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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2022

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1430 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Definizione agevolata della lite e diniego del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento di imposte per una plusvalenza immobiliare. Dopo una pronuncia di Cassazione con rinvio, nessuna parte ha riassunto la causa nei termini di legge. L'Amministrazione ha emesso una cartella di pagamento, impugnata dal contribuente e dichiarata prescritta in secondo grado. In Cassazione, il contribuente ha domandato la definizione agevolata della lite fiscale. L'Ente impositore ha rigettato la richiesta, sostenendo che la cartella fosse un mero atto di riscossione definitiva. Il cittadino ha impugnato il diniego richiamando un precedente favorevole relativo alla comproprietaria del medesimo immobile. La Suprema Corte ha rimesso la decisione alla pubblica udienza.
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Definizione agevolata liti pendenti: lite chiusa contro il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un socio un maggior reddito di partecipazione societario per l'anno 2006. Il contribuente ha vinto la causa sia in primo che in secondo grado, poiché i giudici hanno accertato l'illegittimità della pretesa tributaria. Il Fisco ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata liti pendenti ai sensi della legge 130 del 2022, avendo vinto in entrambi i gradi di merito con valore della lite inferiore alla soglia di legge. La Suprema Corte ha preso atto della richiesta e ha sospeso il giudizio tributario, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria e della successiva estinzione definitiva.
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Definizione agevolata: Fisco bloccato dopo due gradi persi
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente, socio di una società a ristretta base azionaria, contestando un maggior reddito di partecipazione per presunte operazioni inesistenti. Il contribuente ha impugnato l'atto e ha ottenuto ragione sia in primo che in secondo grado, poiché i giudici di merito hanno ritenuto illegittima la pretesa fiscale collegata alla società. L'ente impositore ha promosso ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge 130/2022, avendo vinto in tutti i gradi precedenti con un valore non superiore a 100.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di sospensione, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa del perfezionamento della procedura agevolata.
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Blocco in Cassazione: acquisizione del fascicolo d’ufficio
Una Fondazione ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la pronuncia sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale in una lite fiscale contro la società concessionaria delle entrate locali. All'udienza camerale, i giudici supremi hanno rilevato l'impossibilità di deliberare sul merito senza visionare l'intera documentazione processuale del grado precedente. La Suprema Corte ha quindi emesso una pronuncia interlocutoria disponendo la necessaria acquisizione del fascicolo d'ufficio presso la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado. L'ordinanza ha ordinato alla cancelleria il recupero degli atti e ha rinviato il procedimento a nuovo ruolo, sospendendo la decisione finale sul contenzioso tributario.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un professionista, contestando la deduzione di costi di locazione ritenuti sproporzionati rispetto ai valori di mercato e privi del requisito di inerenza. Dopo esiti alterni nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso per cassazione lamentando vizi di motivazione dell'atto fiscale. Nelle more del procedimento, lo stesso contribuente ha presentato formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge 130 del 2022. La Suprema Corte ha verificato l'ammissibilità astratta della domanda, accertando che la controversia rientra nelle fattispecie sanabili. I giudici di legittimità hanno quindi disposto la sospensione del giudizio, rinviando la trattazione alla sezione ordinaria per consentire il perfezionamento della chiusura agevolata della lite fiscale.
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Integrazione del contraddittorio tra eredi: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori imposte a carico di una contribuente defunta tramite redditometro, contestando l'acquisto di un immobile e il possesso di un'autovettura. Gli eredi hanno impugnato gli atti e ottenuto l'annullamento della pretesa nei gradi di merito. L'Amministrazione finanziaria ha proposto ricorso per cassazione, omettendo però di notificare l'atto a uno dei successori già costituito nel giudizio d'appello. La Corte di Cassazione ha rilevato il vizio processuale e ha disposto l'integrazione del contraddittorio tra eredi, assegnando al Fisco sessanta giorni per notificare il ricorso alla parte esclusa prima di esaminare il merito della vertenza.
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Rimessione in termini e difensore malato: la Cassazione frena
Un contribuente ha impugnato vari avvisi di accertamento per il mancato pagamento dell'IMU. Il ricorso originario è stato notificato oltre i termini a causa di una grave malattia che ha colpito il difensore. I giudici di merito hanno respinto la richiesta del contribuente, negando la concessione della rimessione in termini. Secondo i magistrati territoriali, la nomina di due distinti avvocati escludeva l'impossibilità oggettiva di agire tempestivamente, poiché il secondo legale non risultava impedito. La Corte di Cassazione non ha definito subito il giudizio, ma ha ravvisato una questione di particolare rilievo sull'istituto della rimessione in termini. Per tale ragione, i giudici hanno trasmesso gli atti alla sezione ordinaria tributaria per una trattazione approfondita.
