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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2024

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1097 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Progressione economica PA: copertura finanziaria
Un dipendente pubblico si vede negare la progressione economica a causa della nullità della procedura selettiva, dichiarata dalla Corte d'Appello per mancanza di copertura finanziaria. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide il caso ma lo rinvia a pubblica udienza per risolvere questioni fondamentali sul ruolo della copertura finanziaria e sulla sua prova nelle selezioni interne della Pubblica Amministrazione. L'ordinanza sottolinea l'estremo rilievo delle problematiche emerse.
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Progressione economica PA: validità senza copertura?
Una dipendente pubblica si vede annullare la promozione dalla Corte d'Appello per mancanza di copertura finanziaria da parte del Comune. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ritiene la questione complessa e rinvia il caso a pubblica udienza per definire i criteri di validità della progressione economica PA in assenza di fondi e il relativo onere della prova.
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Progressione economica: copertura finanziaria e nullità
Una dipendente pubblica si vede annullare la propria progressione economica dalla Corte d'Appello a causa della mancanza di copertura finanziaria da parte dell'ente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia il caso a una pubblica udienza, sollevando questioni di massima importanza sul rapporto tra validità della procedura selettiva e requisiti contabili come l'impegno di spesa e il visto di regolarità.
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Copertura finanziaria pubblico impiego: la Cassazione
Un dipendente pubblico, primo in una graduatoria per progressione economica, si vede negare il diritto dalla Corte d'Appello a causa della presunta nullità della procedura per mancanza di copertura finanziaria. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza, evidenziando la complessità delle questioni legali relative alla necessità della copertura finanziaria nel pubblico impiego e ai suoi effetti sulla validità degli atti amministrativi.
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Recesso del conduttore: quando è legittimo? La Cassazione
Un conduttore ha esercitato il recesso anticipato da una locazione commerciale, ma la Corte d'Appello ha ritenuto il recesso inefficace, condannandolo al pagamento dei canoni residui. Impugnata la decisione, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio. La ragione è che una questione fondamentale sul risarcimento del danno in caso di recesso del conduttore è attualmente al vaglio delle Sezioni Unite, la cui decisione è attesa per garantire uniformità di giudizio.
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Autotutela sostitutiva: Cassazione rinvia alle S.U.
Un professionista riceve un avviso di accertamento, poi sostituito dall'Agenzia delle Entrate con un secondo atto che, pur basandosi sullo stesso imponibile, aumenta le sanzioni. Il motivo della sostituzione è la scoperta che la dichiarazione era da considerarsi omessa. Il contribuente contesta l'uso del potere di autotutela sostitutiva, ritenendo che questo non possa peggiorare la sua posizione. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sui limiti dell'autotutela e la sua differenza con l'accertamento integrativo è controversa e già pendente di fronte alle Sezioni Unite, ha sospeso il giudizio in attesa della loro decisione.
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Notifica PEC nulla: l’indirizzo deve essere Reginde
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della notifica di un ricorso effettuata tramite PEC a un indirizzo non istituzionale, ovvero non presente nel registro ufficiale Reginde. Poiché la notifica PEC nulla ha impedito alla controparte di difendersi, la Corte ha concesso al ricorrente un nuovo termine per rinnovare correttamente la comunicazione, sottolineando l'obbligo di utilizzare esclusivamente gli indirizzi presenti nei registri pubblici.
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Procedimento disciplinare: quando è nullo per tardività
La Corte di Cassazione esamina un caso di sanzioni disciplinari annullate a due dirigenti medici. L'ordinanza interlocutoria affronta la complessa questione della tardività del procedimento disciplinare, interrogandosi su quale sia il momento esatto da cui far decorrere i termini per la contestazione e se il responsabile di una struttura, dopo aver avviato l'azione, possa ancora trasmettere gli atti all'Ufficio competente per sanzioni più gravi. Data la rilevanza della questione, la Corte ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Procura mediazione: quando è valida per sostituire?
Un'inquilina si oppone a uno sfratto sostenendo l'invalidità della procedura di mediazione obbligatoria. Il motivo? La mancata presenza del locatore, sostituito da un avvocato con una procura ritenuta non idonea. La Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione sulla validità della procura mediazione per la corretta conduzione del procedimento, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Polizza decennale postuma: chi può agire in giudizio?
Una società utilizzatrice di un immobile subisce danni a causa di un cedimento strutturale. La questione legale centrale riguarda la natura della polizza decennale postuma stipulata dal costruttore. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di "particolare rilevanza", non essendoci precedenti specifici. Il dubbio è se si tratti di un'assicurazione contro i danni, che legittimerebbe l'acquirente ad agire direttamente contro la compagnia, o di un'assicurazione sulla responsabilità civile del costruttore. La Corte ha quindi rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, sospendendo il giudizio sul merito.
