LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Opposizione

826 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In diritto, l'opposizione è un atto giuridico di resistenza avverso un provvedimento, una determinazione, una sentenza, o in genere avverso un qualsiasi atto o fatto di rilevanza giuridica contrario agli interessi di chi la proponga.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Sfoglia per anno

Provvedimenti

Compensazione delle spese di lite: chi vince ma sbaglia non incassa
Un avvocato difende una cliente ammessa al patrocinio a spese dello Stato in una causa di separazione. Il legale omette di depositare tempestivamente il documento di ammissione prima della sentenza, subendo il diniego della liquidazione del proprio compenso. Il professionista propone quindi opposizione contro il provvedimento e ottiene il pagamento dell'onorario. Tuttavia, il giudice dispone la compensazione delle spese di lite del procedimento, imputando la nascita della causa all'errore iniziale del difensore. L'avvocato ricorre in Cassazione contestando la mancata condanna del Ministero alle spese. La Suprema Corte respinge il ricorso, confermando che la compensazione delle spese di lite è legittima anche a favore del vincitore quando la sua negligenza ha reso inevitabile il processo.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: decreto valido e ricorso tardivo
Un Tribunale ha liquidato i compensi spettanti al difensore di un cittadino ammesso al patrocinio a spese dello Stato. L'Ufficio della Procura ha contestato il provvedimento presentando ricorso in opposizione oltre i termini ordinari, sostenendo di non aver mai ricevuto la formale comunicazione telematica dell'atto. Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato l'esito negativo per la Procura. I giudici hanno chiarito che, anche in assenza di notifica o comunicazione ufficiale, decorre inderogabilmente il termine lungo di impugnazione dalla pubblicazione del decreto. Il decorso del tempo preclude qualsiasi contestazione tardiva contro la liquidazione.
Continua »
Equa riparazione Legge Pinto: vietato il ricorso diretto
Un cittadino ha richiesto l'indennizzo per la durata eccessiva di un giudizio. Il giudice di secondo grado ha emesso un decreto con cui ha accolto la domanda, liquidando però una cifra ridotta a titolo di spese legali. Il cittadino ha contestato tale importo proponendo direttamente ricorso in Cassazione. L'amministrazione ministeriale ha resistito alla domanda. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge prevede che contro il decreto di equa riparazione Legge Pinto la parte debba proporre opposizione dinanzi alla medesima corte territoriale entro trenta giorni. L'interessato non può saltare il giudizio di opposizione per rivolgersi direttamente ai giudici di legittimità, anche quando la contestazione riguarda soltanto la quantificazione delle spese processuali.
Continua »
Equa riparazione legge Pinto: procura valida anche in opposizione
Alcuni cittadini richiedono l'equa riparazione legge Pinto per la durata eccessiva di una causa civile. Il giudice monocratico rigetta l'istanza e i cittadini propongono opposizione. La Corte d'Appello dichiara inammissibile l'opposizione, ritenendo non valida la procura alle liti rilasciata nella fase iniziale. Il Ministero della Giustizia sostiene inoltre che la domanda fosse tardiva negando la sospensione feriale estiva. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. I giudici chiariscono che la sospensione feriale dei termini si applica al termine di sei mesi della legge Pinto. Inoltre, la Corte afferma che la procura iniziale copre l'intero procedimento, inclusa la successiva opposizione, in quanto il giudizio ha carattere unitario. La causa torna quindi in Corte d'Appello per essere riesaminata nel merito.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: ricorso tardivo della Procura
La Procura della Repubblica ha impugnato con forte ritardo il decreto di liquidazione della parcella spettante al difensore di un cittadino non abbiente. L'ufficio requirente sosteneva di non aver mai ricevuto la notifica del provvedimento. Il Tribunale ha tuttavia accertato la presenza di un'annotazione di presa visione nel fascicolo risalente a quasi due anni prima, rigettando l'istanza. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso promosso dalla Procura per decadenza dei termini. Nel sistema del patrocinio a spese dello Stato, la piena conoscibilità dell'atto fa scattare i termini perentori di impugnazione, rendendo irrilevanti eventuali disservizi organizzativi interni dell'ufficio pubblico.
Continua »
Opposizione a decreto di liquidazione tardiva e compenso
Un Tribunale ha liquidato il compenso spettante a un difensore per l'assistenza prestata a un soggetto ammesso al gratuito patrocinio. La Procura della Repubblica ha presentato tardivamente opposizione a decreto di liquidazione, lamentando l'omessa notifica formale del provvedimento. Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile per decadenza dei termini. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dell'impugnazione: in assenza di notificazione del provvedimento, trova piena applicazione il termine lungo semestrale di impugnazione a decorrere dalla pubblicazione dell'atto. Di conseguenza, il difensore mantiene integralmente il diritto al pagamento del compenso liquidato.
