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Onere Della Prova — Anno 2025

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1925 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Della Prova

Provvedimenti

Esenzione IMU enti ecclesiastici: il no della Cassazione
La Cassazione nega l'esenzione IMU a un ente ecclesiastico per una scuola, perché le rette, seppur inferiori alla media, non erano simboliche. L'attività è stata ritenuta commerciale, escludendo il beneficio fiscale. Irrilevante la gestione in perdita e il giudicato di anni precedenti.
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Esenzione IMU università: quando le rette la escludono
Una università privata si è vista negare il diritto all'esenzione IMU per l'anno 2016. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per beneficiare dell'agevolazione fiscale, l'ente deve fornire prova rigorosa che l'attività didattica sia svolta con modalità non commerciali, ovvero gratuitamente o con rette puramente simboliche. La sola qualifica di ente non profit non è sufficiente, e la mancata presentazione di bilanci o altra documentazione idonea a dimostrare la natura non commerciale dell'attività determina il rigetto della richiesta di esenzione IMU.
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Esenzione IMU Enti Religiosi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione IMU a un istituto religioso per un immobile adibito a casa per ferie. La sentenza chiarisce che la presenza di un corrispettivo, anche se a tariffe ridotte, e un rilevante volume d'affari qualificano l'attività come commerciale, escludendo il diritto all'agevolazione. Viene inoltre ribadito che l'onere di provare i requisiti per l'esenzione IMU per enti religiosi spetta interamente al contribuente.
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Ricalcolo TFR: quali voci includere nella base?
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un gruppo di lavoratori contro un'azienda di gestione autostradale, stabilendo un principio chiave per il ricalcolo TFR. La Corte ha chiarito che, per legge, tutte le somme corrisposte in modo non occasionale devono essere incluse nella base di calcolo del TFR. Un contratto collettivo può derogare a questa regola solo con una previsione esplicita e inequivocabile, non per implicita esclusione. L'onere di provare tale esclusione spetta al datore di lavoro. La sentenza d'appello, che aveva erroneamente invertito l'onere della prova, è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Opposizione liquidazione compensi: onere della prova
Un avvocato ha impugnato un decreto di liquidazione dei compensi per gratuito patrocinio. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nell'ambito di una opposizione a liquidazione compensi, è onere del ricorrente produrre il provvedimento impugnato, pena il rigetto per carenza di prova. La Corte ha inoltre accolto il motivo relativo alla condanna alle spese, affermando che se la controparte ne chiede la compensazione, il giudice non può condannare la parte soccombente al pagamento.
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Fideiussione specifica: nullità e onere della prova
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un garante che chiedeva la nullità di una fideiussione specifica, sostenendo fosse conforme a un modello anticoncorrenziale. La Corte ha distinto questo caso dalle fideiussioni omnibus, affermando che per la fideiussione specifica spetta al garante provare l'esistenza di un'intesa illecita a monte, prova che non è stata fornita.
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Operazioni triangolari: la prova dell’intento
La Corte di Cassazione interviene su un caso di accertamento fiscale, chiarendo i requisiti probatori per le operazioni triangolari ai fini della non imponibilità IVA. La sentenza sottolinea che non basta provare il trasporto della merce all'estero, ma è necessario dimostrare con documentazione che l'operazione era concepita fin dall'origine come cessione nazionale in vista di un'esportazione. Viene inoltre affrontato il tema della corretta ammortizzazione dei costi di sviluppo di un nuovo campionario, accogliendo parzialmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Onere della prova: Cassazione su risarcimento danni
Una società commerciale, dopo un incendio nei locali da cui era stata sfrattata, ha richiesto un risarcimento alla propria assicurazione. La richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio a causa della mancata dimostrazione dell'esistenza e del valore dei beni distrutti. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, sottolineando l'importanza dell'onere della prova a carico dell'assicurato e la necessità di specificità nei motivi d'appello.
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Responsabilità scuola sci: onere della prova e terzi
Un'allieva principiante, infortunatasi durante una lezione di sci a causa della collisione con un altro sciatore, ha citato in giudizio la scuola. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che la responsabilità scuola sci è di natura contrattuale. Pertanto, non spetta all'allieva dimostrare la colpa del maestro, ma è la scuola a dover provare che l'incidente è stato causato da un evento imprevedibile e inevitabile, non essendo sufficiente dimostrare la mera correttezza della condotta del maestro.
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Fatture inesistenti: onere della prova per l’Agenzia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30642/2025, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un consorzio agricolo, accusato di utilizzare fatture per operazioni inesistenti. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dato ragione al contribuente, ribadendo che, a fronte di un quadro indiziario solido fornito dal Fisco (tramite PVC), l'onere della prova si sposta sul contribuente. Quest'ultimo deve dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni, non essendo sufficiente la sola regolarità formale delle scritture contabili. La sentenza di merito è stata annullata per aver ignorato gli elementi probatori raccolti nel Processo Verbale di Constatazione.
