Il conducente di un veicolo, fermato in stato di ebbrezza, si opponeva agli agenti di polizia con minacce e insulti nel centro di Milano, richiedendo l'intervento di cinque pattuglie. Condannato nei primi gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale non occorre la prova che i presenti abbiano effettivamente udito le offese, essendo sufficiente la sola possibilità che ciò accada. Inoltre, il reato di oltraggio concorre con quello di resistenza a pubblico ufficiale, non venendo da questo assorbito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »