LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Oltraggio A Pubblico Ufficiale

Pagina 16 di 18

347 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32443/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha ribadito che, per la configurazione del reato, è sufficiente la mera possibilità che le offese siano udite da terzi presenti, anche se non vi è la prova che le abbiano effettivamente sentite. Nel caso specifico, le espressioni offensive sono state pronunciate in presenza di altri detenuti a distanza ravvicinata.
Continua »
Concorso morale: quando il supporto passivo è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio nei confronti di un individuo che, pur non compiendo l'aggressione materiale, aveva fornito concorso morale al complice. Stando fermo al suo fianco e supportandolo durante l'aggressione verbale e fisica contro un agente di polizia, ha rafforzato l'intento criminale dell'altro. La Corte ha stabilito che la sua condotta, unita a frasi offensive, non può essere considerata semplice critica, ma integra pienamente i reati contestati, rigettando il ricorso.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. La sentenza chiarisce che la presenza di altre persone "in attesa" in un commissariato, oltre agli agenti, è sufficiente a configurare il requisito della pluralità di persone richiesto dalla legge per la sussistenza del reato.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13051/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: per la configurazione del reato, non è necessaria la prova che le offese siano state effettivamente udite da più persone, ma è sufficiente la mera possibilità della loro percezione. La Corte ha inoltre confermato che il diniego delle attenuanti generiche può essere legittimamente basato sui precedenti penali dell'imputato.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando si configura?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11241/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: per configurare il reato, non è necessario che le frasi offensive siano state effettivamente udite da terzi, ma è sufficiente la mera possibilità che potessero essere percepite. Questa potenzialità, infatti, costituisce un aggravio psicologico per l'agente e lede il prestigio della pubblica amministrazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Oltraggio pubblico ufficiale: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11177/2024, ha stabilito che per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale non è necessario che i presenti sentano effettivamente le offese, ma è sufficiente la mera possibilità che possano essere udite. Inoltre, ha confermato che la non punibilità per particolare tenuità del fatto non esclude l'obbligo di risarcire il danno alla parte civile e di pagare le spese legali.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato urlare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10731/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha confermato che urlare insulti contro agenti di Polizia dal proprio balcone integra il reato, poiché la condotta avviene in un luogo pubblico e alla presenza di più persone (altri condomini) che possono sentire le offese, ledendo così l'onore e il prestigio del pubblico ufficiale.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: via pubblica basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha confermato che, per la configurabilità del reato, il requisito della "presenza di più persone" è soddisfatto se il fatto avviene in una via pubblica frequentata da passanti, rendendo irrilevante la specifica identificazione dei presenti.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha confermato una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, dichiarando inammissibile il ricorso presentato. Le contestazioni del ricorrente, basate su una diversa valutazione dei fatti, sono state respinte in quanto non ammissibili nel giudizio di legittimità, soprattutto considerando che le frasi offensive erano state pronunciate in presenza di terze persone, integrando così pienamente il reato.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
Un cittadino, multato per divieto di sosta, offende e spinge un agente di polizia municipale. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, stabilendo che la presenza di altri colleghi in servizio non integra il requisito della "presenza di più persone" richiesto dalla legge. Di conseguenza, è stata annullata anche la condanna per lesioni, in quanto divenuta procedibile solo a querela, che non era stata presentata.
Continua »
Reati durante manifestazioni: prescrizione e analisi
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati durante manifestazioni, tra cui resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, a causa dell'intervenuta prescrizione. Il caso riguardava episodi di lancio di un uovo e di un fumogeno contro le forze dell'ordine e calci agli scudi durante una protesta. La Corte ha ritenuto i ricorsi non manifestamente infondati, potendo così dichiarare l'estinzione dei reati per il decorso del tempo, pur analizzando nel merito le condotte contestate.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha ritenuto infondati i motivi di appello, confermando che la percezione delle offese da parte di più persone era stata provata e che la mancata concessione delle attenuanti generiche era giustificata dalla gravità della condotta, avvenuta mentre l'imputato era già sottoposto a misura cautelare.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. I motivi, incentrati sulla rivalutazione delle prove, sulla particolare tenuità del fatto e sulle attenuanti generiche, sono stati respinti in quanto non consentiti nel giudizio di legittimità. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, sottolineando che i fatti erano stati correttamente valutati, inclusa la presenza di più persone al momento del reato.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che la rivalutazione delle prove, come le testimonianze degli agenti, non è compito della Cassazione, confermando la condanna basata sulla decisione motivata della Corte d'Appello.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due cittadini condannati per oltraggio a pubblico ufficiale. Il motivo del ricorso, basato sulla presunta assenza del requisito del luogo pubblico, è stato ritenuto una mera riproposizione di argomenti già vagliati e respinti in appello, portando alla condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La condanna era stata emessa per offese e minacce rivolte a un agente di polizia penitenziaria all'interno di un carcere. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che il ricorso si limitava a riproporre argomenti già vagliati e che era stato correttamente accertato che le frasi offensive erano state udite da una pluralità di persone, elemento chiave per la configurazione del reato.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
Un cittadino ricorre in Cassazione contro una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, sostenendo che la presenza di Carabinieri durante l'offesa al Sindaco non integrasse il requisito della "presenza di più persone". La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la logicità della sentenza d'appello e ribadendo che non è possibile, in sede di legittimità, proporre una nuova valutazione dei fatti. La condanna è quindi diventata definitiva.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando si estingue?
Un cittadino era stato condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale per aver offeso alcuni funzionari durante un'operazione di sgombero. La Corte di Cassazione, analizzando il ricorso, ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, annullando la condanna senza rinvio. La Corte ha chiarito che, non essendo tutti i motivi del ricorso palesemente infondati, è stato possibile dichiarare l'intervenuta causa di estinzione del reato.
Continua »
Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato
La Corte di Cassazione conferma che per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale è sufficiente la mera possibilità che le offese siano udite da più persone presenti. L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per aver insultato un agente di polizia penitenziaria, sottolineando come la potenzialità dell'ascolto crei un aggravio psicologico che compromette la funzione pubblica.
Continua »
Oltraggio in luogo pubblico: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte conferma che il reato si configura quando l'offesa avviene in un luogo aperto al pubblico, come una stazione di servizio, alla presenza accertata di più persone, respingendo le argomentazioni del ricorrente come generiche e ripetitive.
Continua »