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Onere Della Prova — Anno 2025

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1925 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Della Prova

Provvedimenti

Onere della prova inadempimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25910/2025, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova inadempimento in un caso di risoluzione contrattuale. Una professionista ha citato in giudizio una struttura alberghiera per interruzione illegittima del rapporto, ma la società ha eccepito un grave inadempimento della stessa, consistente in incassi non dichiarati. La Corte ha rigettato il ricorso della professionista, confermando che chi subisce l'eccezione di inadempimento deve provare di aver adempiuto correttamente alla propria obbligazione.
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Ricalcolo del saldo: la domanda del correntista
Una società ha citato in giudizio una banca per l'applicazione di oneri illegittimi sul proprio conto corrente. La Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha chiarito che la richiesta di ricalcolo del saldo, previa eliminazione delle clausole nulle, non obbliga il correntista a provare l'esistenza di specifiche rimesse solutorie. L'azione mira infatti a rettificare il saldo contabile e non a ottenere la restituzione di singoli versamenti. Il ricorso della banca è stato quindi respinto, stabilendo un importante principio a tutela dei correntisti che contestano la legittimità delle condizioni applicate ai loro rapporti bancari.
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Onere della prova: la valutazione del giudice di merito
Una società finanziaria ha agito in giudizio contro un Comune per il recupero di crediti derivanti da forniture energetiche, ma la sua domanda è stata accolta solo in parte poiché una delle fatture prodotte è stata ritenuta priva di adeguato valore probatorio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, ribadendo che la valutazione delle prove spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi logici. La Corte ha inoltre confermato che l'onere della prova grava su chi agisce in giudizio e che il pagamento del contributo unificato segue sempre il principio della soccombenza.
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Onere della prova: chi prova l’affidamento bancario?
Un correntista ha citato in giudizio una banca per addebiti illegittimi. La banca ha eccepito la prescrizione delle somme richieste. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del cliente, stabilendo che l'onere della prova riguardo l'esistenza di un affidamento bancario, fondamentale per determinare la natura delle rimesse e quindi il decorso della prescrizione, grava sul correntista stesso e non sulla banca.
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Accertamento studi di settore: onere della prova
Un'ordinanza della Cassazione analizza il caso di un accertamento studi di settore, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova. Se il contribuente non partecipa al contraddittorio preventivo con il Fisco, la sua posizione processuale si indebolisce. La Corte ha cassato la sentenza di merito che non aveva dato il giusto peso a tale inerzia, ribadendo che spetta al contribuente dimostrare con prove concrete le circostanze che giustificano un reddito inferiore a quello standardizzato.
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Sicurezza trasporto passeggeri: dovere del conducente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un autista di autobus ha agito correttamente facendo scendere i passeggeri in piedi su un tratto autostradale, nonostante un ordine di servizio lo permettesse. La Corte ha confermato l'illegittimità della sanzione disciplinare inflitta al lavoratore, sottolineando che la valutazione sulla sicurezza trasporto passeggeri e l'incolumità delle persone prevale sulle direttive aziendali.
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Dichiarazione integrativa e onere della prova
La Corte di Cassazione chiarisce che una dichiarazione integrativa presentata in ritardo non preclude il diritto al rimborso, a patto che la relativa istanza sia tempestiva. Tuttavia, il contribuente ha sempre l'onere della prova di dimostrare l'errore che ha generato il credito. Nel caso di specie, una società aveva richiesto un cospicuo rimborso, ma la Corte ha cassato la decisione favorevole dei giudici di merito perché la società non aveva fornito prova documentale dell'errore commesso, limitandosi a presentare i dati corretti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sulla prova.
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Rimborso acconto Irap: quando decorre la decadenza?
Un istituto di credito ha richiesto un rimborso per un acconto Irap versato in eccesso, avendo seguito le indicazioni dell'Amministrazione Finanziaria poi ritenute errate. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso, stabilendo che il termine di decadenza per la richiesta di rimborso acconto Irap decorre dal versamento del saldo finale, e non dall'acconto, quando il contribuente ha agito in buona fede. La sentenza chiarisce anche le regole sull'onere della prova in capo al contribuente.
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Contributo bonifica: prova del beneficio e riscossione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito la legittimità della riscossione del contributo bonifica tramite ruolo. Anche in assenza di un piano di classifica valido, il consorzio può dimostrare il beneficio specifico per l'immobile. Nel caso di specie, la prova della diminuzione del rischio idrogeologico è stata ritenuta sufficiente a giustificare la pretesa, a fronte della generica contestazione del contribuente. La Corte ha così rigettato il ricorso del proprietario di un immobile.
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Ricorso inammissibile: motivi e decisioni della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di debito bancario. L'analisi si concentra sui motivi procedurali, come l'introduzione di nuove eccezioni in appello e la genericità delle censure, che hanno portato al rigetto di tutte le doglianze del debitore. La Corte ha ribadito l'importanza del rispetto delle preclusioni processuali.
