Un cittadino straniero ha impugnato un'ordinanza di espulsione, emessa come misura alternativa alla detenzione, sostenendo la violazione del suo diritto alla vita familiare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. Secondo la Corte, la pericolosità sociale del ricorrente, desunta da precedenti penali e dalla commissione di un nuovo reato, prevale sui legami familiari in Italia, giustificando l'espulsione dello straniero nel rispetto dell'art. 8 CEDU.
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