pagamento, pretendendo la firma di quietanza anche da parte degli eredi della defunta, equiparando i buoni ai libretti di risparmio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Ente Postale, confermando che, in caso di morte di un cointestatario, il titolare superstite ha il diritto di riscuotere l'intera somma senza il consenso degli eredi. I buoni postali con pari facoltà di rimborso circolano infatti "a vista" e non seguono le regole più restrittive dei libretti di risparmio.
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Pari facoltà di rimborso: il blocco del buono postale non vale
Un risparmiatore ha chiesto il blocco di un buono fruttifero postale cointestato con l'ex moglie durante la separazione. Nonostante la richiesta, l'ente postale ha rimborsato l'intero importo alla donna. Il risparmiatore ha quindi citato in giudizio l'ente per ottenere il 50% della somma. Il Tribunale ha rigettato la domanda, rilevando che il titolo conteneva la clausola di pari facoltà di rimborso, che permetteva a ciascun cointestatario la riscossione autonoma. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del risparmiatore, confermando che il giudizio di legittimità non può rivalutare i fatti già accertati nei gradi precedenti e che la clausola di pari facoltà di rimborso legittimava il pagamento dell'intera somma alla cointestataria.
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Buoni fruttiferi postali: condanna per l’incasso senza delega
Il Tutore di un soggetto interdetto ha citato in giudizio l'Ente Postale e il Fratello dell'interdetto per ottenere la restituzione della quota di dieci buoni fruttiferi postali cointestati all'interdetto e alla madre deceduta. Il Fratello aveva riscosso illegittimamente i titoli senza averne diritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fratello e dichiarato inammissibile quello dell'Ente Postale. I giudici hanno confermato che i buoni fruttiferi postali non possono essere riscossi da terzi senza delega legittima e che l'Ente Postale risponde in solido per aver consentito il pagamento a un soggetto non autorizzato. Il Fratello non ha provato di aver usato le somme per la cura della madre.
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Buoni postali fruttiferi: sì al rimborso senza firma di tutti
Gli eredi di un cointestatario di alcuni buoni postali fruttiferi chiedevano il rimborso delle somme a Poste Italiane. L'ente si rifiutava di pagare a causa della mancata firma di una delle coeredi, invocando le regole sui libretti di risparmio che richiedono il consenso di tutti gli aventi diritto in caso di morte di un cointestatario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede, stabilendo che per i buoni postali fruttiferi con clausola di pari facoltà di rimborso la morte di un cointestatario non blocca la riscossione. Ciascun cointestatario superstite o erede ha il diritto di riscuotere l'intera somma a vista, senza che Poste possa opporre il rifiuto basato sulla disciplina dei libretti di risparmio. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Buoni postali fruttiferi cointestati: rimborso anche senza eredi
Il Risparmiatore ha richiesto il rimborso di sei buoni postali fruttiferi cointestati con clausola di pari facoltà di rimborso. Uno dei cointestatari era deceduto. L'Ente Poste si è opposto al pagamento, pretendendo la firma di tutti gli eredi del defunto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Poste, stabilendo che la morte di un cointestatario non cancella il diritto del superstite di riscuotere l'intera somma. I buoni postali fruttiferi cointestati garantiscono infatti una solidarietà attiva che sopravvive al decesso di uno dei titolari. Il superstite può quindi ottenere il rimborso immediato a vista senza dover presentare la quietanza degli eredi, i quali mantengono solo un diritto di credito interno nei rapporti con il cointestatario che ha riscosso la somma.
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Buoni fruttiferi con pari facoltà di rimborso: il diritto del superstite
Una cittadina, cointestataria di diversi titoli di risparmio con il padre defunto, ha richiesto il rimborso integrale delle somme. L'ente postale ha negato il pagamento, esigendo la firma di tutti gli eredi e documentazione successoria. La controversia ha riguardato i Buoni fruttiferi con pari facoltà di rimborso. Mentre il primo grado riconosceva solo il 50%, la Corte d'Appello e la Cassazione hanno confermato il diritto della donna a riscuotere l'intero importo. La Suprema Corte ha stabilito che per tali titoli non si applicano le restrizioni dei libretti di risparmio, prevalendo la natura di rimborsabilità a vista. Il cointestatario superstite è pienamente legittimato a incassare il totale senza il consenso degli altri eredi.
