Un ufficiale dell'esercito, dopo un trasferimento, ha ritardato la restituzione di un casco di volo al suo precedente reparto, ricevendo una condanna per disobbedienza militare. L'ufficiale si è difeso sostenendo che la richiesta non fosse un ordine vincolante, ma una diffida civile, poiché prevedeva l'alternativa di pagare il valore del bene. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che un ordine di riconsegna di materiale di servizio è un atto d'imperio. L'opzione di pagamento, configurata come trattenuta forzata sullo stipendio, non offriva una scelta reale ma, al contrario, rafforzava la natura obbligatoria del comando. La condanna per disobbedienza militare è quindi diventata definitiva.
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