Continua »
Liquidazione compenso difensore: ricorso tardivo inammissibile
La Procura della Repubblica ha impugnato con estremo ritardo il decreto che stabiliva la liquidazione del compenso difensore per un avvocato impegnato nel patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile l'opposizione perché presentata oltre i termini di legge. La Procura ha quindi presentato ricorso per Cassazione, sostenendo di non aver mai ricevuto la formale notifica del provvedimento. La Suprema Corte ha respinto il ricorso e ha confermato l'inammissibilità. I giudici hanno chiarito che l'annotazione di presa visione del fascicolo equivale alla piena conoscenza del provvedimento. Di conseguenza, il conteggio dei termini decorre da tale momento o, al massimo, dalla pubblicazione dell'atto. Le disfunzioni interne all'ufficio pubblico non giustificano il superamento delle scadenze di legge.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: notifica tardiva e compenso fermo
La Procura della Repubblica ha impugnato con forte ritardo il decreto di liquidazione emesso a favore di un difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Il Pubblico Ministero ha sostenuto di non aver mai ricevuto la notifica formale del provvedimento. Il Tribunale ha respinto la contestazione evidenziando la presenza dell'annotazione di presa visione nel fascicolo civile. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso per mancata sintesi dei fatti e decadenza dai termini. La conoscenza dell'atto tramite annotazione equivale alla notifica e fa decorrere i termini perentori di impugnazione, rendendo definitivo il compenso del legale.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: termini opposizione
Un Tribunale ha liquidato i compensi spettanti a un difensore per l'attività svolta nell'ambito del patrocinio a spese dello Stato. La Procura della Repubblica ha proposto opposizione contro il provvedimento di liquidazione. Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato oltre i termini di legge. La Procura ha impugnato l'ordinanza davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo di non aver ricevuto la formale comunicazione telematica del provvedimento originario. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità del ricorso dell'organo requirente. I giudici hanno chiarito che, anche in assenza di comunicazione rituale, si applica il termine di decadenza decorrente dalla pubblicazione del decreto.
Continua »
Giurisdizione sul licenziamento: ente estero e giudice italiano
Un lavoratore ha impugnato il proprio recesso davanti al Tribunale italiano contro un ente turistico estero operante in Italia. L'ente ha sollevato il difetto di giurisdizione, sostenendo la propria natura pubblica e invocando i giudici del proprio Paese d'origine. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato la giurisdizione sul licenziamento a favore del giudice italiano. L'ente convenuto è un'associazione registrata di diritto privato, partecipata anche da soggetti privati e titolare di partita IVA italiana. Le sovvenzioni statali ricevute dall'ente estero non bastano a conferirgli prerogative sovrane o immunità. Il rapporto lavorativo si è svolto interamente sul territorio nazionale con contratto italiano.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: compenso salvo dopo la causa
Un avvocato ha chiesto la liquidazione del proprio compenso per l'assistenza prestata a un cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Il professionista ha depositato l'istanza dopo la sentenza definitiva sul merito della causa. Il Tribunale ha respinto la richiesta ritenendo tardivo il deposito successivo alla chiusura del giudizio. Il difensore ha quindi proposto ricorso per cassazione contestando l'inesistenza di un termine perentorio di decadenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'avvocato. I giudici hanno chiarito che la legge raccomanda la decisione contestuale per velocizzare il procedimento ma non punisce l'istanza tardiva con la perdita del diritto al compenso. Il mancato deposito preventivo non costituisce rinuncia al credito professionale maturato.
Continua »
Autovelox e multe: la Cassazione conferma la validità delle sanzioni
Un automobilista ha ricevuto una multa per eccesso di velocità rilevato da un autovelox. Ha contestato la sanzione, sostenendo che il decreto prefettizio che autorizzava l'installazione dell'autovelox fosse illegittimo e che la segnalazione non fosse adeguata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il giudice può valutare la legittimità del decreto prefettizio solo per vizi formali, non di merito. Per le strade statali, il parere dell'ente proprietario non è necessario se coincide con la Prefettura. La segnalazione dell'autovelox deve essere adeguata, ma non esiste una distanza minima fissa. L'omologazione dell'autovelox era regolare, rendendo irrilevante la modalità di rilevazione. La multa per autovelox è quindi valida.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: stop a ricorsi oltre i termini
Un Tribunale ha liquidato il compenso a un difensore per l'attività svolta con il patrocinio a spese dello Stato. Il Pubblico Ministero ha presentato opposizione per contestare la somma a distanza di quasi due anni, sostenendo di non aver mai ricevuto la regolare notifica telematica dell'atto. Il Tribunale ha respinto l'istanza per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso della Procura. La Suprema Corte ha chiarito che, anche in mancanza della notifica formale che attiva il termine breve di trenta giorni, l'impugnazione deve rispettare il termine lungo calcolato dalla pubblicazione del provvedimento. Il decreto di pagamento rimane pertanto valido ed efficace a favore del difensore.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: opposizione tardiva e rigetto