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Lite temeraria: la Cassazione sui buoni postali
Un risparmiatore ha citato un istituto postale per ottenere il rimborso di buoni fruttiferi cointestati con la madre defunta. Nonostante una prima vittoria con condanna dell'ente per **lite temeraria**, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione sulla responsabilità aggravata, ritenendo legittima la richiesta di documentazione successoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la valutazione sulla malafede processuale è un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito e non sindacabile in sede di legittimità.
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Buoni postali cointestati: interessi e decesso
Una risparmiatrice deteneva due buoni postali cointestati. Alla morte del secondo titolare, ha richiesto il rimborso totale. L'istituto emittente si è opposto, contestando sia il diritto al rimborso senza il consenso degli eredi, sia il calcolo degli interessi. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto della cointestataria superstite a riscuotere l'intera somma in virtù della clausola di 'pari facoltà di rimborso'. Tuttavia, ha stabilito che gli interessi devono essere calcolati secondo le condizioni della serie effettivamente sottoscritta (indicate da un timbro), e non in base a quelle, superate, stampate sul modulo cartaceo.
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Buoni fruttiferi cointestati: rimborso senza eredi
Un cointestatario superstite di diversi buoni fruttiferi cointestati, contenenti la clausola di 'pari facoltà di rimborso', ha richiesto il pagamento integrale dopo il decesso degli altri titolari. La società emittente si è opposta, esigendo le firme degli eredi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo che la clausola 'pari facoltà di rimborso' autorizza ogni singolo cointestatario a riscuotere l'intera somma in autonomia, senza necessità del consenso o della firma degli eredi del contitolare defunto.
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Buoni postali: rimborso al cointestatario superstite
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16458/2024, ha ribadito un principio consolidato in materia di buoni postali fruttiferi cointestati con clausola di 'pari facoltà di rimborso'. In caso di decesso di uno dei cointestatari, il superstite ha il diritto di ottenere il rimborso dell'intera somma, senza necessità della quietanza congiunta degli eredi del defunto. La Corte ha respinto il ricorso di una società di servizi finanziari, condannandola anche per lite temeraria, sottolineando la netta differenza tra i buoni postali, pagabili 'a vista', e i libretti di risparmio, per i quali si applica una disciplina diversa e più restrittiva.
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Buoni postali cointestati: rimborso senza eredi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15655/2024, ha stabilito un principio fondamentale per i buoni postali cointestati con clausola di 'pari facoltà di rimborso'. In caso di decesso di uno degli intestatari, il superstite ha il diritto di ottenere il rimborso dell'intera somma senza la necessità di ottenere la quietanza degli eredi del defunto. La Corte ha distinto nettamente la disciplina dei buoni da quella dei libretti di risparmio, affermando che la natura 'a vista' del rimborso dei buoni prevale, tutelando gli eredi attraverso l'azione di rivalsa successiva nei confronti del cointestatario che ha incassato.
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Rimborso buoni postali cointestati: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15515/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il rimborso dei buoni postali cointestati. In caso di decesso di uno dei titolari, il superstite ha il diritto di riscuotere l'intera somma senza la necessità del consenso degli eredi del defunto, a condizione che il buono contenga la clausola di 'pari facoltà di rimborso'. La Corte ha respinto il ricorso di un istituto postale, confermando che la disciplina dei libretti di risparmio, che richiede la quietanza congiunta, non si applica a questi titoli.
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Libretto postale cointestato: prelievo dopo decesso
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di libretto postale cointestato con facoltà di prelievo disgiunto, il cointestatario superstite ha diritto a prelevare la propria quota anche in presenza dell'opposizione di un erede del defunto. La sentenza chiarisce che la nuova normativa, applicabile ai rapporti sorti dopo il giugno 2002, distingue tra la titolarità del credito e la legittimazione alla riscossione. L'opposizione dell'erede incide sui rapporti interni tra eredi e superstite, ma non impedisce all'intermediario di effettuare il pagamento a chi è legittimato a riceverlo.
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