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Fisco contro Comune: definizione agevolata delle liti tributarie
L'Amministrazione Finanziaria contesta a un Comune il mancato versamento dell'imposta sulle somme ricevute dal gestore del servizio idrico per il rimborso di vecchi mutui. I giudici di merito danno ragione all'ente locale, escludendo l'obbligo fiscale perché il trasferimento deriva da una norma di legge e non da uno scambio contrattuale. L'ente impositore ricorre in Cassazione per sostenere l'imponibilità delle somme. Il Comune presenta tempestiva domanda per accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie introdotta dalla legge di riforma della giustizia tributaria. I giudici di legittimità accertano la sussistenza di tutti i presupposti di legge. La Suprema Corte accoglie l'istanza difensiva e ordina la sospensione temporanea del procedimento giudiziario, rinviando la trattazione della causa alla sezione ordinaria.
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Decadenza dalla rateizzazione per un giorno: la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente la decadenza dalla rateizzazione delle imposte IRPEF per il ritardo di un solo giorno nel pagamento della sedicesima rata. Il contribuente aveva versato regolarmente tutte le altre rate del piano. I giudici di merito hanno annullato la cartella di pagamento, ritenendo il lieve ritardo un errore scusabile compiuto in buona fede. L'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la rigidità dei termini di legge. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha depositato un'istanza di sospensione della lite fiscale ai sensi della riforma del contenzioso tributario. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, accertando i presupposti di valore e pendenza del procedimento e sospendendo la causa.
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Rinuncia all’eredità e donazione: beni contesi tra eredi
Due fratelli ricevono beni immobiliari dal padre tramite atto donativo e successivamente rinunciano all'eredità paterna. Uno dei fratelli richiede la divisione giudiziale degli immobili comuni. La controversia giunge in Cassazione, che esamina gli effetti della fattispecie di rinuncia all'eredità e donazione in conto di legittima dopo il subentro dei figli per rappresentazione. I giudici sollevano inoltre un dubbio preliminare sull'autentica della procura ad litem da parte di un funzionario giudiziario. Vista la complessità nomofilattica e l'assenza di precedenti conformi, la Suprema Corte rimette la causa alla pubblica udienza.
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Multe ZTL e vettori: le regole sull’accesso ZTL per NCC
Un consorzio di noleggio con conducente impugna dieci verbali emessi per il transito nelle corsie preferenziali e nella zona a traffico limitato della Capitale. L'azienda possiede regolare licenza rilasciata da un Comune diverso e sostiene l'illegittimità delle sanzioni per effetto della sospensione legislativa degli obblighi di comunicazione preventiva. I giudici di merito confermano le multe escludendo l'efficacia retroattiva della proroga normativa. La Corte di Cassazione evidenzia che la disciplina riguardante l'accesso ZTL per NCC presenta contrasti interpretativi di rilevante impatto economico. Poiché la questione centrale sulla validità delle proroghe e sull'obbligo di preavviso pende già dinanzi alle Sezioni Unite, la Suprema Corte sospende il giudizio e rinvia la causa a nuovo ruolo.
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Liquidazione del compenso del difensore: cambio sezione
Un cittadino ha promosso ricorso per ottenere la liquidazione del compenso del difensore maturato per l'assistenza legale prestata, chiamando in causa il Ministero della Giustizia. La controversia è giunta dinanzi alla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione. I giudici hanno esaminato l'oggetto specifico della domanda e hanno rilevato un difetto di attribuzione interna. La materia delle parcelle e degli onorari professionali spetta infatti alla specifica ripartizione tabellare di un'altra sezione. Di conseguenza, la Prima Sezione non ha deciso il merito ma ha rimesso gli atti alla Seconda Sezione Civile, competente per legge e organizzazione interna a pronunciarsi sulle spettanze dei professionisti legali.
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Rinvio per trattative: scontro societario verso l’accordo
Una società alberghiera e un gruppo societario concorrente hanno impugnato reciprocamente in Cassazione una sentenza della Corte di Appello. Durante il giudizio, entrambe le parti hanno depositato un'istanza congiunta segnalando la presenza di complesse trattative negoziali per comporre l'intera disputa a livello internazionale. Le società hanno quindi domandato la sospensione dell'iter processuale e la riunione della causa con un altro procedimento pendente. I giudici supremi hanno accolto l'istanza e disposto il rinvio per trattative della controversia, permettendo ai contendenti di proseguire il dialogo conciliativo per risolvere bonariamente il contenzioso.