Il Tribunale ha liquidato i compensi spettanti a un difensore per l'attività svolta con il patrocinio a spese dello Stato. L'organo requirente ha impugnato il provvedimento contestando la cifra stabilita. Il Tribunale ha dichiarato tardiva l'opposizione perché presentata oltre i termini consentiti. La Procura ha proposto ricorso per Cassazione sostenendo di non aver mai ricevuto la regolare comunicazione dell'atto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che l'opposizione contro la liquidazione deve essere proposta entro trenta giorni dalla comunicazione oppure, in assenza di notifica, entro il termine lungo di impugnazione decorrente dalla pubblicazione. Essendo scaduti entrambi i termini, il compenso dell'avvocato resta definitivamente confermato.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato e termini decaduti
Un Tribunale ha liquidato i compensi spettanti a un Difensore per l'assistenza prestata a un cliente ammesso al patrocinio a spese dello Stato. La Procura della Repubblica ha presentato opposizione per contestare la liquidazione, sostenendo di non aver ricevuto la comunicazione formale del decreto. I giudici di merito hanno dichiarato l'opposizione inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso proposto dall'Ufficio Requirente. La Suprema Corte ha chiarito che il termine per proporre opposizione è di trenta giorni dalla notifica o comunicazione. Qualora manchi tale notifica, scatta inderogabilmente il termine lungo generale previsto dalla legge a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento. Il ritardo accumulato ha reso definitivo il pagamento in favore dell'avvocato.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: opposizione tardiva del PM
Il Tribunale ha liquidato i compensi spettanti a un avvocato per l'assistenza fornita nell'ambito del patrocinio a spese dello Stato. La Procura della Repubblica ha proposto opposizione contro tale liquidazione lamentando la mancata notifica formale del provvedimento. Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto oltre i termini di legge. La Procura ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. I Supremi Giudici hanno confermato l'inammissibilità dell'opposizione. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di notificazione formale, decorre il termine lungo di decadenza dalla data di pubblicazione del decreto, rendendo definitiva la somma liquidata a favore del professionista.
Continua »
Rinuncia al ricorso: il debito resta, ma senza contributo unificato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso originato da un decreto ingiuntivo per il pagamento di 183.000 euro, emesso contro una società e i suoi eredi in favore di una compagnia assicurativa. Dopo che il Tribunale e la Corte d'Appello avevano confermato il decreto, i debitori hanno presentato un ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, i ricorrenti hanno deciso di esercitare la loro facoltà di rinuncia al ricorso. La compagnia assicurativa non ha aderito a questa rinuncia. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione, ponendo le spese processuali a carico dei ricorrenti, ma ha chiarito che, data la natura della rinuncia, non era dovuto il contributo unificato aggiuntivo.
Continua »
Vizi Appalto: La Cassazione Chiarisce i Termini per la Denuncia
Un Lavoratore edile ha chiesto il pagamento per lavori eseguiti, ma il Committente ha contestato vizi e irregolarità, chiedendo risarcimenti. Dopo una sentenza di primo grado e una d'appello che hanno dato ragione al Committente, il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha accolto il ricorso del Lavoratore, stabilendo che la rinuncia a un'istanza istruttoria non può essere presunta solo perché non reiterata. Inoltre, ha chiarito che il termine per la denuncia vizi opera appalto inizia quando il Committente ha piena e sicura conoscenza dei difetti, non dalla consegna formale. La sentenza d'appello è stata annullata e la causa rinviata per una nuova valutazione.
Continua »
Notifica Ricorso in Cassazione: Errore Procedurale Costa Caro all’Ente
Un Cittadino ha contestato con successo una cartella esattoriale per spese di giustizia, sostenendo la mancanza di motivazione. Il Tribunale ha accolto la sua richiesta. Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate Riscossione e altri enti hanno presentato un ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione principale è stata la notifica incompleta del ricorso stesso. L'atto, inviato all'avvocato del Cittadino, è stato restituito al mittente per irreperibilità, senza mai raggiungere il destinatario. La Corte ha ribadito che la Notifica ricorso in Cassazione si perfeziona solo con la consegna effettiva, non con la semplice spedizione, rendendo il ricorso non valido.
Continua »
Spese legali legge Pinto: risarcimento pieno ma tariffa base
Alcuni cittadini hanno ottenuto un risarcimento per l'eccessiva durata di un processo civile. Il giudice ha liquidato in loro favore un indennizzo e una somma a titolo di spese processuali calcolata con i parametri della fase monitoria. I richiedenti hanno proposto opposizione chiedendo compensi più alti e l'applicazione dei parametri ordinari. La Corte d'Appello ha respinto l'opposizione confermando i conteggi iniziali. I cittadini hanno quindi presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato la decisione di merito. I giudici hanno chiarito la disciplina delle spese legali legge Pinto. La fase sommaria iniziale segue le tariffe dei procedimenti monitori. Il privato che perde l'opposizione proposta per ottenere maggiori compensi non può pretendere un ricalcolo favorevole delle spese.
Continua »