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Retrodatazione custodia cautelare: onere della prova
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per la retrodatazione della custodia cautelare in caso di più ordinanze. Confermando la decisione del Tribunale del Riesame, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, ribadendo che spetta alla difesa fornire la prova specifica che gli elementi per la seconda misura cautelare fossero già noti all'autorità giudiziaria al momento dell'emissione della prima. Un generico rinvio agli atti non è sufficiente a soddisfare tale onere probatorio.
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Provvigioni Agente e IVA: La Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un agente di commercio, confermando l'assoggettamento a IVA delle sue provvigioni. L'agente, operante per una società con sede a San Marino, non ha fornito la prova necessaria per beneficiare di un regime di non imponibilità. La Corte ha ribadito che, in base al principio di territorialità, se i servizi riguardano beni venduti in Italia a clienti italiani, le provvigioni agente di commercio sono imponibili, e spetta al contribuente dimostrare il contrario.
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Fatture inesistenti: onere della prova per l’Agenzia
Un consorzio agricolo ha dedotto costi basati su fatture ritenute inesistenti dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che in presenza di gravi indizi di frode, spetta al contribuente dimostrare l'effettività delle operazioni o la propria buona fede. L'ordinanza chiarisce i principi sull'onere della prova in caso di contestazione di fatture inesistenti.
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Accertamento bancario soci: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale basato su indagini bancarie estese ai conti correnti personali dei soci di una società in accomandita semplice. La Corte ha stabilito che se l'Agenzia delle Entrate fornisce prove del collegamento tra i conti personali e l'attività aziendale, scatta una presunzione legale di maggiori ricavi. L'onere di provare la natura extra-aziendale delle movimentazioni spetta quindi ai contribuenti. Il ricorso è stato respinto in quanto i motivi sono stati giudicati generici e miranti a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Errore dichiarazione fiscale: è tardi per correggere?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento milionaria, sostenendo un errore nella dichiarazione fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che il contribuente non aveva fornito prove sufficienti dell'errore. La sentenza ribadisce che il processo non può diventare una sede per riesaminare nel merito le prove già valutate dai giudici dei gradi precedenti, specialmente in presenza di una "doppia conforme".
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Accertamento induttivo: la prova dei costi spetta a te
Una società ha contestato un accertamento induttivo, lamentando il mancato riconoscimento di tutti i costi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave: sebbene l'Agenzia delle Entrate debba sempre considerare i costi per rispettare la capacità contributiva, una volta fatto ciò (anche in via presuntiva), spetta al contribuente l'onere di provare l'esistenza di costi ulteriori e maggiori.
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Deducibilità costi forfettaria e accertamenti fiscali
Un'imprenditrice individuale, soggetta a un accertamento fiscale basato su movimenti bancari non giustificati, si è vista negare la deduzione dei costi. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso su questo punto, stabilendo che la deducibilità costi forfettaria deve essere riconosciuta anche negli accertamenti analitico-induttivi per garantire il rispetto del principio di capacità contributiva.
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Agevolazione Tremonti Ambiente: onere della prova
Una società si è vista negare un cospicuo rimborso IRES legato all'Agevolazione Tremonti Ambiente per investimenti in impianti fotovoltaici. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, non per questioni di merito sull'incentivo, ma perché la società non ha fornito prove documentali sufficienti a dimostrare i costi sostenuti. L'ordinanza ribadisce che il compito della Cassazione non è rivalutare le prove, ma solo verificare la correttezza giuridica e la logicità della motivazione della sentenza precedente, che in questo caso era stata ritenuta sufficiente.
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Accertamento induttivo: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento basato su un metodo induttivo "puro" a carico di una società la cui contabilità era risultata gravemente inattendibile, in particolare per la mancata redazione del dettaglio di magazzino. La Corte ha ribadito che, in tali circostanze, l'amministrazione finanziaria può ricostruire il reddito anche sulla base di presunzioni semplici, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente, che deve dimostrare la non correttezza della pretesa fiscale.
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Omissione Dichiarativa: Cassazione e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un legale rappresentante condannato per omissione dichiarativa (art. 5, D.Lgs. 74/2000). L'imputato sosteneva di essere un mero prestanome e che le prove fossero state travisate. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione dei fatti e che l'onere della prova per dimostrare un travisamento spetta al ricorrente, che nel caso specifico non lo ha assolto.
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