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Definizione agevolata della controversia e stop al ricorso
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento riguardante debiti Irpef e Irap per gli anni 2000 e 2001, opponendosi alle richieste dell'Agenzia delle Entrate e del concessionario della riscossione. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la causa è approdata dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more dell'udienza, il contribuente ha depositato formali istanze per bloccare il procedimento al fine di valutare l'adesione alla pace fiscale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta del debitore e ha disposto la sospensione del processo tributario in attesa della definizione agevolata della controversia. Tale decisione congela il contenzioso e consente al contribuente di estinguere la pendenza fiscale secondo i criteri della normativa speciale introdotta dalla riforma della giustizia tributaria.
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Morte del difensore in Cassazione: stop alla lite e nuova notifica
In una controversia civile tra due società di produzione cinematografica, la Corte di Cassazione doveva decidere sul ricorso in camera di consiglio. L'ufficiale giudiziario ha accertato il decesso del legale della società ricorrente al momento della notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza. La Suprema Corte ha chiarito che la morte del difensore unico, avvenuta dopo il deposito dell'impugnazione ma prima della scadenza per le memorie scritte, compromette la difesa tecnica. I giudici hanno quindi sospeso la decisione e ordinato il rinvio della causa a nuovo ruolo. Il tribunale ha disposto la notifica diretta alla società per consentirle di nominare un nuovo avvocato.
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Opposizione allo stato passivo: verbale o notifica?
Un creditore ha presentato una domanda tardiva per ottenere l'ammissione del proprio credito nel fallimento di una società. Il giudice delegato ha respinto la richiesta inserendo la decisione direttamente nel verbale d'udienza. Il creditore ha successivamente promosso un ricorso in opposizione allo stato passivo, ma il Tribunale lo ha dichiarato inammissibile. Secondo i giudici di merito, la presenza all'udienza sostituiva la comunicazione formale e faceva scadere il termine breve di trenta giorni. Il creditore ha impugnato la decisione in Cassazione. La Suprema Corte ha rimesso la causa in pubblica udienza per chiarire se la lettura a verbale equivalga alla notifica formale ai fini della decorrenza dei termini di impugnazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione rinvia la lite
Una società contribuente ha contestato la debenza di somme richieste dall'ente di riscossione tramite l'impugnazione estratto di ruolo, affermando di non aver mai saputo dei debiti. I giudici di secondo grado hanno accertato la notifica della cartella di pagamento, ma hanno dichiarato prescritti i crediti erariali per il decorso di cinque anni tra la notifica e il rilascio dell'estratto. L'Agente della Riscossione ha impugnato tale verdetto davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha pronunciato un'ordinanza interlocutoria, disponendo la trasmissione degli atti alla sezione tributaria ordinaria in attesa degli esiti di questioni giuridiche già rimesse all'udienza pubblica, sospendendo temporaneamente la definizione del contenzioso.
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Lite con il Fisco: la definizione agevolata blocca il ricorso
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società imposte non versate per l'anno 2009 relative a IRES, IRAP e IVA. I giudici di secondo grado hanno annullato l'accertamento fiscale, riconoscendo il valore vincolante di un giudicato esterno già favorevole alla società per una diversa annualità. Il Fisco ha presentato ricorso in Cassazione per contestare tale estensione automatica. Nelle more del procedimento, la società contribuente ha presentato formale domanda di adesione alla definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022, depositando la relativa istanza di sospensione. I Supremi Giudici hanno accertato la regolare sussistenza dei requisiti normativi. Di conseguenza, la Corte ha disposto la sospensione del giudizio tributario pendente, rimettendo la causa sul ruolo ordinario in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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Gestione Separata INPS: contributi e sanzioni al vaglio
Un professionista legale contesta l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per i redditi del 2009 poco superiori a 5.000 euro, sostenendo la non abitualità dell'attività e la prescrizione della pretesa contributiva. Inoltre, il ricorrente eccepisce l'illegittimità delle sanzioni civili applicate. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, evidenzia l'impatto della sentenza n. 104/2022 della Corte Costituzionale sul regime sanzionatorio applicabile agli avvocati non iscritti alla cassa forense. I giudici di legittimità decidono quindi di rimettere la causa alla sezione ordinaria per una decisione approfondita sull'intero contenzioso.
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Integrazione del contraddittorio tra rinvio e notifica
Un'azienda ha impugnato la sentenza d'appello che dichiarava inammissibile la riassunzione della causa previdenziale contro l'ente di previdenza e l'agente della riscossione. I giudici di secondo grado contestavano la mancata integrazione del contraddittorio nei confronti dell'agente subentrante nei termini di legge. La Suprema Corte ha rilevato la particolare rilevanza della questione processuale. I giudici hanno quindi rimesso la causa alla sezione lavoro ordinaria in pubblica udienza per definire la corretta interpretazione delle notifiche al nuovo esattore.
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