La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24610/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di plusvalenza da cessione di terreno. Il valore di un immobile definito ai fini dell'imposta di registro, anche se concordato con l'acquirente, non può essere automaticamente utilizzato dall'Agenzia delle Entrate per presumere un maggior corrispettivo e calcolare la plusvalenza tassabile ai fini IRPEF a carico del venditore. La Corte ha specificato che l'Amministrazione finanziaria deve fornire ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti per supportare la sua pretesa, non potendo invertire l'onere della prova sul contribuente. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata e il caso rinviato per un nuovo esame.
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