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Oltraggio A Pubblico Ufficiale

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347 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Oltraggio a pubblico ufficiale: quando si configura?
Un cittadino viene condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibile il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per configurare il reato, non è necessario che le offese siano effettivamente udite da terzi, ma è sufficiente la mera possibilità che ciò avvenga. Tale potenzialità è considerata un aggravio psicologico che ostacola il lavoro del funzionario. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: chi sono i testimoni?
Un individuo era stato assolto in appello dal reato di oltraggio a pubblico ufficiale per aver offeso un agente di polizia penitenziaria, poiché i testimoni erano due infermiere ritenute non estranee alla pubblica amministrazione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per la configurazione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale è sufficiente la presenza di altri pubblici ufficiali, a condizione che svolgano funzioni diverse da quelle della persona offesa. La Corte ha precisato che le infermiere del Servizio Sanitario Nazionale, operanti in un carcere, sono da considerarsi 'terze' rispetto alle funzioni della polizia penitenziaria, rendendo così integrato il requisito della presenza di più persone.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. Il motivo del ricorso, basato sulla presunta assenza di più persone al momento delle offese, è stato respinto. La Corte ha confermato che la percezione delle offese da parte di altri detenuti è sufficiente a integrare il requisito di legge, rendendo la censura una mera ripetizione di argomenti già confutati in appello.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Cassazione, con Sentenza 44072/2024, dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha confermato che offese e minacce rivolte a Carabinieri durante un intervento per schiamazzi notturni integrano i reati contestati, respingendo le tesi difensive sulla legittima protesta e sulla presunta arbitrarietà dell'operato delle forze dell'ordine.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: i requisiti del reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, stabilendo che il reato non sussiste se le offese non sono pronunciate in presenza di almeno due persone estranee ai pubblici ufficiali e alle funzioni svolte. Nel caso di specie, le frasi offensive erano state pronunciate all'interno degli uffici della Questura senza la presenza di civili, rendendo nullo uno degli elementi costitutivi del reato. La sentenza è stata rinviata alla Corte d'Appello per la sola rideterminazione della pena relativa agli altri capi d'imputazione.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341-bis c.p.). La Corte ha stabilito che non è possibile, in sede di legittimità, richiedere una nuova valutazione dei fatti già esaminati dai giudici di merito. L'imputato aveva proferito frasi offensive verso un ufficiale durante una lite, alla presenza di altre persone. I motivi di ricorso, basati su una diversa ricostruzione della vicenda e sulla presunta reazione ad un atto arbitrario, sono stati giudicati come mere doglianze di fatto, non consentite davanti alla Suprema Corte, confermando così la condanna.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: l’ubriachezza non scusa
Un individuo, in stato di ubriachezza, insulta degli agenti di polizia. La Corte di Cassazione conferma la condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, stabilendo che l'ebbrezza volontaria non attenua la responsabilità penale. Inoltre, la condotta complessivamente oppositiva dell'imputato impedisce l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Oltraggio: annullato se mancano civili presenti
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, chiarendo un principio fondamentale: il reato non sussiste se l'offesa avviene all'interno di un ufficio di polizia e alla sola presenza di altri agenti impegnati nelle loro funzioni. Per configurare il delitto è necessaria la presenza di persone estranee, ovvero civili. La Corte ha invece confermato le condanne per tentata rapina, danneggiamento ed evasione, ritenendo infondati gli altri motivi di ricorso, inclusa la tesi della desistenza volontaria.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che un ricorso deve contenere una critica specifica alla sentenza impugnata e non una generica contestazione. Inoltre, è stato ribadito che il reato di oltraggio a pubblico ufficiale sussiste quando le offese esprimono un disprezzo gratuito legato alla funzione della vittima, e che un presunto stato di stress non è una scusante valida.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio. La Corte conferma che minacce serie e finalizzate a condizionare l'operato degli agenti integrano il reato, respingendo le argomentazioni difensive ritenute troppo generiche e ripetitive.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. La condanna, basata su ripetuti insulti a agenti della polizia municipale, è stata confermata in appello. La Cassazione ha ritenuto il ricorso troppo generico, in quanto non contestava in modo specifico le motivazioni della sentenza impugnata, limitandosi a riproporre doglianze già esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio.
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Particolare tenuità: no all’oltraggio a P.U.
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Il Tribunale aveva erroneamente applicato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), senza considerare che la legge la esclude esplicitamente quando il reato è commesso contro agenti di polizia giudiziaria nell'esercizio delle loro funzioni. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Danneggiamento in carcere: non serve la querela
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26365/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due detenuti condannati per resistenza, oltraggio e danneggiamento in carcere. La Corte ha stabilito che il reato di danneggiamento di beni all'interno di uno stabilimento pubblico, come un penitenziario, rimane procedibile d'ufficio e non richiede la querela della persona offesa, a differenza di quanto previsto da una recente riforma per i beni esposti alla pubblica fede.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato?
Un individuo, in stato di alterazione alcolica, ha insultato e aggredito un Maresciallo in borghese intervenuto per sedare un disturbo in un locale pubblico. L'imputato è stato condannato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato, poiché mirava a una rivalutazione dei fatti e la consapevolezza della qualifica del militare era stata adeguatamente provata nei gradi di merito.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: la sentenza della Corte
Un cittadino è stato condannato per oltraggio a pubblico ufficiale, porto d'armi improprio e minacce. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la condanna. La sentenza chiarisce che il reato di oltraggio sussiste quando le offese avvengono in un luogo pubblico e alla presenza di più persone, anche se queste sono altri funzionari pubblici presenti per motivi diversi.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per oltraggio a pubblico ufficiale. La sentenza chiarisce che la valutazione dell'offensività di una frase è compito del giudice di merito e che nuovi motivi, come l'assenza di più persone, non possono essere sollevati per la prima volta in sede di legittimità.
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Riqualificazione giuridica: oltraggio non è fatto nuovo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata, la cui condotta era stata oggetto di riqualificazione giuridica del fatto da resistenza a oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che non vi è stata violazione del diritto di difesa, trattandosi di una mera diversa definizione giuridica dello stesso episodio storico, e ha confermato il calcolo della prescrizione, escludendone la maturazione.
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Resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio: il concorso
La Corte di Cassazione conferma la condanna di tre persone per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio. La sentenza chiarisce che l'oltraggio non viene assorbito dalla resistenza quando le frasi offensive e minacciose sono finalizzate a opporsi all'atto d'ufficio, come il sequestro di un veicolo. In tal caso, i due reati concorrono.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per oltraggio a pubblico ufficiale e resistenza. La decisione si basa sul fatto che il ricorso si limitava a riproporre argomenti già valutati in appello. Viene ribadito che per l'oltraggio è sufficiente la possibilità che terzi sentano le offese e che l'essere noti alle forze dell'ordine non esime dall'identificazione formale.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. L'imputato aveva offeso e sputato contro un agente di polizia penitenziaria. La sentenza conferma che una cella di un carcere è considerata 'luogo aperto al pubblico' ai fini del reato e che la prognosi negativa basata sui precedenti penali dell'imputato giustifica il diniego di pene sostitutive alla detenzione.
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