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Motivazione accertamento catastale: la Cassazione rinvia
Una società impugna un avviso di accertamento che rettifica il numero di vani catastali di un immobile. La Corte di Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale sull'obbligo di motivazione dell'accertamento catastale, sospende la decisione in attesa di una pronuncia nomofilattica su un caso analogo, che chiarirà i requisiti di validità di tali atti.
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Impugnazione ordinanza interlocutoria: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che respingeva una prima istanza di patteggiamento per incompletezza. La Corte ha stabilito che l'impugnazione di un'ordinanza interlocutoria è esclusa se il provvedimento non ha carattere definitivo e non incide sulla libertà personale, in applicazione del principio di tassatività dei mezzi di impugnazione.
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Litisconsorzio necessario: Cassazione alle Sezioni Unite
In una causa nata da un'azione per negare una servitù di passaggio su una rampa, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione. Ha ritenuto di massima importanza la questione procedurale del litisconsorzio necessario, ovvero se in una domanda di costituzione di servitù coattiva debbano essere citati in giudizio tutti i proprietari dei fondi potenzialmente interessati. Di conseguenza, ha rinviato il caso alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo, posticipando la decisione sul ricorso principale.
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Opposizione decreto ingiuntivo: il rinvio della causa
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione su un'opposizione a decreto ingiuntivo per spese condominiali. La causa è stata sospesa in attesa di essere trattata congiuntamente al ricorso pendente contro l'annullamento della delibera assembleare su cui si fondava il credito. Questa decisione sottolinea il legame di pregiudizialità tra i due procedimenti, poiché la validità del decreto ingiuntivo dipende direttamente dalla validità della delibera.
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Blocco licenziamenti dirigenti: la Cassazione dubita
Un'azienda ha licenziato un dirigente per motivi economici durante la pandemia. La Corte d'Appello aveva annullato il licenziamento, estendendo il divieto emergenziale anche ai dirigenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ritenuto che la legge, interpretata letteralmente, escluda i dirigenti dal blocco dei licenziamenti individuali. Tuttavia, ha giudicato questa esclusione irragionevole e potenzialmente incostituzionale, data la protezione invece garantita per i licenziamenti collettivi. Di conseguenza, ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale.
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Ordinanza interlocutoria: inammissibile il ricorso PM
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero avverso un'ordinanza del GIP. Il PM contestava l'ammissibilità della messa alla prova per un imputato di omicidio stradale. La Suprema Corte ha chiarito che il provvedimento impugnato non era una decisione finale, ma una mera ordinanza interlocutoria con cui il giudice esprimeva un parere prognostico positivo, rinviando per la stesura del programma. Tale atto, privo di carattere decisorio, non è impugnabile.
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Frazionamento del credito: la Cassazione alle Sezioni Unite
Una società cooperativa ha contestato la pratica di un professionista di suddividere il proprio credito per compensi in più azioni legali, denunciando un abusivo frazionamento del credito. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulle conseguenze di tale pratica (improponibilità della domanda o solo sanzioni sulle spese processuali), ha sospeso la decisione e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto definitivo.
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Credito postegato: compensazione nel fallimento?
La Corte di Cassazione esamina il caso di soci che chiedono la compensazione del loro credito postergato verso la società fallita con un proprio debito. A causa della novità e della complessità della questione, che contrappone il diritto alla compensazione (art. 56 L.F.) alla norma sulla postergazione dei finanziamenti soci (art. 2467 c.c.), la Corte non decide nel merito ma rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. La decisione del Tribunale, che aveva negato la compensazione per il credito postergato, è quindi in attesa di una pronuncia definitiva.
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Frazionamento del credito: Cassazione attende le SU
Una società cooperativa ha contestato l'abusivo frazionamento del credito per compensi professionali da parte di un avvocato. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema, ha sospeso il giudizio. La Corte attende la decisione delle Sezioni Unite per chiarire se tale pratica comporti l'improponibilità della domanda o solo conseguenze sulle spese processuali.
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Frazionamento del credito: la Cassazione si interroga
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato alle Sezioni Unite la questione sulle conseguenze del frazionamento del credito. Il caso nasce da un ricorso per il pagamento di compensi professionali, a cui la parte debitrice si è opposta sollevando l'abusivo frazionamento del credito da parte del professionista. Data l'esistenza di un contrasto giurisprudenziale sul tema, la Corte ha ritenuto necessario un intervento chiarificatore per stabilire se tale pratica comporti l'improponibilità della domanda o solo conseguenze sulla ripartizione delle spese processuali.
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