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Onere della prova: Cassazione su condizioni detentive
Un detenuto ha richiesto un risarcimento per presunte condizioni detentive inumane. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che l'onere della prova si sposta sull'amministrazione penitenziaria solo in caso di totale assenza di informazioni ufficiali, e non in presenza di un semplice contrasto tra le affermazioni del detenuto e i rapporti dell'istituto. La Corte ha stabilito che, se l'amministrazione fornisce dati adeguati, il giudice può ritenerli credibili senza obbligo di ulteriori indagini, a meno che la sua valutazione non sia palesemente illogica.
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Omessa dichiarazione: prova e presunzioni bancarie
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omessa dichiarazione a carico di un'amministratrice di società. La sentenza chiarisce che i bonifici e prelievi ingiustificati dai conti societari a quelli personali non costituiscono mere presunzioni tributarie, ma prove dirette della disponibilità di redditi non dichiarati. La Corte ha ritenuto che, a fronte di tali elementi documentali, la difesa non avesse fornito giustificazioni credibili, confermando così la colpevolezza per il reato di omessa dichiarazione.
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Onere della prova: come dimostrare il credito di lavoro
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex dipendente contro una società in liquidazione, confermando che l'onere della prova del credito spetta interamente al lavoratore. Documenti come buste paga non firmate o certificazioni uniche parziali sono stati ritenuti insufficienti a dimostrare il diritto alle retribuzioni e al TFR, evidenziando la necessità di prove complete e certe nel contesto di una procedura concorsuale.
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Tempestività opposizione: su chi grava la prova?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un dirigente sanzionato per impiego irregolare di lavoratori. La Corte ha stabilito che la prova della tempestività opposizione a un'ordinanza ingiunzione spetta sempre a chi la propone. Non sono state considerate prove valide le informazioni, indicate come non ufficiali, presenti sul sito di tracciamento postale, confermando che l'onere della prova grava interamente sull'opponente.
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Onere della prova: Cassazione su lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La decisione si fonda sull'incapacità del ricorrente di soddisfare l'onere della prova e sulla formulazione di motivi di ricorso non specifici o volti a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che spetta al lavoratore dimostrare concretamente gli indici della subordinazione.
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Onere della prova costi: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14876/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di costi contestati per fatture generiche. È stato confermato che l'onere della prova costi ricade sul contribuente, ma può essere assolto fornendo prove ulteriori che dimostrino l'effettività e l'inerenza della prestazione, come pagamenti regolari e presenza del personale. La motivazione del giudice di merito, anche se sintetica, è stata ritenuta sufficiente perché ha esplicitato il percorso logico seguito per considerare superata la presunzione di indeducibilità.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14857/2025, ha ribadito i principi sull'onere della prova in materia di accertamenti bancari. In un caso riguardante un imprenditore individuale, la Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato l'accertamento. Secondo i giudici, una volta che l'Amministrazione Finanziaria produce i dati dei conti correnti, scatta una presunzione legale di maggiori ricavi. Spetta quindi al contribuente fornire una prova analitica e specifica, per ogni singola operazione, che dimostri la non inerenza delle somme a fatti imponibili, non essendo sufficiente una difesa generica.
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Onere della prova TARES: chi deve dimostrare l’esenzione?
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per la TARES su diversi immobili, sostenendone la non tassabilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'onere della prova TARES per ottenere un'esenzione spetta al contribuente. Questi deve dimostrare attivamente l'oggettiva inutilizzabilità dell'immobile e l'incapacità di produrre rifiuti. Inoltre, è stato ribadito il divieto di introdurre nuove ragioni di fatto in appello, considerate inammissibili.
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Onere della prova Tares: chi deve dimostrare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento per la Tares. La Corte ha ribadito che l'onere della prova per ottenere un'esenzione, come quella per immobili inutilizzabili, spetta interamente al contribuente, che deve presentare un'apposita dichiarazione di variazione. La sentenza ha inoltre confermato la validità degli avvisi di accertamento automatizzati anche senza firma autografa.
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Contributi consortili: autostrade e onere della prova
Una società di gestione autostradale ha contestato una richiesta di pagamento per contributi consortili, sostenendo di non ricevere alcun beneficio dalle opere del consorzio a causa della specifica natura dell'infrastruttura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esistenza di un "piano di classifica" approvato crea una presunzione di beneficio. Di conseguenza, spetta al contribuente l'onere di dimostrare, attraverso una contestazione specifica del piano, l'assenza totale di un vantaggio diretto, onere che in questo caso non è stato assolto.
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